lunedì, Maggio 17

Letta, le correnti e le virago Letta, capo ma non-leader, scelto acriticamente e con le spalle al muro da dieci correntine di disperati dalla lingua biforcuta, dice: 'voglio due donne lì': due purchessiano, purché con la gonna. Ed è iniziato lo scontro tra le due virago

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L’intervista dei giorni scorsi della signora Lilli Gruber a Enrico Letta merita, forse, qualche commento, diciamo così, fuori le righe. Dove le righe sono il plateale consenso al nuovo ‘leader’ della DC, sotto veste PD. Eh, sì, lo dico con dispiacere, ma purtroppo è proprio così. Se non altro per la polverizzazione ridicola delle correnti, dai nomi spesso strani, ma portati avanti con orgoglio patriottico, quasi fossero essi stessi dei partiti. Il caso più curioso è quello, per quanto ho visto, della corrente renziana, che si chiama ‘Base Riformista’, che già detto così, non è che significhi granché. Ma nelle fantasie solipisistiche di molti, come ad esempio il senatore ‘ciaone’, diventa addirittura alternativa al partito. Il medesimo, infatti, firma i suoi pensosi messaggi tweet (di fondamentale importanza, ma potete fare tranquillamente a meno di leggerli) con un ‘logo’ in cui c’è in piccolo il simbolo del PD e in grande la scritta ‘Base Riformista’: siamo alla secessione strisciante. Ve lo ricordate Bossi quando si inventò la cretinata della Padania e delle fonti del Po e non so che altro? Beh, lo stesso, ma, se possibile ad un livello più basso.

Il guaio (o il bello, fate voi) è che di correnti nella DC-PD ve ne sono almeno una decina, devo l’informazione al geniale Zoro e al suo collega Makkox che ne proponeva i loghi. Dai giovani turchi (ormai in età da vaccino … nelle Regioni in cui si fanno i vaccini e si fanno agli anziani, e quindi non in Lombardia o Toscana, ecc.) alla corrente ‘Fianco a Fianco’, che già detta così fa ridere. Ma poi uno -come me ad esempio le volte in cui lo faccio torno a casa furibondo- pensa quando al supermercato ti avvii alla cassa e qualcuno (per lo più qualcuna, ma ormai a dirlo si rischia di esser arrestati), con un abile colpo di … fianco, ti sposta dalla fila quel tanto che basta per passarti davanti.

Però, pensateci: un partito con dieci correnti, con nomi di quel genere. Manco la vecchia cara DC, quella che secondo il sempre meraviglioso Gianfranco Rotondi è il PD, che è una DC di sinistra nel PD in attesa che si formi una DC di destra fuori del PD: sì lo so, uno scioglilingua, ma tant’è, non ho capito soltanto se questa cosa dovrebbe dirigerla sempre Letta, mah!

Ma torniamo a quest’ultimo, Letta, che nella lunga intervista, rispettosissima (ma anche eccitatissima, ora vediamo perché) di Lilli Gruber, non ha mancato (ormai lo fa in continuazione) di mettere bene in chiaro che lui ora non ha fonti di reddito veruna, e che … già, che? non si capisce, se vorrebbe una sorta di sottoscrizione o cosa. Ciò che si capisce, invece, è che la sua idea di politica è di farne una professione, la fonte del proprio reddito. Ma, si badi, non nel senso che da tempo si chiede ai vari politicanti e cioè di essere persone serie e preparate, dunque competenti in politica, ma nel senso dello sbarcare il lunario. Eh no, caro Letta, proprio no. Fare della politicalapropria professione, vuol dire dipenderne e quindi non poterla lasciare, e quindi utilizzarla.
È vero, lui ha trovato modo di ‘spendere’ la sua notorietà per fare quella cosa in Francia, su cui sorvolo, ma mica lo possono fare tutti, sono occasioni abbastanza rare, legate (non si offenda caro ‘dotto Letta’) più al nome che alle capacità. Ma ci tornerò, perché questa è un’altra questione su cui ci stiamo giocando il futuro del nostro Paese: le capacità vanno comprovate.

