giovedì, Maggio 13

Legge e logge

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Renzi aveva per tempo annunciato che la partita della Consulta stava per chiudersi dopo aver preso atto (sue non originali, ma testuali, parole) «dell’ennesima figura di merda». Il via libera all’accordo è arrivato anche per il comportamento insultante tenuto in Aula, more solito, dal capogruppo di FI, Renato Brunetta. Insomma, lo scontro con il numero uno dei residui deputati berlusconiani, se non ha decisivamente contribuito alla svolta ed all’asse con i pentastellati, lo ha quantomeno giustificato. Dai Presidenti di Senato e Camera, Piero Grasso e Laura Boldrini, che avevano minacciosamente annunciato sedute a oltranza, arriva vivo, e per una volta giustificato, compiacimento. «L’elezione dei nuovi Giudici della Corte Costituzionale è motivo di profonda soddisfazione. A loro vanno i nostri più sentiti auguri di buon lavoro».

Nel frattempo, e contemporaneamente, anche a Montecitorio si ‘piangeva’ il «caro amico Licio» che ha salutato la bella compagnia, felicemente novantaseienne, martedì 15 dicembre. Di Gelli si è ora molto riparlato, ma non era mai stato veramente dimenticato. E lui ben contribuiva a non farsi dimenticare. Come abbiamo delineato anche ne ‘il Contrappunto’ del 16 dicembre 2015, ‘Gelli e Cossiga, misteri d’Italia’. Questo Paese di ricatti, ricattatori e ‘bisignani’ non riesce a scrollarsi di dosso certi modi, comportamenti, figure e figuri. Il Gran Maestro Venerabile della Loggia Propaganda 2, in sintesi P2 era nato a Pistoia il 21 aprile 1919, ed è morto (forse) il 15 dicembre 2015, nella ‘sua’ Arezzo. Partendo dalla propria piccola attività imprenditoriale costruì un ramificato sistema di potere ed influenza. Il 17 marzo 1981 i giudici Gherardo Colombo e Giuliano Turone, nell’ambito di una loro inchiesta, portarono alla luce Liste e Documenti della P2. Il resto, più o meno, di conseguenza. E, comunque, siamo ancora qui a parlarne come di una questione aperta. Quale pienamente è, seppur con altri nomi, ed altri, ancor più pericolosi, protagonisti.

 

In ogni caso quanto al cosiddetto ‘Venerabile’ (e chissà cosa c’è da venerare…), e ai suoi epigoni, il miglior epitaffio viene dal dialogo, se apocrifo più vero del vero, tra due parlamentari che ne parlavano in attesa del voto decisivo per la Consulta: Quando lo seppelliscono? Mai.

 

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