sabato, Maggio 15

Legge di stabilità precaria Il 'Lodo Chiamparino' come controproposta al Governo sui tagli previsti dalla Legge di stabilità. Domani il vertice Governo-Regioni.

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Dopo l’annuncio di ieri, il Ministro dell’Economia
Pier Carlo Padoan ha ricevuto la lettera con la quale la Commissione Europea chiede chiarimenti su alcuni punti della Legge di stabilità. Come indicato nella missiva stessa, Il Ministero dell’Economia ha reso noto che «il Governo italiano risponderà alla richiesta di chiarimento entro domani».
Gli aspetti sui quali il Commissario Ue Jyrki Katainen ha richiesto spiegazioni sulla scelta del Governo italiano di programmare «una significativa deviazione dagli aggiustamenti richiesti per centrare» il pareggio di bilancio nel 2015. Con l’evidente finalità di distendere gli animi, nelle ultime ore il portavoce del commissario Katainen ha precisato che la lettera si colloca nell’ambito di un dialogo costruttivo, tuttora in corso, con il nostro Paese e che essa«non pregiudica il risultato dell’analisi della Commissione». Nonostante gli sforzi, però, la situazione fatica a distendersi. Il Presidente uscente della Commissione Europea José Barroso ha gradito molto poco la pubblicazione della lettera: «è stata una decisione unilaterale del Governo italiano, la Commissione non era favorevole perché siamo in una fase di negoziati e consultazioni con diversi governi e sono consultazioni tecniche, che è meglio avere in un ambiente confidenziale». «La lettera» ha proseguito Barroso «è stata redatta perché abbiamo l’obbligo legale di comunicare ai governi quando ci sono dubbi relativi alla conformità con le regole: questo abbiamo fatto, questo ha fatto il commissario Katainen col mio pieno sostegno e con quello del nuovo presidente Juncker. (…) Personalmente sono per l’applicazione delle regole con il massimo possibile di flessibilità. Questo è il mio orientamento e quello che farò finché sarò presidente». «Se ci si vuole mettere gli uni contro gli altri» ha concluso «ci perdiamo tutti e non si crea fiducia che è invece essenziale per la crescita».

Il Premier Matteo Renzi ha riferito alla Camera, cercando di ridimensionare i timori suscitati dalla lettera della Commissione Europea: «In queste ore a fronte di rilievi sempre fatti rispetto alla legge di stabilità si dice ‘arriva la lettera della Ue’, cosa che fa evocare chissà quali procedure, messaggi o minacce.(…) È naturale, per le nuove procedure, che quando mandi la legge Stabilità si inizi a discutere, a verificare i punti». A suo modo di vedere, tuttavia, il documento non rappresenta una minaccia o un diktat esterno, ma una semplice richiesta di informazioni. Renzi poi ha auspicato che in futuro le nuove istituzioni europee mostrino «un po’ più di coraggio e l’orgoglio di appartenere a questa comunità». L’insediamento della nuova Commissione Europea la prossima settimana, ha proseguito con enfasi il Premier, costituirà il punto di avvio per «cambiare anche le politiche, per una Europa non burocratica» in cui l’Italia farà la sua parte con dignità. Alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente in pectore della Commissione Jean Claude Juncker sembrerebbero contraddire il nuovo corso europeo in cui tanto confida Renzi:«non ci sono due Commissioni ma una sola, un’unica voce»; e, nelle valutazioni dei progetti di bilancio, ogni decisione «avrà avuto il mio assenso preventivo».

Al suo arrivo al Justus Lipsus di Bruxelles, dove si sta svolgendo il vertice UE, Renzi ha replicato spavaldamente alle dichiarazioni di Barroso e di Juncker: «Il nostro budget è messo molto bene: non vedo particolari problemi. Ci sono delle voci che abbiamo tenuto da parte e vedremo cosa accadrà. (…) Stiamo discutendo di uno o due miliardi di differenza, possiamo metterli anche domattina», dal momento che «corrispondono ad un piccolissimo sforzo». Ha quindi aggiunto che «Sulle questioni economiche la discussione si terrà domani. Confermo che si tratta di fare una valutazione più politica di chi decide cosa. Perché dal punto di vista tecnico le risorse per trovare la soluzione sono ampiamente a portata di mano». Come era ampiamente prevedibile, il Premier non ha avuto particolari difficoltà a trovare “facili” ma efficaci argomenti in merito alla questione della pubblicazione della lettera della Commissione al Governo: «È finito il tempo delle lettere segrete. È il momento della trasparenza e della chiarezza (…) Basta lettere segrete. Pubblicheremo dati economici di quanto si spende a Bruxelles. Sarà molto divertente».

