giovedì, Maggio 13

Leva obbligatoria: perché controproducente Le conseguenze negative del ritorno della leva obbligatoria

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Da qualche anno in modo ciclico torna alla ribalta il tema della leva obbligatoria; quando a causa di finti articoli di giornale diffusi tramite i social network, quando invece per via dei proclami di qualche personaggio politico, che punta più a ricevere consensi facili che a pensare alle conseguenze di ciò che dice. In ogni caso il ritorno della coscrizione obbligatoria è un tema ricorrente, peccato che nessuno parli mai delle conseguenze, in positivo o in negativo, che la ricomparsa della naja potrebbe avere per il nostro Paese.

Indubbiamente esistono pro e contro da valutare per capire se sia una scelta saggia quella di tornare al servizio di leva obbligatorio, ma l’unica motivazione che viene data da chi la sostiene pubblicamente è forse la più futile: insegnare l’educazione e la disciplina ai giovani. Chi sostiene questa argomentazione non tiene conto del fatto che la coscrizione obbligatoria non è stata solo disciplina e rigore, ma anche nonnismo, soprusi e violenza oltre che situazione in cui molti giovani hanno acquisito nuovi vizi come il tabagismo e il consumo di alcolici. Inoltre, non ci si dovrebbe dimenticare che esistono già gli organi deputati ad educare i giovani e sono le famiglie e le scuole.

Comunque la si pensi, non si può negare che prima di lanciarsi in apologie o invettive nei confronti della coscrizione obbligatoria, andrebbe fatta un’analisi un po’ più approfondita. Per questo motivo in questo spazio verranno analizzati gli aspetti negativi dell’eventuale ritorno della leva obbligatoria, mentre nei prossimi giorni pubblicheremo un articolo in cui si espongono quelli positivi, in modo da avere una visione più chiara e completa.

In primo luogo bisogna concentrarsi sugli aspetti economici di un eventuale ritorno alla naja. Negli ultimi anni i soldi stanziati per la Difesa sono andati diminuendo, per contro le armi, i mezzi e i materiali, sempre più sofisticati, sono diventati più costosi. Una prima spesa da mettere in conto sarebbe quindi quella dell’equipaggiamento dei soldati chiamati a servire lo Stato e dei materiali indispensabili per il loro addestramento. Il vestiario, il cibo, le armi e il munizionamento sono tutte spese a carico dello Stato che per rientrare nel budget dovrebbe andare al risparmio, acquistando materiali di scarsa qualità a scapito della sicurezza del personale stesso.

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