lunedì, Settembre 27

L’ex Ministra Elisabetta Trenta lancia una petizione per salvare i civili in Afghanistan Ora sono a rischio chi ci ha aiutato per tanti anni e c’è il concretissimo pericolo di rappresaglie e vendette sommarie da parte dei talebani

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L’ex Ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, ha lanciato una petizione su change.org per sensibilizzare i ministri degli Esteri e Difesa e l’intero governo italiano sulla questione afghana.

La Trenta si sta attivando anche per fare una manifestazione davanti a Montecitorio e Palazzo Chigi per mettere a conoscenza i cittadini di questa delicata problematica che impegna l’onore del nostro Paese.

L’Afghanistan ha visto l’Italia protagonista di una delicata missione di grande impegno civile. Ora sono a rischio chi ci ha aiutato per tanti anni e c’è il concretissimo pericolo di rappresaglie e vendette sommarie da parte dei talebani che stanno riconquistando posizioni nonostante la resistenza governativa e l’appoggio Usa che però durerà ancora per poco.

Queste le parole dell’ex Ministra: «Per 20 anni l’Italia ha partecipato alla missione militare in Afghanistan ed i nostri militari e civili sono stati supportati lealmente da personale locale – interpreti, personale delle pulizie, proprietari di piccoli negozi – che ha lavorato nelle nostre basi e che spesso ci ha salvato la vita anche mettendo a rischio la propria. Da quando gli USA hanno iniziato il ritiro, seguito da quello degli altri Paesi incluso il nostro, i talebani hanno ricominciato a conquistare, area dopo area, tutte quelle che erano sotto il controllo del Governo. Senza il supporto aereo USA, l’esercito afghano non ce la fa. Ora l’esercito combatte i talebani che hanno accerchiato la città di Herat e i nostri collaboratori, che tanto hanno fatto per i nostri soldati, stanno rischiando la loro vita e ci chiedono aiuto. Se, o quando, i talebani entreranno in città, con tutta probabilità i nostri amici saranno accusati di spionaggio o di essere infedeli e uccisi barbaramente. Abbiamo il DOVERE e l’OBBLIGO MORALE di intervenire al più presto per portarli in Italia, ne va dell’ONORE del nostro Paese. Ci appelliamo a tutti i Ministri competenti e in particolare al Ministro dell’interno perché si evacuino immediatamente tutti i nostri collaboratori in Italia, prima che sia troppo tardi. SALVIAMO LA LORO VITA E QUELLA DELLE LORO FAMIGLIE! Loro si sono presi cura di noi!».

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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