giovedì, Agosto 5

Legge di Stabilità e Pubblica Sicurezza

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Il problema della Pubblica Sicurezza è ormai all’ordine del giorno in un momento storico delicato. Se fino ad alcuni mesi fa il rischio di un attacco terroristico in Italia era soltanto l’ombra di un fantasma che non destava allarmismi, oggi, dopo gli attentati di Parigi, diventa una possibilità concreta.

Le forze dell’Intelligence, assieme ai comparti militari e delle forze dell’ordine, stanno presidiando tutti gli obiettivi strategici e sensibili individuati con un’azione coordinata dal Ministero dell’Interno e dal Ministero della Difesa.

Si rivela necessario aumentare le dotazioni, i mezzi e gli uomini impegnati nella sicurezza interna. Questa urgenza è diventata un capitolo di bilancio aggiuntivo nella legge di Stabilità 2016.

Un miliardo di euro che saranno impiegati per la gestione dell’emergenza terrorismo e che va ad aggiungersi a un altro miliardo di euro già inserito nel documento di rendicontazione per il prossimo anno (150 milioni per la cybersecurity, 150 milioni per il rinnovo degli automezzi, 80 euro di aumento per gli operatori delle forze dell’ordine).

Oggi i social media sono uno strumento potentissimo sia per la diffusione propaganda jihadista, sempre più capillare, sia per il reclutamento degli uomini che vengono addestrati psicologicamente e operativamente a portare a termine le ‘missioni del terrore’. La prospettiva di un terrorismo alle nostre porte, secondo il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, deve porci in uno stato di vigilanza purché non si trascenda nella paura e si continui a vivere la propria quotidianità senza lasciarsi sopraffare. “Contro il terrorismo bisogna continuare a rafforzare le capacità di intelligence. Pertanto, il controllo della rete diventa fondamentale, così come lo è l’azione delle forze di Polizia ordinarie e speciali (ad esempio la Polizia postale). A breve lavoreremo alla preparazione di un decreto ad hoc per potenziare gli strumenti tecnologici e innovativi nella gestione delle banche dati che si evolvono con estrema velocità” dice il viceministro.  “Proprio oggi si è compiuta un’altra operazione importante grazie alla cooperazione tra la Polizia italiana e quella del Kosovo“. Il riferimento è al blitz delle ultime ore, che ha portato all’arresto di quattro kosovari, presunti autori delle minacce perpetrate nelle settimane scorse nei confronti di Papa Francesco. “Il terrorismo non si sconfigge solo sul piano politico interno ma attraverso un’azione congiunta tra i vari Stati. Bisogna prendere in mano le operazioni in maniera coordinata tra le forze dell’ordine e di intelligence. In tal senso, lo scambio di informazioni è uno strumento decisivo. Nel nostro Paese già da tempo si sta lavorando in questa direzione e stiamo proponendo questo modello ai nostri partner internazionali“. L’Italia dunque, secondo il viceministro, ha un ruolo strategico e di prima linea nella lotta contro il terrorismo, non confinata esclusivamente all’aspetto della sicurezza interna.

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