Dunque Letta, detto quanto precede, ha tenuto un lungo comizio tutto a base diio‘, io farò, io dirò, io deciderò, io proporrò, interrotto solo talvolta, da un ‘Noi’, con la ‘N’ maiuscola, per dire ‘oh, mica credere, qua non c‘è trippa per gatti, noi’, appunto, ‘siamo persone importanti, di livello, che credete?’.
Contento lui e la signora Gruber, ci potremmo mettere anche una pietra sopra, perché oltre questo non è andato,
salvo ripetere come una ossessione, che lui parla con tutti, discute con tutti, sente tutti … cioè idee sue non ne ha!
Sono antipatico? Forse, io lo sono spesso. Ma il punto è che mi sarei aspettato da un sedicente ‘leader’ politico ben altro. ‘Sedicente’? eh sì, che cosa se no?
Un leader è uno che con la sua bravura, la sua capacità di fare valere le proprie idee e la propria etica, si impone culturalmente alle masse (come si diceva una volta). Enrico Berlinguer era un leader, lo era Palmiro Togliatti, lo era Alcide De Gasperi, lo era Umberto Terracini, ecc. Letta è solo un capo, per di più scelto acriticamente e con le spalle al muro da dieci correntine di disperati dalla lingua biforcuta.

Poi, naturalmente, se è capace di diventare un leader, lo vedremo. Per ora è uno che incontra tutti, ma non si capisce per fare che.
Il tema sarebbe ben altro: farci capire (ammesso che lo abbia capito lui) da che parte sta e da che parte va. Raccontarci di alleanze e contatti, va benissimo, ma non è politica, è gestione, è sottogoverno è potere. Molti, tra cui io, vorrebbero sapere da che parte sta, dove la parte non basta più definirla ‘sinistra’, anzi, come dice lui pudicamente ‘centro sinistra’ (cioè centro, con tendenza a destra, vero?), ma va definita con idee e contenuti. Il voto a 16 anni e lo ius soli (che non realizzerà mai) sono belle cose, ma sono solo strumenti politici. La politica è progetto futuro e del futuro, che presuppone, certo, una buona conoscenza e una accettabile gestione del presente. Altrimenti è aria fritta. E per ora solo questo si è visto, oltre alla defatigante trattativa continua e irosa con e tra le correnti, sua inclusa. E con Renzi!

E qui veniamo ai momenti di eccitazione, quasi erotica, della signora Gruber, si parla della questione dei capigruppo al Parlamento, che, con grande clamore, Letta vuole che siano donne. Bene, calmati gli ardori incontenibili della signora Gruber, domando: ma che razza di discorso è mai questo?voglio due donne lì‘: due purchessiano, purché con la gonnella.
Non essendo io una donna non posso pronunciarmi, ma se ci penso e cerco di immaginarmi di essere una donna (o ‘un’ nero, o ‘un’ cinese, o ‘un’ disabile, o ‘un’ migrante) l’idea di esser ‘uno purché uno ce ne sia’, francamente mi farebbe arrabbiare e mi umilierebbe. Ma forse io sono sbagliato.
Sta in fatto che il divino Andrea Marcucci (quello della ‘Base Riformista’) ha reagito male, e alla fine ha … indicato il nome: ‘voglio quella’. E ‘quella’ ha accettato senza fare una piega.
Alla Camera, invece, … anche. Graziano Delrio (a capo della corrente ‘Fianco a Fianco’, para-renziana) ha ceduto di malavoglia e poi … qui è più bella la cosa. Eh sì, perché uno si aspetterebbe: ecco le donne sono in campo, ora sì che ce la fanno vedere come si fa la vera politica, ora sì che ci insegnano la differenza siderale tra la politicaccia muscolare dei maschi sciovinisti e sessisti che si insultano bassamente e volgarmente, e la bellezza surreale della battaglia femminile, tutta al femminile, educata e rispettosa, culturale e alta.
E infatti alla Camera è iniziato lo scontro tra le due virago (non so di quale corrente … verosimilmente almeno una di quella di Del Rio, ma forse sbaglio). … Virago? Eh sì, scusate, avete letto i toni, i modi, le parole? Una che parla di manovre trasversali e cooptazione mascherata (sic!!), l’altra dolcemente (ma sostenuta dai renziani) di schiettezza e autenticità. Insomma, al solito: accordi trasversali, tradimenti, promesse non mantenute, colpi bassi … naturalmente orchestrati dai maschietti, dicono le femminucce.
Vergognatevi, tutte e tre!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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