mercoledì, novembre 21

L’equipaggio di Soyuz Ms-10 tornerà in volo a dicembre Roscosmos ha formato immediatamente una commissione d’inchiesta per far luce sulle cause del malfunzionamento ma le ricerche sono state molto veloci

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A 2 minuti e 42 secondi dal lancio avvenuto dal cosmodromo di Baikonur, la Soyuz Ms-10 con a bordo il russo Aleksei Ovtchinine e l’americano Nick Hague è stata costretta a un atterraggio per l’arresto di emergenza dei motori del secondo stadio. A differenza di disastri a cui abbiamo assistito in passato, quali lo Space Shuttle Challenger, il 28 gennaio 1986, e lo Shuttle Columbia, il 1º febbraio 2003, che causarono la perdita degli equipaggi, i due membri del personale a bordo dell’astronave russa sono stati estratti vivi dalla capsula e trasportati, via elicottero, nella città di Dzhezkazgan, in Kazakistan. Non si sa molto ed è giusto a parer nostro che vengano rispettati i più elementari diritti di riservatezza di pazienti che effettuano controlli medici. Anche questo dovrebbe essere un insegnamento importante che viene dallo spazio, senza spettacolarizzazioni o insane soddisfazioni di curiosità.

Gli astronauti sorridono e sembrano in buone condizioni di salute, nonostante durante l’atterraggio di emergenza abbiano subito una decelerazione di 6,7 g. che è un valore altissimo per degli esseri umani. «Grazie a Dio l’equipaggio è salvo» ha commentato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dopo avere appreso dell’atterraggio riuscito. Jim Bridenstine, amministratore della Nasa, era presente al lancio. Si dice che con l’essere lì il capo dell’ente spaziale americano avesse voluto placare le polemiche dopo che gli astronauti della ISS avevano riscontrato una perdita di pressione a bordo causata da un foro scoperto nel modulo orbitale della Soyuz MS-09. Cosa che ha scatenato una serie di illazioni non ancora chiarite e sulle quali, sinceramente riteniamo di prendere tutte le distanze necessarie, perché affermare che sia stato bucato l’alluminio con la punta di un trapano per poi lanciare la piattaforma nello spazio ci sembra un tantino perverso. Però, come disse Albert Einstein: «Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima».

Sappiamo però che l’ogiva e la torre di salvataggio del razzo erano da poco state espulse quindi la Soyuz si è separata seguendo una precisa procedura di aborto del lancio, che riporta a terra gli astronauti dopo una parabola ma senza entrare in orbita. Dunque l’atterraggio è avvenuto in zona sicura a 20 km. circa ad est di Kazaka, a riprova di una tecnologia molto efficace che si occupa anche della salvaguardia di chi sale a bordo di un razzo. Da altri paesi non sappiamo che vi sia stata la stessa attenzione.

Roscosmos ha formato immediatamente una commissione d’inchiesta per far luce sulle cause del malfunzionamento del vettore ma le ricerche sono state molto veloci in quanto sembra deciso che la prossima missione sarà per l’inizio di dicembre. Lo ha detto Sergey Krikalev, direttore esecutivo dei programmi spaziali con equipaggio presso la Russian State Space Corporation Roscosmosmos. Speriamo che non sia troppo presto.

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