martedì, Settembre 21

Libano, il teatro politico field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Veniamo all’altro concorrente.
Il Generale Aoun è stato a capo delle Forze armate libanesi ed è oggi il leader del Movimento Patriottico Libero, il più grande partito cristiano del Parlamento libanese e principale partito dell’Alleanza dell’8 marzo.

Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah, gongola nel dover scegliere tra Aoun e Frangieh, entrambi nel campo dell’Alleanza dell’8 marzo. Sembrava che Frangieh potesse essere il suo favorito, vista anche l’amicizia personale tra Nasrallah e il leader di Marada, ma Hezbollah ritiene che Aoun sia un candidato migliore. Nasrallah pone il sostegno ad Aoun in termini di lealtà e amicizia. Quando Aoun annunciò la sua candidatura nel 2014, Hezbollah gli concesse il proprio sostegno, anche in nome del fatto che Aoun aveva assunto posizioni loro favorevoli durante la guerra con Israele nel 2006, durante la crisi interna al partito nel 2007-2008 culminata con l’intervento militare a Beirut, e persino nel sostenere l’intervento di Hezbollah in Siria nel 2013.

Inoltre, se Frangieh ha un bacino di sostenitori localizzato (principalmente nel nord del Libano), Aoun, tra i protagonisti della storia libanese da qualche decennio, è un leader riconosciuto a livello nazionale ed è forse una delle figure politiche cristiane più importanti dell’intero Medio Oriente. Tanto che, dopo la firma del memorandum d’intesa nel 2006, la comunità cristiana ha ammorbidito la propria posizione nei confronti della formazione sciita, al punto che non è infrequente trovare nelle case cristiane poster di Nasrallah. Aoun ha inaspettatamente guadagnato anche l’appoggio del suo più acerrimo rivale, quasi la sua nemesi, Samir Geagea.

Geagea è stato a capo delle milizie delle Forze Libanesi (fondate da Bachir Gemayel) e poi leader dell’omonimo partito. Le Forze Libanesi appartengono allo schieramento dell’Alleanza del 14 marzo, il movimento anti-siriano opposto all’Alleanza dell’8 marzo. Aoun e Geagea si sono combattuti per quasi 30 anni. Non si sono solo contesi la leadership cristiana, ma si sono anche scontrati militarmente nel corso della guerra civile, specialmente tra il 1988 e il 1990.

Quando le forze armate siriane dell’allora Presidente Hafez alAssad presero il palazzo presidenziale (13 ottobre 1990), Aoun fu costretto all’esilio in Francia. Pochi anni dopo, Geagea finì dietro le sbarre. Entrambi sconfitti, sono tornati sulla scena dopo che, il 26 aprile 2005, l’esercito siriano si è ritirato.

Geagea si è allora alleato con lo schieramento sunnita di Hariri, mentre Aoun ha siglato il memorandum d’intesa con Hezbollah, citato in precedenza. E, come detto, tra Hariri e Hezbollah non corre buon sangue. Nel 2008, la controversia sull’elezione del Presidente aveva portato a scontri aperti tra la fazione sunnita e quella sciita, finché, con la mediazione di Turchia e Qatar, si era arrivati all’elezione di Suleiman. Quando il mandato di Suleiman si è concluso, Geagea si è candidato alla successione. Aoun e i suoi alleati si sono rifiutati di offrirgli il loro appoggio, anzi, Aoun ha fatto altrettanto. Da qui lo stallo che dura tuttora.

Dopo una contrattazione verosimilmente piuttosto lunga e laboriosa, il 18 gennaio 2016 Geagea ha infine annunciato  -non senza una certa protervia, fosse anche solo per salvare le apparenze- che lui e il suo partito sosterranno la candidatura di Aoun. Si tratta di un matrimonio tra i più improbabili, considerata la storia pregressa e considerate le alleanze che sostengono queste due personalità politiche, e anche di dubbia tenuta. Ma, si sa, la politica libanese riserva sempre qualche sorpresa.
Una di queste è il sostegno di Hariri a Frangieh, che potrebbe avere contribuito a cementare le alleanze di cui abbiamo parlato. Geagea potrebbe in effetti aver preso poco sportivamente la decisione del suo vecchio alleato di sostenere un altro concorrente. Questa è la situazione fino a oggi, in attesa dell’elezione del prossimo Presidente del Libano.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->