mercoledì, Maggio 12

L'energia della Grecia Dagli idrocarburi alle rinnovabili per ripartire

0

20110727044115_grecia

Alla fine dello scorso mese il governo greco di Antonis Samaras si è apprestato a varare la nuova politica energetica del Paese, sostenendo che questo settore è di primaria importanza per lo sviluppo di Atene e per la sua ripresa. Parlando al congresso internazionale Greek Energy Forum, organizzato dal Ministero per l’Ambiente e l’Energia, Samaras ha poi aggiunto che «I dati sulla ricchezza energetica della Grecia sono di buon auspicio», un chiaro riferimento ai recenti sviluppi nel settore degli idrocarburi e in quello delle energie rinnovabili.

Le ricerche petrolifere in Grecia, ha detto Samaras, hanno dato sinora positivi risultati e buone prospettive, tanto che si stima che il Paese abbia sotto di sé quasi 200 milioni di barili di petrolio pronti per l’estrazione. Circa un anno fa, ha quindi preso il via una nuova serie di iniziative per riaprire i siti di trivellamento e segnare accordi commerciali in merito agli idrocarburi con Paesi vicini, come Turchia, Cipro e Israele. Certo ancora il grosso dell’estrazione deve cominciare, ma sicuramente la Grecia potrebbe passare presto dai 2.000 bari al giorno attuali (che coprono solo lo 0,5% del fabbisogno nazionale) ad oltre 30.000 barili corrispondenti al 12% dei consumi. In realtà negli anni Ottanta questi picchi di produzione erano già stati toccati nel pozzo scoperto al largo di Kavala nel nord del Mar Egeo, ma la produzione di greggio era stata sospesa a causa dell’impatto ambientale che poteva avere sulle zone limitrofe e, in particolare, sulle isole dell’area per le quali il turismo è la risorsa economica principale. E’ stato solo a seguito dell’attuale crisi che il Governo greco ha rilanciato la ricerca di idrocarburi e dall’inizio dell’anno ha promosso gare per la concessione di attività di esplorazione nelle tre regioni oggetto di sondaggi e studi sismici: a Ioannina, nell’Epiro, vicino alla frontiera albanese, nel mar Ionio, nel Golfo di Patrasso e a Kaloniko. Per questi giacimenti si stima la presenza di circa 4 milioni di barili di petrolio a Kaloniko (offshore) e di 50-100 milioni di barili per Ioannina e Patrasso.

Per aiutare il settore energetico a trainare la ripresa del Paese però, Samaras non ha pensato solo agli idrocarburi, che sono ancora l’energia più redditizia e presente sul mercato, ma anche una delle più inquinanti. Il leader greco ha infatti fatto più volte riferimento alle energie rinnovabili, le energie del futuro, che entro il 2050 potrebbero portare la Grecia a raggiungere l’autonomia energetica. Già l’ex premier Lucas Papademos aveva creduto nelle rinnovabili come volano dell’economie, annunciando tra le iniziative in programma durante il suo breve governo anche un piano solare del valore di 20 miliardi di euro come priorità nazionale. L’ipotesi di allora, poi passata in cavalleria a causa della crisi economica che ha paralizzato il Paese e che rischia, ancora oggi, di affondarlo, era quella di investire nelle infrastrutture necessarie all’espansione della green economy. Con la speranza che questo avrebbe portato la Grecia non solo ad essere sempre più indipendente energicamente, con grande risparmio di costi per governo e popolazione, ma anche diventare uno dei maggiori esportatori di energia a basso impatto ambientale partendo dallo sfruttamento del piano solare annunciato e battezzato Helios, che prevede la crescita della potenza istallata nazionale dai 206 MW del 2010 a 2,2 GW del 2050.

Oggi Samaras sta pensando di ripartire dai concetti alla base di quel programma, che non era stato portato avanti a causa delle obiezioni di Syriza in merito alle privatizzazioni del settore energetico che comportava, in quanto è ormai evidente che insistere solo sui fattori fiscali e l’austerity non è sufficiente a far ripartire il Paese. «Il settore dell’energia offre alla Grecia l’opportunità di diventare un hub per l’Unione europea e i Paesi del terzo mondo» ha affermato recentemente. Peccato però che con queste affermazioni il premier sembra dimenticare che dal 1° giugno del 2013 sono stati tagliati i sussidi alle energie rinnovabili per opera del ministro dell’Ambiente, Yannis Maniatis, e del vice ministro delle Finanze, George Mavragani. Le nuove tariffe sono state stabilite con il preciso obiettivo di razionalizzare il mercato dell’energia elettrica e in particolare la riduzione del deficit del conto speciale di LAGIE (l’operatore del mercato elettrico greco) che l’anno scorso ha raggiunto la cifra record di 301 milioni di euro. A detta del governo però questi tagli sono stati effettuati solo perché l’obiettivo imposto a livello nazionale per il 2020 di una produzione di 2,2 GW era già stato ampiamente raggiunto.

Proprio per rilanciare l’economia greca attraverso l’energia, negli ultimi giorni Samaras è stato impegnato in una serie di incontri con alcuni gruppi internazionali interessati ad investire in Grecia. Tra questi spicca l’incontro con Li Jiqin, presidente della China State Construction Engineering Corporation, la più grande compagnia di costruzioni a livello mondiale. Secondo il quotidiano ateniese ‘Kathimerini‘, l’incontro si sarebbe tenuto per parlare della privatizzazione degli aeroporti della Grecia, in particolare quello di Irakleion, nell’isola di Creta ma secondo i media greci, Li Jiqin avrebbe mostrato interesse anche per il settore dell’energia rinnovabile. Inoltre, si sono intensificati i contatti con la Chariot Oil and Gas, la Schlumberger, la più grande compagnia di servizi petroliferi al mondo, la Arctic Hunter e l’italiana Edison per le future estrazioni di idrocarburi, per le quali Atene riceverà royalties tra il 2 e il 20% su quanto prodotto. A questa schiera di investitori si potrebbe poi aggiungere Enel S.p.A. L’Ente italiano per l’energia elettrica ha infatti presentato al ministero ellenico per l’Ambiente e l’Energia domanda per effettuare ricerche petrolifere in tre zone della Grecia, nel Nord-Ovest del Peloponneso, nella regione di Etoloacarnania e in quella di Preveza e Arta, entrambe nella parte centro-occidentale del Paese. Secondo il ministro per l’Ambiente e l’Energia Maniatis, questa sarebbe un importante espressione di fiducia per la valorizzazione della ricchezza mineraria della Grecia. «La decisione del Gruppo Enel, una società di riconosciuto prestigio e credibilità a livello internazionale nel settore dell’energia, dimostra l’aumentato interesse della comunità petrolifera per la Grecia» ha dichiarato il ministro. Un messaggio di ottimismo per il Paese, che spera sempre di più di poter uscire dalla crisi e giungere alla ripresa tanto agognata.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->