mercoledì, Aprile 21

Letta reggente (… come le calze delle donne) o non reggente? La distanza lunare tra il dibattito in corso nel PD e la realtà della vita di tutti i giorni, la vita di quella 'cosa' che il PD aveva e ancora ha che si chiama 'base'

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Ciò che maggiormente sorprende nel dibattito in corso nel PD, è la distanza lunare, a dir poco, del dibattito dalla realtà. Dove per realtà intendo la vita nostra, di tutti i giorni, i problemi nostri, di tutti i giorni: il lavoro che scarseggia, le tasse eccessive per chi le paga e nulle per chi non le paga e ruba agli altri, l’amministrazione nonché inesistente, ostile al cittadino ‘normale’, l’assenza, anzi, l’ostilità verso lo stesso concetto di normalità, il disordine strutturale e strutturato di uno Stato preda di bande dedite ai propri interessi, l’indifferenza verso la realtà delle parole mai misurate che pesano come pietre … spesso tombali.

Ecco, basterebbe guardare alle vicende del Covid. Da un anno, mentre i cittadini vivono una vita semi sospesa, strana, irreale, fatta di negozi chiusi e poi aperti e richiusi, di bar irraggiungibili, di mascherine indossate e rifiutate, di ospedali fuori portata, mentre i cittadini vivono così, e una parte di essi ne approfitta, il ceto politico, quello che osa definirsi ‘classe’, e per di più dirigente, che litiga sulle chiusure nel week-end, sulla distribuzione delle poche dosi di vaccino, sulla perfezione della ‘mia’ sanità, sulla Moratti che vuole i vaccini per i milanesi che sono produttivi e su Bertolaso che vuole ospedali fatti su misura per farci veder come è bravo a costruirli, eccetera, eccetera.

E in questo bailamme incomprensibile, dopo lunghe meditazioni solitarie o non, al massimo accudito da Goffredo Bettini, Nicola Zingaretti getta la spugna. La getta, in realtà, in faccia agli altri membri e potentati del partito: accusandoli di essere dei poltronari, di badare alle correnti invece che agli interessi degli italiani, eccetera.
Certo, uno si guarda intorno e che vede? Personaggi ambigui, barbuti (ormai se non hai la barba non sei) che ti guardano di sottecchi, che dicono una cosa ma ne pensano un’altra. E che dicono? Il segretario a me, il vice a te, la presidenza del gruppo a quello, il sottosegretariato a quell’altro, anzi, che dico, a quell’altra perché se no le donne …. Anche questo: la discussionesulle donne‘. Una cosa avvilente, se fossi una donna mi ribellerei urlando. Quando eravamo giovani ci si riuniva e si parlava di donne. Ora si riuniscono e parlano di donne e magari ne parlano ‘con’ le donne. Per cui senti Lilli Gruber, tutte le sere, lamentare che non ci sono abbastanza donne qua o là. La competenza, la capacità, l’umanità, legata alla gonnella. E siccome ormai questo è il discorso di moda, i maschietti rivendicano il loro maggior potere e mettono le donne alla porta; ma queste ultime non si guardano intorno per dire: ma chi siamo, ma ci siamo, quali sono le nostre competenze, no, basta essere donna per fare meglio!
E così un discorso serio, diventa una contumelia da cortile. E così una pallavolista alta tre metri che ha cercato di fare un figlio (senza riuscirci, poverina e nessun parla di quello, almeno anche di quello!) viene compatita e ‘difesa’ ritualmente.

