sabato, Ottobre 16

Lega, in Veneto con Fi, rischio scissione

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Dopo lo scontro Zaia-Tosi la Lega minaccia di espulsione chi rimarrà iscritto alla fondazione facente capo al sindaco di Verona. Per le regionali in Veneto e Lombardia il Carroccio profila intanto un’alleanza con Forza Italia. Azzurri che a loro volta contano una defezione in più, a lasciare è Manuela Repetti, senatrice e compagna di Sandro Bondi, mentre Fitto e i riformatori si incontreranno nel fine settimana a Palermo. Dal Brasile annunciano che l’ex terrorista rosso Cesare Battisti sarà espulso.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella vola a Bruxelles per una serie di incontri con i vertici dell’Unione Europea: dopo il presidente del Parlamento Martin Schulz e gli europarlamentari italiani, colloqui con l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri Federica Mogherini, il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, il re del Belgio e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. I temi caldi sono la crisi economica, immigrazione e caos libico, Ucraina, caso Marò, riforme. Con il definitivo sì della Camera, il decreto Ilva diventa ufficialmente legge, ma se Renzi parla di speranza che riparte, le opposizioni appaiano critiche. In serata via al Consiglio dei Ministri per il varo della riforma della scuola, che non sarà presentata come decreto ma sotto forma di disegno di legge, per favorire il dialogo parlamentare. All’esame anche gli emendamenti sulla giustizia, con pene più alte per corruzione e falso in bilancio. In Rai il Cda annuncia che le audizioni della commissione vigilanza andranno avanti sul caso Verro, presunto autore di una lettera che indicava a Berlusconi le trasmissioni anti-governative – all’epoca in cui il Cavaliere era premier – della tv pubblica.

Continua la situazione di incertezza a destra, sia per le dissidenze interne a Forza Italia e Lega che per la questione alleanze. Lega e Ncd sono troppo distanti, per il resto Matteo Salvini non chiude le porte in faccia a nessuno, «Alfano se l’è chiusa da solo», dichiara il leader del Carroccio a Radio Padania, «vedremo con Forza Italia cosa decideranno i veneti, gli umbri» e tutti gli altri chiamati al voto per le regionali. Ed è proprio in Veneto che si vive una situazione delicata. Al sindaco di Verona Tosi viene data una settimana per decidere se rimanere nella Lega o proseguire con la sua fondazione ‘Ricostruiamo il Paese‘, nota anche come ‘Il faro‘. Il sostegno dei vertici è confermato al governatore uscente Zaia, con l’appoggio sempre più vicino, ma non ancora ufficiale, di Forza Italia, alla cui alleanza non si opporrebbe nemmeno Maroni.

Dalla sua Tosi per comunicare le prossime mosse attenderà fino a giovedì, giorno in cui è convocato il consiglio nazionale della Liga Veneta. Difficile che si ricomponga la frattura, dopo che Tosi ha definito «inaccettabile» la decisione del consiglio federale leghista di nominare Gianpaolo Dozzo come commissario per le elezioni regionali nella compilazione delle liste. Solo una totale accettazione della linea Salvini garantirebbe la permanenza di Tosi in Lega, in questo caso «ci sarà grande spazio per lui», rassicura Salvini. L’eventuale fuoriuscita del gruppo della Liga farebbe finirebbe la Lega come conosciuta dal 1991, cioè l’unificazione di movimenti autonomisti voluta da Bossi. Da vedere anche quanti parlamentari rimarrebbero fedeli, il rischio della Lega è scendere sotto i dieci necessari per avere un gruppo alla Camera.

Problemi anche in Forza Italia, lascia la senatrice Manuela Repetti, compagna di Sandro Bondi, esaurita dalla «vera e propria guerra interna per la successione» a Berlusconi. «Sta avvenendo una vera e propria distruzione, con faide interne il cui unico fine è spartire l’eredità politica di Berlusconi», scrive la Repetti sul Corriere della Sera. Sotto accusa anche «i condizionamenti degli alleati, che continuiamo a inseguire nonostante abissali diversità. Fi è cambiata anche sul piano programmatico, assistiamo a posizioni contraddittorie, caratterizzate da un’accentuata difesa di interessi corporativi che nulla hanno a che fare con un programma liberale. Per non parlare dei diritti civili, dove si registrano atteggiamenti di chiusura e perfino oscurantisti. È difficile per me riconoscermi in questa classe dirigente».

