martedì, Agosto 3

Legge di stabilità, Renzi: shock fiscale per la crescita field_506ffb1d3dbe2

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Il Consiglio dei Ministri approva la legge di stabilità da 27-30 miliardi, fra le misure in programma, ammortamenti per le aziende che assumono e sgravi fiscali con il taglio dell’Ires, via anche la tassa sulla prima casa. Poi interventi su lavoro, cultura, scuola, canone Rai, ambiente, cooperazione internazionale. A palazzo Montecitorio le Camere in seduta congiunta festeggiano i 60 anni di Italia nell’Onu, il segretario generale Ban Ki-moon elogia le politiche italiane su migrazioni e peace-keeping in nord Africa e Medio Oriente. E nel corso dell’intervento spicca l’assenza dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle. Maltempo, dopo 5 morti in un paio di giorni, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti critica gli interventi abusivi dell’uomo e i condoni edilizi ad essi seguiti. Nuovo Centro Destra, dopo lo strappo con il segretario Angelino Alfano, Gaetano Quagliariello lascia, probabilmente confluirà con Calo Giovardi e Flavio Tosi in un un nuovo gruppo che includerà anche  Raffaele Fitto. Mentre Silvio Berlusconi si dichiara pronto a tornare in campo per vincere.

«Italia con il segno più», il Primo Ministro Matteo Renzi al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato la legge di stabilità usa questo slogan. «Ci sono molte buone notizie», anticipa Renzi, «per la prima volta nella recente vicenda repubblicana le tasse vanno giù in modo costante e per molti sorprendente». Lo spazio di flessibilità consentito dall’Unione Europea è di circa 13 miliardi, più potenziali 3,3 miliardi riconosciuti per l’intervento migratorio, che farà quindi oscillare la manovra 2016 tra i 27 e i 30 miliardi, la «versione accessoriata», come la chiama Renzi. La ripartenza dovrà essere «sostenuta con uno shock fiscale, il più semplice è eliminare la tassa sulla prima casa», che potrebbe, nelle intenzioni del Governo, «portare a investire sul mattone». Dal prossimo anno «taglio dell’Ires per le imprese», minimi per le partite Iva, «sorta di Jobs Act per i lavoratori autonomi» e sgravi fino al 40% alle aziende che assumono. Riorganizzata anche la pubblica amministrazione, con 300 milioni per il rinnovo dei contratti e tagli intorno al 3% nei ministeri.

Diminuirà il canone della televisione pubblica, da 113 a 100 euro e poi a 95 nel 2017, previste anche 500 assunzioni nella cultura, per cui sono destinati 100 milioni di euro. Più risorse per i Comuni, con 670 milioni da spendere per «scuole, marciapiedi, strade», altri 400 milioni dedicati al fondo sociale per la disabilità. Aumentano anche i fondi per la cooperazione internazionale, in particolare in Africa, con 121 milioni nel 2016 per passare a 260 l’anno successivo. Un miliardo andrà al Giubileo e 450 milioni alla bonifica della cosiddetta Terra dei Fuochi, «le risposte per il Sud non sono i convegni o i proclami, ma i fatti concreti. Per consolidare la crescita è decisivo che gli italiani abbiano la netta consapevolezza che il futuro è nelle loro mani, il vittimismo rassegnato è un ostacolo».

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