Sul fronte interno il cammino della Legge di stabilità prosegue: la Ragioneria dello Stato ha corredato il DDL del necessario corredo tecnico e il testo è stato inoltrato al Capo dello Stato. Non mancano però alcuni punti diventati un po’ spinosi e alcuni nodi da sciogliere. Tra i punti divenuti un po’ spinosi c’è la decisione di limitare l’erogazione di 80 euro al mese per le neomamme solo a famiglie con un reddito ISEE inferiore a 30mila euro: in sostanza, un bonus più di facciata che altro, vista l’esiguità di cittadini che potranno usufruirne. Tra i nodi da sciogliere c’è la protesta delle Regioni per l’entità e la qualità dei tagli previsti dalla Legge di stabilità. In vista dell’incontro con il Governo fissato per domani a Palazzo Chigi per discutere del provvedimento, oggi si è tenuta una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni. «L’incontro di oggi» ha detto il Presidente della Conferenza Sergio Chiamparino «apre una fase nuova: quando ci si parla ma soprattutto si lavora insieme è sempre una buona premessa per trovare una soluzione. Siamo fiduciosi di riuscire a rendere sostenibile la manovra». La controproposta per i tagli messa a punto dalle Regioni è stata battezzata ‘Lodo Chiamparino’, il cui spirito – ha precisato il suo eponimo – «è quello di rendere sostenibile la manovra evitando ricadute sia di tagli che aumenti della fiscalità. Rispettare i saldi non vuol dire che questi siano fatti solo di tagli». Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, ha dichiarato al riguardo: «Ognuno fa i suoi compiti a casa. Non diamo obblighi alle Regioni su come raggiungere gli obiettivi di riorganizzazione della spesa. Noi stiamo facendo la nostra revisione della spesa su tutto». «Siamo disponibili» ha aggiunto «a lavorare insieme in tempi strettissimi per trovare soluzioni per applicare le riforme stabilite».

Durante un lunga conferenza stampa alla Camera, Silvio Berlusconi ha annunciato: «Stiamo lavorando con Renzi per trovare una legge che possa andare nella direzione del bipolarismo e possa far fare passi avanti per la governabilità dell’Italia».  «Noi» ha precisato «siamo sempre stati disponibili ad approfondire i temi che erano all’origine dell’accordo famigerato del Patto del Nazareno. Da parte della sinistra il nostro capogruppo Brunetta ha contato 9 richiesta di modifiche. Noi le abbiamo accolte tutte, poi alla fine pure questa. Noi ci stiamo confrontando per dare governabilità al Paese».
L’ex Cavaliere ha espresso aperture significative anche sullo ius soli: «Era una nostra proposta, avevamo anche scritto un intervento. Siamo d’accordo e riteniamo che dare la cittadinanza ad un figlio di stranieri sia doveroso quando questa persona ha fatto un ciclo scolastico e conosce la nostra storia». In maniera un po’ spiazzante, data la lunga alleanza con la Lega Nord, ha poi aggiunto: «Noi abbiamo sempre discusso al nostro interno di queste situazioni e abbiamo anche un progetto di legge, il dipartimento avrà come primo compito quello di approfondire questo schema di legge, in modo da fare un ddl condiviso da tutti, dentro il partito e in Parlamento». Confermando le posizioni sui diritti civili assunte negli ultimi mesi, Berlusconi ha dichiarato: «Nel nostro programma sempre un accenno ai diritti civili e la promozione della dignità della persona ricordando anche la famiglia. Noi ci siamo sempre battuti affinché si affermino i diritti delle coppie omosessuali. Sui diritti civili serve un cambio di passo anche da parte della sinistra che li ha sempre considerati un argomento da salotto». «La legge tedesca sulle unioni civili» ha spiegato «è il giusto compromesso tra le libertà di tutti e il rispetto profondo dei valori cristiani e della famiglia». Quelle dell’ex Premier sono sembrate parole sentite, ma affinché il miraggio possa diventare realtà occorre verificare i numeri in Parlamento: ad esempio, quanti in FI e nel PD condividono l’accordo tra Berlusconi e Renzi sull’annosa questione dei diritti civili?

Intanto il Senato ha votato la fiducia sul DL di riforma della giustizia civile: 161 i favorevoli, 51 i contrari e nessun astenuto. Viene rimandato di qualche settimana rispetto al 27 ottobre l’inizio dell’esame del decreto da parte della Camera.

 

In serata la Camera ha confermato la fiducia al Governo sul DL Sblocca Italia: 316 i voti a favore, 138 i contrari, 1 astenuto. I capigruppo hanno stabilito che l’esame del provvedimento riprenderà martedì della prossima settimana, mentre il voto definitivo di Montecitorio è previsto per giovedì.

 

 

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