domenica, Giugno 20

L'eterna libidine da potere field_506ffb1d3dbe2

0

berti 

Les affaires du coeur e di altri organi del corpo meno nobili sono spesso protagonisti delle mie intemerate. Come diceva la mia adorata Zietta, io ho il ritmo del Bolero di Ravel: comincio in sordina per crescere costantemente di tono fino a diventare trascinante e persino un po’ assordante. Così è spesso con i miei articoli: dallo slow, con osservazioni apparentemente zuccherose, via via i fendenti che meno si fanno sempre  più taglienti.

Per pura solidarietà di colleganza, comincio con Valérie, passata dall’Ospedale Pitié Salpetrière a Versailles, alla residenza presidenziale La Lanterne (ex casino di caccia, dove si tenne anche il pranzo di nozze fra Sarkozy e Carla Bruni) in buen  retiro – mi sembra più che dignitoso, mica due cuori ed una capanna… – post traumatico. Possibile che non si renda conto che straparla, quando si dice disposta anche a ‘perdonare’ il fedifrago François?

Non c’è nulla di più morto di un amore morto e, se due anni fa, lui sentì l’esigenza di trovare ricetto in Julie dai modi di Signorina Rottenmaier (reminiscenza della lettura delle avventure di Heidi…) e dal polverone sollevato con dei tweets non certo amicali che la sua compagna more uxorio aveva spedito, riguardanti la sua predecessora Segoléne, forse tale distacco era un segnale di stanchezza che è andato vieppiù approfondendosi… Non erano semplici crepe ma vere e proprie lesioni nei muri maestri del loro rapporto che pensava potessero essere restaurate con una straordinaria manutenzione – ovvero il teatrale ricovero ospedaliero (in uno che si chiamava, peraltro, Pitié, ovvero, tradotto in italiano… Pietà) che pare più un grimaldello ricattatorio che altro.

Un grimaldello costosissimo, se fosse vera l’indiscrezione che la scenata di Valerie al suo compagno l’abbia trasformata in una specie di ‘Incredibile Hulk’, che ha travolto tutto quello che si trovava dalle sue parti nello studio presidenziale, lasciando sul terreno, in frantumi, tre milioni di euro in preziosi soprammobili (vasi di Sevres, orologi a pendolo, objects d’art insostituibili). Si potrebbe ascrivere Valérie, dunque, nel conto delle testate nucleari francesi? Fatto sta che, se io fossi una cittadina francese, le chiederei il rimborso dei danni che ha causato: anche in comode rate, con la cessione del quinto dello stipendio che le corrisponde il suo giornale, fino alla terza generazione.

Se, invece, fosse vero che M.me Trierweiler ha risentito il colpo della rivelazione – possibile che in due anni lui fosse stato così abile a fargliela in barba? Si rivaluta l’espressività dello sguardo da burrata pugliese di Monsieur le President … -, senza effetti da uragano (non ci credo), allora pare ben fragile e del tutto diversa dall’immagine di Erinni d’acciaio che ha sempre mostrato di sé! Quel che, in gergo, viene detto ‘cane da pagliaio’, tutta scena (o scenata) e niente sostanza.

Perché, da quanto dicono i bene informati, la stiracchiata visita in ospedale di lui a lei sarebbe il preludio di una liquidazione del contratto sentimentale senza articolo 18 (forse manco esiste in Francia)… et Vive la Liberté! per il Capo dello Stato francese. Forse neanche per impalmare l’altra… giusto per rifiatare, dopo il can can che ha piantato la giornalista di Paris Match.

Et voilà, ecco il secondo tempo di questa mia sinfonia sulla libidine da potere o su libidine & potere: parte da San Marino uno scandaletto boccaccesco che sarebbe giusto da breve con pallino, nascosta nelle pieghe di cronaca – che vuoi che sia, un medico di famiglia che molesta le pazienti: un classico… – se non fosse che il personaggio in questione, il dottor Pietro Berti, non avesse ricoperto il ruolo di Capo dello Stato dell’antica Repubblica del Titano. 

