martedì, Settembre 21

Legalizzazione cannabis: è la volta buona? field_506ffbaa4a8d4

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‘Cannabis legale: il problema non è più dichiararsi favorevoli o contrari alla legalizzazione, piuttosto  regolare un mercato che è già libero’. Questo è l’incipit sul sito www.cannabislegale.org. Stavolta (un’altra) a chiederlo sono parlamentari e senatori che, capeggiati da Benedetto della Vedova (sottosegretario agli Esteri), hanno presentato mercoledì 15 luglio una proposta di legge proprio sulla liberalizzazione, coltivazione e possesso della marijuana in Italia.

L’intergruppo parlamentare (costituitosi a fine marzo), circa 200 firmatari o poco più (al momento), ha presentato la proposta anche a seguito della relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia, che ha annunciato «il totale fallimento dell’azione repressiva e la letterale impossibilità di aumentare gli sforzi per reprimere meglio e di più la diffusione dei cannabinoidi». Oltretutto lo stesso Dipartimento nella sua relazione ha proposto delle politiche di depenalizzazione che potrebbero dare dei buoni risultati «in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali».

Con la legalizzazione del possesso e della coltivazione, ad uso personale (limitato), si eviterebbe di affollare le carceri, ad esempio, abbiamo visto i risultati e l’esperienza della cosiddetta Fini-Giovanardi del 2005. L’equiparazione tra droghe leggere e pesanti ha peggiorato la situazione nelle carceri e, come si è toccato con mano, non ha aiutato a combattere le organizzazioni criminali, i loro introiti, la vendita e il consumo. In questo caso la Cassazione, con la sentenza 32/2014, ha dichiarato l’illegittimità degli art. 4-bis e 4 -vicies tre (l’equiparazione della marijuana alle droghe pesanti come eroina, cocaina, oppiacei in generale). Però continuiamo a subire gli effetti (della legge però).

Il fatto è che il proibizionismo non ha portato (e lo dicono i dati non le parole) ad una diminuzione del consumo di cannabis, anzi, il consumo non è sceso e le organizzazioni criminali non sono state smantellate.

Sempre nella relazione della DNA si legge: «per avere contezza delle dimensioni che ha, ormai, assunto il fenomeno del consumo delle cosiddette droghe leggere, basterà osservare che  si deve ragionevolmente ipotizzare un mercato che vende, approssimativamente, fra 1,5 e 3 milioni di kg all’anno di cannabis, quantità che soddisfa una domanda di m mercato di dimensioni gigantesche». Si parla, quindi, di un mercato che supera i 15 miliardi di euro. Ergo: il consumo non è mai diminuito.

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