mercoledì, Giugno 16

L'EUSAIR, la Macroregione Adriatico-Ionica field_506ffb1d3dbe2

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In questi ultimi mesi le pagine di politica estera nei principali mass media italiani hanno un minimo comun denominatore: la Libia. Questione senza dubbio estremamente importante che, però, non è l’unico pilastro dell’azione diplomatica italiana. A pochissimi chilometri da noi si trova, infatti, un’altra regione che ha sempre rappresentato un elemento di vitale importanza negli interessi strategici italiani, i Balcani. Nonostante una breve parentesi legata alla crisi dei rifugiati, dopo la ‘chiusura della ‘rotta balcanica’, gradualmente quest’area sta di nuovo scomparendo dal dibattito nazionale. Eppure l’Italia ha enormi interessi nei Balcani, di carattere politico ed economico e la nostra stessa sicurezza dipende dalla stabilità e dalla prosperità dei Paesi al di là dell’Adriatico.

Sebbene non se ne parli, la politica estera italiana è sempre stata estremamente attiva nei confronti della penisola balcanica e ancora oggi, nonostante non si viva più il grande periodo di crisi degli anni 90, l’Italia si fa promotrice di moltissime iniziative di cooperazione con i Paesi balcanici, fra le quali merita una particolare attenzione l’EUSAIR EU Strategy for the Adriatic-Ionian Region, la strategia per la Macro-regione Adriatico – Ionica, concepita dalla Commissione Europea su proposta italiana.

La dissoluzione della Jugoslavia negli anni 90 ha rappresentato una delle più grandi sfide diplomatiche che il nostro Paese abbia mai dovuto affrontare nella storia recente, sia dal punto di vista della sicurezza nazionale, che quello dei rapporti economici. La nascita di nuove, frammentate realtà nazionali ha costretto l’Italia ha doversi fare promotrice della stabilizzazione della regione attraverso un impegno che dura ancora oggi. Il rafforzamento istituzionale dei Paesi dei Balcani occidentali e la loro progressiva integrazione nell’UE sono fattori centrali per il consolidamento della pace, la democrazia e la stabilità del Vecchio Continente. I Balcani occidentali rappresentano, pertanto, una priorità per l’Italia, sotto il duplice profilo politico ed economico, in virtù della tradizionale e privilegiata proiezione italiana verso la direttrice adriatico-ionica e con l’obiettivo strategico di una completa integrazione dei Paesi dell’area nelle strutture europee ed euro-atlantiche di sicurezza. Da questo punto di vista l’Italia può definirsi estremamente soddisfatta, l’adesione della Croazia nell’Unione nel 2013 ne è un esempio lampante e l’avvio dei negoziati di adesione per Montenegro e Serbia sono estremamente incoraggianti. Albania, Bosnia e Macedonia hanno inoltre firmato vari accordi di associazione e partnership con l’UE. Dal punto di vista del percorso euro-atlantico è importante ricordare l’ingresso nella NATO sempre dell’Albania e della Croazia nel 2009.

Il processo di stabilizzazione democratica e politica è legata a stretto giro con il discorso economico e anche qui l’Italia può rivendicare notevoli interessi e una posizione di primo piano fra i Paesi europei. Oltre a rappresentare un’area di interesse prioritario sul piano politico e della sicurezza, i Balcani occidentali costituiscono infatti per l’Italia una regione di forte e radicata presenza economica, sia in termini di interscambio commerciale che di investimenti. Solo nel 2013 il tutto ammontava a circa 16,5 miliardi di Euro. L’Italia è anche primo partner commerciale con la Serbia e con la Croazia, oltre che con l’Albania. Inoltre è il primo Paese importatore del Kosovo e secondo Paese importatore ed esportatore della Slovenia. Per quanto riguarda poi il profilo della stabilizzazione e della sicurezza nella regione, l’Italia contribuisce con una forte presenza militare a cui si aggiunge una crescente componente civile nell’ambito delle missioni internazionali operanti nei Balcani occidentali. Soprattutto in Kosovo la presenza italiana è rilevantissima. Attualmente il nostro Paese è il terzo contributore di forze nella missione NATO KFOR, missione di cui detiene inoltre il comando.

Quanto appena presentato può essere analizzato alla luce di un disegno strategico di più ampio respiro volto alla stabilizzazione dell’intero continente europeo, il cui strumento principale è il rafforzamento della cooperazione regionale. In tal merito, come già accennato, ne rappresentano un esempio di notevole importanza due progetti chiave della nostra diplomazia: la IAI (Iniziativa Adriatico – Ionica) cui ha fatto seguito la già citata EUSAIR.

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