lunedì, Settembre 20

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«Dietro Colonia c’è la dinamica del branco. Un gruppo di maschi ubriachi, il testosterone, liberi, eccetera, che fanno le porcate che fanno i maschi. Che facevano in Sicilia, che forse fanno ancora in Sicilia». Lo ha affermato Carlo Panella, giornalista passato da ‘Lotta Continua’ a ‘Mediaset’ e da lì a ‘ll Foglio’ di Giuliano Ferrara e Claudio Cerasa. E lo ha fatto durante la trasmissione televisiva RaiUno Mattina In Famiglia‘ di Sabato 16 Gennaio 2016. Il riferimento, ovviamente, alle molestie sessuali di gruppo, e peggio, avvenute nella città tedesca di Colonia in occasione del Capodanno, da parte di centinaia di islamici ritrovatisi nei pressi delle stazione centrale.

Probabilmente si deve essere grati al marginale gruppo siciliano che, alla ricerca di un qualche rimbalzo mediatico, ha segnalato con indignazione la cosa, chiedendo l’intervento dell’Ente radiotelevisivo di Stato, del Ministro, probabilmente dell’Onu, la riprovazione e forsanche la lapidazione nei confronti del Panella medesimo. Grati perché ha portato alla ribalta un’affermazione che ci ‘tira fuori’ dalla melassa del politicamente corretto, e delle nostra ‘superiorità’, occidentale od italica che sia. E grazie, di converso e soprattutto, alla verità detta, e che come metodo può, deve, essere estesa a tanti altri campi, consimili e lontani. Che poi provenga da Panella, Eugenio Scalfari o Vittorio Feltri, giusto per indicare estremi antinomici, una verità è, come la rosa di Gertrude Stein, una verità. In sé. Piaccia o meno la verità, piaccia o meno chi la dice.

Lo stesso Panella, prima e dopo, ha anche elaborato più o meno condivisibili opinioni sulla realtà del mondo. Islamico e non solo. «Quando parliamo di Colonia, quando parliamo dei rapporti con i maschi musulmani, parliamo di un elemento di maschilismo, di branco, ed anche di consuetudine storica. Noi abbiamo avuto consuetudine storica su una inferiorità della donna». «Ma è una consuetudine, non ci rifacciamo ai testi, non ci rifacciamo alla Bibbia o al Vangelo. C’è un tema scabroso, difficile da affrontare. Nel Corano c’è scritto, Sura II, versetto 228, che la donna ha pari diritti degli uomini, e doveri, secondo la consuetudine, ma l’uomo è superiore». «Ma c’è anche un nodo culturale e ahimè religioso, che ci fa dire non ne parliamo». Giulia Bongiorno, avvocato e palermitana, altra ospite della stessa trasmissione, assentiva silenziosamente concordando. Tiberio Timperi, il conduttore, sostanzialmente pure acconsentiva, salvo rivendicare, a posteriori, una presa di distanza.

Condivise o meno che per l’appunto siano, le sue sono parole preziose, ché le verità ‘politically correct’ sono invece a volte le peggiori menzogne. Anche per quel che riguarda il nostro Paese, al di là della frusta retorica degli ‘italiani brava gente’, o di analoghe ‘superiorità’ di cui ci facciamo forti. Solo noi, e solo da noi, che poi basta passare i confini per vedere quanto siamo tenuti da conto. Come, nella fattispecie, sono preziose le parole della scrittrice J. K. Rowling, la ‘madre’ di ‘Harry Potter’, che ha sostenuto come il dibattito sugli abusi di massa avvenuti a Colonia non dovrebbe essere ridotto a questione razziale, ma essere invece letto ed interpretato sulla base dei diritti delle donne. Ancor di più, aggiungiamo andando al di là delle apparenze, sulla base del fatto che se riduci qualcuno alla povertà, peggio alla miseria, e questa diviene anche povertà e miseria affettiva e sessuale, poi si scatena il peggio. E, in genere, cominciando proprio nei confronti di chi si ritiene essere più debole.

A partire da questo si può pure cominciare a riflettere e parlare di tante altre cose ‘scontate’, ma che non si possono dire. Che se gli immigrati a casa nostra fanno, in alcuni casi, quello che vogliono loro, la prima responsabilità non è di chi cerca scampo, ma di chi non sa governarne afflusso e presenza. E, ancora, accostando piccolo e grande: che per gli ex sindaci di Roma (Ignazio Marino) e di Firenze (Matteo Renzi), e le loro spese, si sono usati due pesi e due misure; che sul ‘caso Quarto’ si è provato a fare opera di devastazione del Movimento Cinque Stelle, con il bue che dava del cornuto all’asino; che nella polemica del nostro Governo con il Presidente della Commissione dell’Unione Europea, Jean-Claude Juncker, siamo evidentemente, e semplicemente in modo fattuale, dalla parte del torto…

Lesa maestà, forse, o forse solo ristabilimento delle più ovvie verità, come quando si alza un bambino a dire che il re è nudo.

 

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