lunedì, Novembre 29

Legge elettorale: si ricomincia Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale la chiede con urgenza a Senatori e Deputati per ridare ai cittadini potere sulla più importante legge 'economica'

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Si ricomincia.

La ‘Grande scomparsa’ dall’orizzonte politico-istituzionale ricompare all’imminente attualità. La Legge elettorale, la più importante delle leggi economiche dato che determina la scelta di chi quelle leggi economiche farà, di chi stilerà e modificherà anche la legge di Bilancio, ridiventa protagonista, non a caso nel breve intervallo tra esito finale delle amministrative e avvio dell’ordalia per la nomina del nuovo Presidente della Repubblica.

La Presidenza nazionale del ‘Coordinamento per la Democrazia Costituzionale‘ guidata da Massimo Villone, costituzionalista e più volte parlamentare della sinistra, lancia una vigorosa Lettera-Appello (qui il testo integrale) a tutti i Senatori e i Deputati. Con lui i Vicepresidenti, Alfiero Grandi già Segretario Confederale CGIL poi parlamentare e membro del Governo, e l’avvocato Silvia Manderino. Con il fondamentale apporto di un altro giurista di peso, Domenico Gallo, magistrato di Cassazione.

Scrivono. «Dopo la modifica della Costituzione che ha tagliato il numero dei Deputati e dei Senatori a partire dalla prossima legislatura è indispensabile approvare in tempo utile una nuova legge elettorale. Tra pochi mesi il parlamento e i delegati delle regioni dovranno eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Non è un mistero che alcune delle soluzioni di cui si parla potrebbero portare ad elezioni anticipate». E affondano: «Occorre evitare ad ogni costo che si voti con la legge elettorale oggi in vigore».

Intanto nelle Commissioni parlamentari si va a mettere mani a testo e contesto. La delicatezza ‘interna’ della questione è rafforzata dalla consapevolezza, di quasi tutti escluse le forze politiche di Meloni e Calenda, di dover passare per un bagno di sangue, a partire dalla diminuzione di oltre un terzo dell’intero Parlamento. Ma anche per combattere la incalzante crescita dell’astensionismo, secondo i giuristi e politici del Coordinamento è necessario che la nuova legge «risponda in primo luogo al principio della rappresentanza e che punti a ridare qualità e ruolo al parlamento per riportare elettrici ed elettori al voto». La drammatica caduta di credibilità deriva anche da almeno due decenni di leggi elettorali che ne hanno minato  la qualità e l’autonomia. «Solo un parlamento composto da persone che non sono nominate dall’alto, dai capi partito o corrente, ma che ricevono la fiducia direttamente dai cittadini possono contribuire a questo riscatto. Oltre alla garanzia che gli eletti alla Camera e al Senato vengano direttamente votati e scelti dalle elettrici e dagli elettori, occorre anche garantire una ripartizione dei seggi per una rappresentanza parlamentare proporzionale, con recupero nazionale dei resti». Il presidenzialismo verso cui sembrano tendere anche le recenti uscite del leghista Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico, così come la estrema personalizzazione, non assicurano risposte adeguate.

E ancora, la legge elettorale deve essere un primo passaggio cruciale, cui deve seguire una legge sui partiti per attuare l’articolo 49 della Costituzione. Anche la crisi dei partiti ha infatti un ruolo negativo sulla qualità della rappresentanza. «La Germania sta confermando con i fatti che un sistema elettorale proporzionale è in grado di dare vita ad un governo e ad una coalizione fondati su un programma, mentre in Italia le coalizioni maggioritarie preventive di destra e di sinistra si sono sfaldate». Concludono: «Il primo passo di una nuova legge elettorale va compiuto adesso. Il Coordinamento sostiene l’iniziativa dei cittadini che puntano alla dichiarazione di incostituzionalità della legge elettorale in vigore, ma chiede ai partiti di fare subito la loro parte in parlamento. Sarebbe un errore imperdonabile non approvarla prima possibile».

La palla è dunque al Parlamento. Oggettivamente chiamato ad occuparsene con rapidità, competenza e autorevolezza. Vaste programme.

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