martedì, Ottobre 19

L’enorme spesa bellica degli Usa riflette la loro forza militare? Numerosi indizi inducono a pensare a una netta sproporzione tra costi e benefici

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Stando al rapporto firmato da Michael Gilmore, ex direttore della sezione del Pentagono che si occupa di testare i sistemi d’arma, l’F-35 presenta ben 276 problemi tecnici (scarsa visibilità, scarsa manovrabilità, scarsa affidabilità dei sistemi di attacco, difficile visibilità in condizioni meteorologiche avverse) per tentare di risolvere i quali le spese sono aumentate progressivamente – attualmente, il costo per ogni unità supera i 100 milioni di dollari; più del doppio rispetto a quanto preventivato. I difetti sono talmente gravi che in tutti gli attacchi simulati, il nuovo F-35 ha avuto la peggio contro il vecchio F-16.  Si tratta del progetto più deficitario nella storia degli Stati Uniti. Secondo la ‘Cnbs’, «l’F-35 simboleggia tutto ciò che c’è di sbagliato nella spesa per la Difesa Usa: produttori incontrollati ed incontrollabili (in questo caso, Lockheed Martin), e una cultura del Pentagono incapace di seguire adeguatamente i dollari dei contribuenti». Una cosa del genere è accaduta con i mezzi Mrap (Mine-Resistant Ambush Protected), veicoli anti-mine al cui sviluppo erano stati dedicati circa 50 miliardi di dollari prima che gli esperti statunitensi si accorgessero che i vantaggi che offrivano in termini di blindatura erano vanificati dalla scarsissima velocità di movimento e dal loro costo astronomico – nel corso degli anni, gli Usa hanno cercato vanamente di rifilarli ai propri partner militari.

Risultati altrettanto problematici sono stati ottenuti dalle unità navali di superficie Lcs, prodotte da Austal e Lockheed Martin. Esse presentano numerosi problemi, tra cui «debolezza strutturale, inadeguatezza del sistema informatico, fusione dei gruppi elettrogeni, tubi che tendono a scoppiare, deficit di propulsione ed errori di trasmissione potenzialmente disastrosi. Gli ufficiali sono inoltre scettici sulla loro efficienza in combattimento. Lo scorso anno, il presidente del comitato dei servizi armati del Senato John McCain ha aspramente criticato il programma, rilevando che ben 12,4 miliardi di dollari erano stati sprecati dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per 26 unità Lcs prive di capacità di combattimento. Secondo Michael Gilmore, direttore dell’ufficio del Pentagono che effettua i test, nessuna delle due varianti della nave militare Lcs sopravvivrebbe in combattimento […]. Vi inoltre menzionato il caso della portaerei Gerald Ford, il cui costo iniziale era stato stimato in 13 miliardi di dollari. La consegna è in ritardo di due anni, e il principale tester del Pentagono ritiene che non sia in condizione di combattere. Ha problemi col controllo aereo, il caricamento delle munizioni, l’autodifesa, il lancio e l’atterraggio di aerei. Un rapporto dell’ufficio per la responsabilità del governo ha rilevato che la combinazione tra l’aumento dei costi, gli ostacoli ingegneristici e la presenza di sistemi tecnologici non testati sta producendo una situazione allarmante che va affrontata dal Congresso. Alcuni esperti hanno anche sottolineato che nell’epoca dei missili a lungo raggio e potenti, le portaerei saranno obsolete (ma ancora incredibilmente costose) come risorse strategiche». È in forza di ciò che il Congresso ha stanziato quasi 200 miliardi di dollari nell’ultimo trentennio per l’elaborazione di adeguati programmi di difesa dai missili balistici nemici, riuscendo a sfornare i sistemi Patriot e Thaad. Essi non sono però in grado di offrire protezione contro attacchi lanciati dagli aerei; un settore in cui gli Usa rimangono piuttosto deficitari.

In definitiva, quindi, il settore militare degli Stati Uniti è afflitto da una serie di problemi piuttosto seri e tende sempre più a configurarsi come un vero e proprio pozzo senza fondo: si va da partite di semplici martelli acquistate a 100 dollari per unità a tavolette per wc da 300 dollari l’una, per arrivare a un esborso di 16 dollari per ciascun muffin e, infine, a uno studio da 50.000 dollari per valutare la possibilità di mettere a punto missili in grado di inseguire elefanti (!). Ciò non può che ripercuotersi pesantemente sul rapporto costi-benefici e minare in maniera considerevole le capacità operative della struttura militare Usa.

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