giovedì, Luglio 29

L’euroscetticismo peserà sul prossimo Parlamento Il Partito di Nigel Farage e quello di Marine Le Pen irrompono nell’istituzione dei cittadini europei

0

europee

 

I risultati delle elezioni europee consegnano un Parlamento a maggioranza popolare con i socialisti come secondo partito. Tutto secondo le aspettative, anche la conferma del Partito Popolare come prima forza europea. Con i dati definitivi, l’attenzione dei media si è appuntata  sulla vittoria del partito di Marine Le Pen, sull’ascesa di Syriza in Grecia (anche nelle elezioni amministrative) e sulla vittoria di Nigel Farage in Gran Bretagna. Resiste la Germania con la maggioranza dei seggi al Partito popolare, premiando il partito della Cancelliere Angela Merkel. ‘Resistere’ è un verbo adeguato alla situazione: mai come questa volta, due tra i più importanti membri dell’Unione Europea si ritrovano con maggioranze euroscettiche e il Paese della crisi, la Grecia, conferma la voglia di cambiamento premiando ancora Alexis Tsipras.

Nel dettaglio, come riporta ‘Il Post
«
In Gran Bretagna è andato molto bene lo UKIP, il partito indipendentista e anti europeista guidato da Nigel Farage, mentre sono andati meno bene gli altri partiti “tradizionali”: laburisti e conservatori. Lo UKIP è arrivato al 27,5 per cento, il Labour di centro sinistra al 25,4 per cento, il partito conservatore di centro destra al 23,9 per cento, i Verdi all’7,9 per cento e i Liberal Democratici al 6,9 per cento. Nigel Farage, ha paragonato il suo successo a un terremoto politico visto che «mai prima di ora, nella storia politica del Regno Unito, un partito visto come “di protesta” aveva vinto delle elezioni a livello nazionale» e ha detto di non ritenere implausibile che lo UKIP possa avere un ruolo decisivo alle prossime elezioni politiche, nel 2015.»

I laburisti hanno perso terreno e, a parte il sorprendente risultato del Partito Democratico in Italia, è tutta l’area socialista che ha perso consensi. Non è un caso che François Hollande, Presidente della Repubblica francese, deve ammettere pubblicamente  la battuta d’arresto che il partito socialista francese e europeo ha subito. La spinta al cambiamento è arrivata da sud, che oltre alla Grecia, registra il sorprendente risultato, in Spagna, del partito Podemos, che non ha ancora deciso come collocarsi a Strasburgo

In Francia, il partito di estrema destra di Marine Le Pen, il Front National, è diventato il primo del Paese passando dal 6,34 per cento del 2009 a quasi il 25 per cento. Il Partito Socialista, quello del Primo Ministro Manuel Valls e del Presidente François Hollande, non ha raggiunto il 14 per cento (16,8 nel 2009) arrivando al terzo posto alle spalle dell’UMP, la destra dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, che si è fermata a poco più del 20.

Secondo un’analisi del quotidiano ‘Le Monde‘, riportata dal ‘Il Post‘, a votare FN sono stati i lavoratori che non credendo nel rinnovo della classe dirigente e dei partiti e non vedendo una soluzione alla crisi economica, ha scelto il Front National.

Il Presidente Hollande si ritrova con una popolarità ai minimi storici, con un Esecutivo debole e la vittoria del Sindaco di Parigi sembrano già un lontano ricordo. L’unico vantaggio di François Hollande è, secondo il quotidiano francese, «essere in carica: può agire, può osare». ‘Le Monde‘ si  chiede, però, che cosa possa fare il Presidente dopo una sconfitta di questa portata e, soprattutto, come possa governare con una maggioranza politica così fragile e una popolarità così debole.

Marine Le Pen ha detto che «il momento è storico», che il popolo ha «ripreso in mano il suo destino» e che se la Germania è il cuore economico dell’Europa, la «Francia deve restarne il cuore politico». Ha poi chiesto lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale ma il Primo Ministro Valls ha subito replicato che il momento non è storico ma è comunque «grave», che si è trattato certamente di un «terremoto» politico ma che le riforme andranno avanti, e ha respinto dunque ogni ipotesi di scioglimento del Parlamento e ritorno al voto. 

Come ricorda sempre ‘Le Monde«La campagna elettorale di Marine Le Pen è stata condotta su 5 punti chiave: l’uscita dell’euro per rafforzare le esportazioni, l’industria e migliorare l’occupazione in Francia; l’opposizione ai negoziati per il trattato di libero scambio tra USA e UE che se adottato, secondo Le Pen, «comporterebbe una regressione generalizzata»; il rilancio dell’agricoltura nazionale attraverso la creazione di una PAF (Politica Agricola Francese) e non di una PAC (Politica Agricola Comune); l’abbandono dell’area Schengen per tornare ai confini nazionali («uscire da Schengen significa rompere con il lassismo dell’Unione Europea in materia di immigrazione clandestina»); il «contrasto il libero scambio» in economia e l’implementazione di un «protezionismo intelligente». La crisi economica, l’emergenza immigrazione e i problemi interni hanno fatto il resto.

 In Grecia ha vinto invece Syriza, partito guidato dal candidato alla presidenza della Commissione, Alexis Tsipras, che con quasi il 27 per cento dei voti ottenuti  ha staccato di quattro punti il partito del Premier conservatore Antonis Samaras. Tsipras ha parlato di «grande disarmonia tra la volontà del popolo e l’attuale Parlamento» e ha chiesto elezioni anticipate. Alba Dorata, che ha raggiunto solo il 9%, nella sola capitale greca (che era impegnata anche nell’elezione del sindaco) ha ottenuto il 16 %.

In Italia, lo storico risultato del PD (31 seggi e un peso molto importante nel gruppo dei socialisti al Parlamento Europeo), che è anche una chiara fiducia nell’Esecutivo guidato da Matteo Renzi, mette in evidenza i veri sconfitti di questa campagna elettorale. Il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto 22 seggi (2 in meno del Front National di Marine Le Pen) e non ha convinto buona parte dell’elettorato nazionale della sua proposta critica nei confronti dell’Europa.

Un altro gruppo politico come l’ALDE, ha diminuito la sua presenza nel Parlamento e il suo consenso in Paesi importanti come la Gran Bretagna, indebolendo anche i vertici del Partito nello stesso Regno Unito.

I dati dell’affluenza media nei ventotto Paesi membri segnalano il  48,09% , mentre l’ Italia si è attestata al 60% (qui tutti i dati).

Ricordando che il PPE, il Partito socialista e l’ALDE hanno siglato un patto pre-elettorale sulla guida della Commissione e che Jean -Claude Juncker è disposto al dialogo con il Partito socialista per trovare una maggioranza solida in Parlamento, il gruppo guidato da Martin Schulz sarà il vero ago della bilancia per l’elezione del Presidente della Commissione e della Commissione stessa.

Il Consiglio nelle prossime settimane avvierà la procedura data dall’art. 17 del Trattato di Lisbona, che aprirà alla seconda fase di queste importanti elezioni europee: la nomina della Commissione Europea e del suo Presidente. La prima sessione plenaria del Parlamento Europeo inizierà il primo luglio.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->