Fino a qualche ora fa il ‘dibattito’ nel PD era se ‘mettere’ o no una femmina alla segreteria provvisoria del PD.
Ora, mentre si attende che Enrico Letta sciolga la riserva e accetti la candidatura -cosa già avvenuta ieri con il ritorno a Roma dal suo autoesilio parigino- il dibattito è se metterlo a fare da Segretario reggente, cioè provvisorio, o a fare da Segretario definitivo ….. per i prossimi tre mesi: perché nel PD, una segreteria di tre mesi è già troppo lunga. Letta il reggente non lo vuole fare.
Questo è il ‘dibattito’ nel PD, insieme al solito folle dibattito sul nome. Ormai è diventato un gioco di società, forse ne farà qualche sciarada sabato sera Roberto Vecchioni con Massimo Gramellini, prima di ricevere i soliti ‘ospiti’ -la dottoressa Antonella Viola (che ormai batte MassimoGalli), Gianrico Carofiglio, Ezio Mauro, Severgnini Beppe, Peter Gomez, eccetera, i soliti insomma, per lo più a presentare il loro libro quotidiano. E quindi vedremo se Roberto Vecchioni riuscirà ad inventarsi uno scioglilingua per trovare un nuovo nome al PD, che resterà identico, con i soliti barbuti e sbarbati, le solite donne d’occasione, ma con un nome nuovo.
Perché, nell’assemblea ridotta alla sola Domenica (hai visto mai che discutessero troppo, si stancano!) si parlerà di questo e del reggentecome le calze, delle donne!

Ci si domanda se Zingaretti Domenica parlerà, sparando a zero, facendo i nomi … sì, figuriamoci, c’ha il fratello innamorato di una nuova Livia! Oppure parlerà Andrea Marcucci (dicono che parli, in certi casi, mah!) per sponsorizzare Matteo Renzi, e Stefano Bonaccini, che ‘è sempre a disposizione’ (testuale! Ragazzo, spazzola), e Francesco Boccia vicino a Michele Emiliano, e Giuseppe Provenzano geniale e vicino pronto a fare lui il piano di rinascita. Ah già, e le donne, parlerà la mitica Debora Serracchiani, e Roberta Pinotti e Barbara D’Urso? No, la Serracchiani ha parlato e ha detto, più o meno, che se il problema fosse quello di eleggere una donna, lei si candiderebbe -ma si ascoltano quando parlano, o almeno si capiscono?

Il PD aveva e ha ancora una cosa, ridotta, maltrattata, avvilita, bistrattata, sfrattata, ma c’è ancora: la cosiddettabase‘. Ha dei militanti veri, sinceri, onesti. Perfino entusiasti e capaci di perdonare quasi tutto a questa gente, ma che comincia a non poterne più, di essere utilizzata a cuocere salsicce alle feste dell’Unità che non c’è più perché Renzi la ha cancellata. E sorvolo sugli ‘intellettuali’.
E’ possibile che non ci sia uno nel PD che abbia l’idea, il dubbio, il sospetto di discutere nonsu e con Franceschini e Guerini, bensì dei problemi degli italiani? Se si ricominciasse a parlare disinistra‘, di idee, di ideologie, di progetti e non di strategie condominiali, la gente correrebbe a frotte a votarli, fregandosene altamente di Giggino e di Grillo, e probabilmente anche di Meloni e Salvini. La gente, vuole progetti, idee, speranze, non sindaci che si fanno vaccinare prima del loro turno.

Scriveva Angelo Panbianco, qualche tempo fa: «Il principale ideologo del Pd in questa fase, Goffredo Bettini (Il Foglio, 19 febbraio), prospetta, nonostante tutto, un futuro assai ambizioso per il suo partito, il quale, se capisco bene, dovrebbe lottare, avendo anche possibilità di spuntarla, contro «il modello produttivo e sociale che ha vinto», impegnarsi … per «riformare il capitalismo», «rendere più umana, più giusta» la globalizzazione. Dove la grandiosità del fine si scontra con la modestia del mezzo».
Scovoliamo sull’ideologo se no mi metto a piangere, ma appunto: a parlare siamo tutti bravi, a fare molto di meno, anche perchè occorre sincerità. Appunto,
Zinga: se non hai la forza, Domenica, di sparare ad alzo zero contro tutti, Letta incluso, e proporre idee, e progetti, battaglie, lotte, se non hai la forza di farlo, lascia perdere, magari vai da Livia, che ora è libera.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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