martedì, Settembre 21

"Legge elettorale al più presto" true

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Di Pietro

Concordo con il Segretario del Pd, Matteo Renzi, quando afferma che bisogna fare presto, ma sono totalmente in disaccordo con lui quando vuol far accettare ai cittadini un accordo con il pregiudicato Berlusconi”. Così il Fondatore e Presidente onorario dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro giudica l’intesa raggiunta fra Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale. L’ex Ministro, impegnato nella campagna elettorale per le elezioni regionali in Sardegna, definisce la richiesta di impeachment per il Capo dello Stato da parte del M5S, “un’incredibile assurdità sul piano tecnico e giuridico”.

 

Onorevole Di Pietro, cosa condivide e cosa non condivide della riforma elettorale frutto dell’intesa fra Berlusconi e Renzi?

Ritengo che la legge elettorale vada approvata al più presto. L’urgenza è aumentata dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il Porcellum. D’altronde siamo stati proprio noi dell’Italia dei Valori a raccogliere un milione e duecentomila firme per abrogare questa indegna legge elettorale. Concordo quindi con il Segretario del Pd, Matteo Renzi, quando afferma che bisogna fare presto, ma sono totalmente in disaccordo con lui quando vuol far accettare ai cittadini un accordo con il pregiudicato Berlusconi, soprattutto quando questo accordo fa gli interessi proprio e solo di Berlusconi e non dei cittadini italiani che non sono messi nemmeno nelle condizioni di scegliere chi mandare in Parlamento e chi mandare a casa. Pertanto, il cosiddetto Italicum va assolutamente modificato in Parlamento. O reintroducendo le preferenze, oppure, e questo sarebbe ancora meglio, prevedendo le primarie di coalizione aperte a chiunque si riconosca nel programma della coalizione stessa, pur non essendo iscritto a questo o a quel partito. E’ ora che i cittadini tornino a scegliere direttamente da chi essere rappresentati.

La soglia del 37% la ritiene equa e soprattutto presenta un profilo di incostituzionalità?

Per quanto riguarda il premio di maggioranza, ritengo che sia opportuno che la soglia per farlo scattare sia portata almeno al 40% e non rimanga al 37% come sembra accadrà.

Tra i nodi dell’accordo probabilmente spunterà il cosiddetto ‘Salva-Lega’. È giusto introdurre una norma che favorisca i partiti con una forte presenza territoriale?

La norma ‘salva Lega’ è indegna. Non vedo il motivo per il quale 600 mila elettori, presenti solo in tre regioni, debbano essere rappresentati e, invece, non debbano avere lo stesso trattamento gli italiani distribuiti su tutto i territorio nazionale.

Come giudica l’atteggiamento del M5S su questa riforma elettorale?

Credo che sulla legge elettorale il Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto assumersi le proprie responsabilità, dando un contributo concreto alla discussione. Forse si potrebbe ancora evitare un accordo scellerato con il pregiudicato Berlusconi come si sta facendo ora.

La distorsione tra voto dei cittadini e configurazione del Parlamento che si delinea in questa riforma elettorale rientra in un limite tollerabile?

La più grande distorsione fra il voto dei cittadini e la configurazione del Parlamento è stata incarnata dalla vergognosa legge elettorale che è stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta. Le Camere, fino ad oggi, sono state composte da nominati, da soldatini scelti nelle stanze delle segreterie dei partiti. I parlamentari, invece, dovrebbero essere scelti direttamente dai cittadini. Solo così gli italiani avranno la possibilità di sentirsi realmente rappresentati, esercitando un diritto che è riconosciuto loro dalla nostra Carta.

Ha fatto bene la terza carica dello stato, Laura Boldrini a utilizzare la norma tagliola per comprimere la discussione in aula sul decreto Imu-Bankitalia?

Ritengo che il dibattito democratico e il confronto siano principi sacrosanti, sempre. All’interno delle Aule del Parlamento si dovrebbe dare spazio a chi, soprattutto se seduto tra i banchi dell’opposizione, vuol dissentire con le proposte del Governo e avanzare le proprie. Noi dell’Italia dei Valori, nella scorsa legislatura, abbiamo sempre fatto valere le nostre ragioni, anche quando hanno cercato di tapparci la bocca. Ciò premesso, ritengo che la Presidente Boldrini abbia sbagliato due volte: innanzitutto perché ha tolto la parola all’opposizione in modo antidemocratico e, in secondo luogo, perché ha permesso l’inserimento della norma che favorisce il sistema bancario, nel decreto Imu. Si tratta di due questioni che andavano affrontate in maniera differente.

Il Movimento Cinque Stelle ha presentato una richiesta di messa in stato di accusa per il Capo dello Stato. Secondo lei poggia su motivazioni valide?

Ritengo che la richiesta di impeachment per il Capo dello Stato, da parte del Movimento cinque stelle, così come il procedimento di accusa verso il deputato Sorial, per vilipendio al Presidente della Repubblica, sono sul piano tecnico-giuridico due incredibili assurdità. Da un lato, infatti, non si può certo invocare l’impeachment solo perché non si condividono le decisioni legittimamente prese dal Presidente della Repubblica. Anche noi dell’IdV molte volte non abbiamo condiviso alcune decisioni del Presidente Napolitano, ma l’impeachment è una procedura prevista e possibile solo allorché vi siano prove che il Capo dello Stato abbia commesso un attentato vero e proprio ai danni del Paese, e non mi pare proprio che sia questo il caso. Dall’altro, invece, il deputato Sorial, anche se ha utilizzato una frase offensiva e del tutto fuori luogo, si è limitato a criticare il Capo dello Stato e non già a commettere uno dei più gravi reati previsti dal codice penale, ovvero il reato di vilipendio alle istituzioni dello Stato.

Con quale atto istituzionale Napolitano è andato oltre i suoi poteri?

In più occasioni ho apertamente criticato Napolitano, perché non ho condiviso molte delle decisioni che egli ha preso. In alcuni casi, infatti, credo che egli abbia esorbitato dalle sue funzioni, fino a fare da consigliere al Governo e al Parlamento, in merito a questioni sulle quali doveva fare l’arbitro e non il giocatore. Critiche, quindi, anche  accese, ma  nulla a che vedere con la procedura di impeachment per  il Capo dello Stato.

Dopo la bufera che ha coinvolto l’Idv in passato, qual è lo stato del partito ora?

L’Italia dei Valori c’è ed è presente su tutto il territorio nazionale con i suoi rappresentanti istituzionali, i suoi iscritti ed i suoi militanti. Vogliamo continuare ad essere dalla parte dei cittadini.  Proprio nei giorni scorsi abbiamo presentato in Parlamento la nostra proposta di legge di iniziativa popolare contro il gioco d’azzardo. Si tratta di una delle tante battaglie condotte nell’interesse degli italiani. Le prossime sfide che ci attendono sono quelle delle elezioni amministrative e delle europee. Io darò il mio contributo: sarò infatti candidato dell’IdV all’europarlamento in tutte le circoscrizioni. Voglio continuare a servire il mio Paese, anche in Europa, con impegno e dedizione, come ho sempre fatto da poliziotto prima, da magistrato e da ministro poi.

 

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