lunedì, Settembre 20

L’eredità di Gheddafi a 4 anni dalla morte

0
1 2 3


Da quel 20 ottobre 2011 ad oggi in Libia è andato in scena quanto gli analisti più attenti avevano previsto a pochi giorni dallo scoppio della ‘Rivoluzione del 17 febbraio’: il frantumarsi della Libia.

Nella Libia di quei giorni, era evidente che non vi erano le strutturele organizzazionile personalità in grado di gestire il dopo Gheddafi, dopo un regno durato più di 41 anni. Gheddafi ha creato un sistema di governo che non lasciato spazio a niente e a nessuno al di fuori di se stesso e dei membri della sua famiglia. Coloro che lo avevano accompagnato nel corso dei primi decenni, dopo la presa del potere nel 1969, erano già da tempo scomparsi, e le uniche figure nuove emerse sulla scena nazionale come personalità di rilievo erano i suoi figli. Non è un caso che nei giorni della rivolta popolare il figlio Saif al Islam sia stato chiamato a parlare in televisione alla nazione. Se non fosse avvenuto quello che è avvenuto, è a lui che sarebbe toccato il ruolo di guida nel momento in cui fosse venuto a mancare il colonnello.

Il ‘Fratello Leader’, come si usava chiamare Gheddafi in Libia, ha fatto terra bruciata della società civile tanto che non si vedeva nulla e nessuno che potesse tenere unita una comunità segnata da profonde rivalità tribali. Saranno i leader tribali, si prevedeva, a determinare il futuro del Paese o dei Paesi che nasceranno dalla disintegrazione della Libia. Il dopo Gheddafi, era già evidente, poteva segnare la fine dello Stato libico unitario. Le tribù libiche hanno una storia fatta di lotte a contrapposizioni accese che non prometteva bene.

Altri centri di potere importanti nel periodo che seguirà Gheddafi saranno sicuramente le moschee e i predicatori islamici. La Confraternita Senussita, nata alla Mecca, ma poi insediatasi con forza in Cirenaica proprio grazie all’appoggio delle tribù locali, sarà una di queste realtà.

Circa la forza unificante dell’apparato militare, vi erano già parecchi dubbi, in quanto le forze armate libiche, nonostante gli investimenti del regime di Gheddafi, sono divise come le tribù e sono molto poco professionali. Quando negli anni Settanta, dopo l’ascesa al potere del colonnello, l’Unione Sovietica forniva sostegno militare al regime di Tripoli, a Mosca ci si lamentava che tutti gli sforzi di insegnare ai libici l’uso delle armi più moderne fosse praticamente fatica sprecata: per ottenere qualcosa bisognava affiancare un russo accanto a ogni militare libico, altrimenti gli ufficiali libici e i loro soldati erano incapaci di operare da soli.

Un ruolo, si sosteneva in quei giorni, lo avrebbero potuto giocare quei diplomatici di Tripoli che hanno rappresentato il regime sulla scena internazionale in questi ultimi decenni, dialogando con le cancellerie internazionali. E’ a loro che i governi, le imprese e i servizi segreti occidentali si rivolgevano in quei primi mesi di guerra civile per avere informazioni sul dopo Gheddafi.

Molti temoevano che la Cirenaica, la Libia orientale con capoluogo Benghazi, e la Tripolitania, la parte occidentale del Paese, sarebbero finite inevitabilmente per separarsi. Anche durante la rivolta popolare dei primi giorni si è visto come la Cirenaica, dove durante i 41 anni di regno di Gheddafi, non sono mancati gli episodi di ribellione al regime, si sia rapidamente liberata del controllo di Tripoli. Questa è la regione dove tra il 1923 e il 1931 il leggendario Omar al Mukhtar ha condotto con successo la sua resistenza armata contro la presenza coloniale italiana, tenendo testa con poche centinaia di uomini a un esercito di ventimila soldati appoggiati dall’aviazione militare.
La Cirenaica è la regione dei Senussiti, di cui faceva parte lo stesso al Mukhtar e dalle cui fila proveniva re Idris, rimasto al potere dal 1951 al 1969. La regione non lo ha mai dimenticato, non a caso qui sono ricomparse in quei giorni le vecchie bandiere della Libia monarchica. L’esperienza di al Mukhtar insegna che in Cirenaica l’appoggio delle tribù presenti sul territorio è fondamentale per il successo.

Il ‘problema libico’ è simile quello dei Paesi del Golfo. La grande ricchezza nazionale, il petroliosi trova soprattutto nella parte orientale del Paese (la Cirenaica, appunto). Nelle monarchie sunnite del Golfo, a cominciare dall’Arabia Saudita, la beffa è costituita dal fatto che il petrolio si estrae nelle regioni abitate dalla minoranza sciita. Il regime libico, come le monarchie del Golfo, alle aree petrolifere e alle loro popolazioni hanno concesso molti favori in meno che non alle loro basi di potere. Incarichi di prestigio, investimenti hanno premiato la Tripolitania sotto Muammar Gheddafi, ma non la Cirenaica da dove arrivava il petrolio con cui si saldavano i conti.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->