martedì, Agosto 3

Legge di stabilità, nuovo strappo nel Pd field_506ffb1d3dbe2

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La legge di stabilità sta per ricevere il benestare dell’Unione Europea e la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma torna a dividere il Partito Democratico: l’ala sinistra teme che il Governo possa richiedere la fiducia in Parlamento per evitare rischi. Unioni civili, la relatrice del disegno di legge Monica Cirinnà prevede che l’approvazione avverrà entro febbraio. Rai, la Camera respinge le pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni e inizia l’esame dei cinque emendamenti, tra cui quello sulla trasparenza dei compensi, il voto forse già entro domani, mentre al Senato si inizia a valutare la legge in tema di biodiversità, dopo che in mattinata è mancato più volte il numero legale. In Consulta si apre l’udienza sulla legge Severino, che prevede sospensioni per gli amministratori condannati anche non in via definitiva, tra i coinvolti il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. In Lombardia viene bocciata la mozione di sfiducia verso il governatore Roberto Maroni, a Roma inizia il processo su Roma Capitale, mentre l’ormai ex sindaco – salvo ripensamenti – Ignazio Marino organizza una conferenza stampa per difendersi dai numerosi attacchi dell’ultimo periodo. Nuovo Centro Destra, per Fabrizio Cicchitto inizia la seconda fase di aggregazione del centro. A Tor Vergata per ricevere la laurea honoris causa in Scienze della Storia, l’ex Capo di Stato Giorgio Napolitano espone le possibilità che avrà l’Europa se sarà unita politicamente. Sondaggi, secondo l’Istituto Piepoli per Ansa, rimane stabile il Pd, sale il MoVimento 5 Stelle ai danni della Lega.

Dopo il varo da parte del Consiglio dei Ministri, la legge di stabilità è sotto la lente d’ingrandimento dell’Europa e sta per essere ricevuta in Quirinale, per la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma si riaprono le spaccature nel Partito Democratico, dopo le faticose ricuciture sulla riforma del Senato. La minoranza dem riparte all’attacco in particolare sul limite del contante a 3000 euro, l’abolizione della Tasi e gli interventi per il sud. L’ala sinistra del Pd teme inoltre che l’esecutivo ricorra alla fiducia per far passare il provvedimento in Aula, ipotesi tutt’altro che gradita dal senatore Federico Fornaro, «è frustrante che il fantasma della fiducia inizi ad aleggiare su Palazzo Madama», dichiara, «sta diventando uno strumento ordinario per mettere in riga. Non è più accettabile che chi pone dubbi sia etichettato dissidente». E se Roberto Speranza non pensa ci siano le condizioni per votare contro, Alfredo D’Attorre si sbilancia e considera la legge di stabilità «incompatibile con il programma con cui siamo stati eletti. Senza correzioni non la voto», consapevole che ciò «comporta conseguenze politiche che sono disposto ad affrontare».

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