venerdì, Aprile 23

Leone Cecil, proteste davanti casa dell'assassino field_506ffb1d3dbe2

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E’ esplosa la protesta contro Walter Palmer, il dentista statunitense che ha ucciso e decapitato il leone Cecil in Zimbabwe. Diverse centinaia di persone hanno sostato con cartelli e cori davanti alla sua casa per chiedere il suo arresto. Secondo le ultime indiscrezioni, per uccidere Cecil l’uomo avrebbe pagato 50mila dollari alle guide locali: «Siamo partiti piuttosto tardi, con il sole alto. Abbiamo trovato una carcassa di elefante e l’abbiamo trascinata e spostata nell’erba alta e l’abbia usata come esca. Poi siamo saliti su un albero in un nascondiglio», ha raccontato alla stampa uno dei cacciatori assoldati da Palmer, Theo Bronkhorst. «Prima si è avvicinata una leonessa, poi abbiamo avvistato un enorme esemplare maschio (Cecil, ndr). Era un animale magnifico. Il cliente lo ha colpito con arco e frecce, e lui è scappato nell’erba alta».

Ma non è tutto. Infatti l’uomo non voleva prendere un elefante. A dirlo sempre Bronkhorst: «Lui voleva un elefante con una zanna di almeno 30 chili, qualcosa che solo un grande esemplare può avere. Gli ho risposto che non sarei stato in grado di soddisfare la sua richiesta e così il giorno successivo ha deciso di andarsene a Johannesburg». Nel frattempo l’agenzia Usa per la protezione della fauna, il «Fish & Wildlife Service» ha aperto un’inchiesta su Palmer, che tra l’altro nel 2008 era stato condannato per bracconaggio: due anni prima la vittima fu un orso nero, ucciso a oltre 60 chilometri di distanza dall’area per la quale gli era stata rilasciata la licenza. E il Governo Usa ha fatto sapere che prenderà in esame una petizione sottoscritta direttamente sul sito della Casa Bianca dove è stato richiesto l’arresto e l’estradizione di Palmer in Zimbabwe. Erano necessarie 100mila firme entro il 27 agosto, in tre giorni l’hanno sottoscritta 146mila persone.

(video del Wall Street Journal)

 

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