Ho conosciuto al festival del giornalismo d’inchiesta di Osimo, qualche mese fa, un bravissimo giornalista sanmarinese, Marco Severini, e abbiamo riconfermato la nostra amicizia reale anche nella virtualità di FB. Sulla sua bacheca ho rintracciato una serie di notizie che sono servite non solo ad apprezzarlo ancora di più, giacché non si lancia in opinioni ancora tutte da suffragare con una condanna giudiziaria, ma usa al posto giusto i condizionali, ma anche a chiarirmi le idee sulla vicenda, sviluppando in me una grande stima per la magistratura del piccolo Stato incastonato fra i monti, che, nell’accertamento della verità non si fa intimidire dal ruolo passato o presente di chi potrebbe essersi macchiato di colpe davvero gravi.

Mi è piaciuta, altresì, un’altra riflessione, ovvero la richiesta di accertamento, se fossero veri i comportamenti morbosamente illeciti denunciati non da una ma da più pazienti, che lo accusano di molestie sessuali, della reiterazione delle stesse, anche dell’estensione nel tempo di tali comportamenti. Ovvero, da quanto tempo il dottor Berti si sarebbe dilettato in sexual harassment? Anche questo sarà oggetto dell’indagine della Magistratura di San Marino, nata da segnalazioni plurime di pazienti che si dicono vittime di comportamenti molestatori.

Stando alle accuse, infatti le pazienti si sarebbero trovate di fronte a apprezzamenti su biancheria intima, palpatine e vere e proprie carezze a sfondo sessuale. Speriamo, però, che il corso della giustizia non sia al rallenty à la maniere de l’Italie né venga intralciato da questioni di opportunità politica. Intanto, l’accusato è stato arrestato… E’ prova di una grande efficienza della macchina della Giustizia dello Stato in miniatura che si trova circondato da territorio italiano.

La chiusa spetta alla telenovela che appassiona il Paese, l’ulteriore contorsione di Mr B., promosso da pregiudicato furbetto a salvatore della Patria. Con istinto volpino, innanzitutto, dà un ordine di scuderia ai suoi, imponendo loro di non disturbare il manovratore, ovvero di non molestare le acrobazie renziane. Non ha fatto i conti coi leghisti che, in caduta libera, se passa l’Italicum, sono una Lega sciolta… anzi, saponificata come le vittime di Leonarda Cianciulli. Dunque, non si prospetta un cammino semplice per la supposta marcia trionfale del Segretario PD.

Intanto, lui sente l’esigenza di remise en forme: lo stress gli ha dato un aspetto di polenta taragna ammuffita, grigiastro e dunque nulla poteva restaurarlo se non un bel soggiorno in un luogo straordinario come Gardone Riviera (dove, dicono, c’è un microclima che favorisce una vita centenaria), in una location da ‘crepi l’avarizia’. Peccato che non possa offrirla alla messe dei suoi elettori, che rimbambisce con i suoi funambolismi dialettici e che sono per lo più anziani (coetanei o ancor più vecchi), titolari di pensioni minime!

Lui, in una suite di 2.400 euro a notte e messo a stecchetto con cibi frugali, ma pagati a peso d’oro, vigilato non solo da suoi dipendenti, ma anche da Carabinieri e Poliziotti sottratti a servizi ben più utili alla comunità, rinverdirà la sua fama di Fenice, che rinasce continuamente dalle sue ceneri.

Sorrido pensando che a pochi passi c’è il Vittoriale, dove Gabriele d’Annunzio, con cui ha in comune ambizioni erotiche e gusto per la trasgressione, visse una stagione della sua vita spericolata e concretizzò tutto il suo gusto per il kitsch. Ma si spense anche ridotto ad un rottame umano.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->