E domenica 8 marzo i Ricostruttori si raduneranno a Palermo, come annuncia Saverio Romano, tra questi  Raffaele Fitto, per un confronto su temi che vanno dal fisco alla giustizia, dal lavoro alla famiglia, dallo sviluppo alla burocrazia. «La congiuntura economica e sociale rimane preoccupante, nonostante proclami e slogan di chi ignora l’amara realtà di indicatori economici e disagio sociale», afferma Romano. «Noi vogliamo ripartire dalle proposte di chi vuole dare un contributo nel solco del nostro patrimonio ideale e culturale».

Dal Brasile arriva l’annuncio dell’espulsione di Cesare Battisti, l’ex terrorista rosso che dal 2009 godeva dello status di rifugiato politico. Dopo il rifiuto di procedere con l’estradizione da parte di Lula a fine 2010, un giudice federale ha ora accolto la richiesta di espulsione della procura. Battisti si dirigerà verso Francia o Messico, Paesi attraverso cui passò dopo la fuga dall’Italia, dove fu condannato all’ergastolo per quattro omicidi. La data resta ancora un’incognita, come conferma l’avvocato di Battisti Igor Sant’Anna Tamasauskas.

«L’ipotesi dell’uscita della Grecia dall’euro non è neppure da prendere in considerazione». Da Bruxelles il Capo di Stato Mattarella, in visita ai vertici istituzionali dell’Unione Europea, si schiera per la compattezza dell’organizzazione continentale. Nel corso dell’incontro con il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, Mattarella ha sottolineato il paradosso dell’eurozona, «uno dei più grandi risultati europei visto talvolta come ostacolo e non punto di forza». Con Schulz si è parlato anche di immigrazione, «il problema dei profughi è drammatico e interpella tutta l’Unione», ribadisce Mattarella, che riguardo alla crisi libica sostiene la necessità degli sforzi dell’inviato Onu Bernardino Leon per arrivare a un governo di unità nazionale.

Dopo Schulz e gli europarlamentari italiani, Mattarella ha incontrato Federica Mogherini, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri per discutere di Libia, Ucraina, Siria e Iraq, oltre che del caso Marò. Dopo 45 minuti di dialogo si è condivisa l’esigenza di rafforzare la politica estera comune dell’Unione. Quindi è toccato al presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, anche qui il discorso verteva sulle crisi internazionali, in chiusura appuntamento con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. «Ho trovato molto apprezzamento su quello che l’Italia sta facendo e molta fiducia, come gli ultimi atti della Ue dimostrano», il commento finale di Mattarella a questa intensa giornata.

Ed entrando nel merito delle riforme, con 284 voti favorevoli, 126 contrari e 50 astensioni la Camera dà il sì definitivo per la conversione in legge del decreto Ilva. «Per Taranto riparte la speranza», scrive su twitter il primo ministro Renzi, ma non mancano le polemiche da parte dell’opposizione. I cinquestelle, che già in fase di votazione avevano presentato dei disegni di bambini con le ciminiere dell’impianto e la scritta ‘papà uccidi il mostro’, attaccano: «è solo un modo per far rientrare le banche delle loro esposizioni e dei loro crediti per poi lasciare tutti debiti e danni a carico dello Stato». Tra i no anche quelli di Sel, che motivano la decisione con la «bocciatura di tutti i nostri emendamenti. Un testo blindato sul quale ci è stato impedito di cambiare anche una sola virgola. Il decreto viola la Costituzione, lo diciamo con grande convinzione e sofferenza, se Taranto non si salva e cambia, non si salverà e non cambierà l’Italia e il nostro Paese non uscirà da una modernità che calpesta diritti e dignità».

Nel tardo pomeriggio prende il via il Consiglio dei Ministri che varerà la riforma della scuola, definendone i dettagli. In mattinata Renzi e il ministro dell’istruzione Stefania Giannini si sono incontrati, decidendo di procedere con la presentazione di un disegno di legge e non di un decreto per l’assunzione straordinaria di quasi 150 mila docenti, tra precari storici e idonei dell’ultimo concorso. Anche se i fondi potrebbero non coprire tutti, ma solo 100 mila beneficiari. In ballo pure il discorso sulle scuole private, per cui sarebbe prevista la detrazione fiscale di parte della retta per le famiglie che non optano per gli istituti pubblici. M5S che accoglie con favore l’idea di un disegno di legge, «è normale che sia così, Camera e Senato sono gli unici organi legittimati a fare leggi, sono i primi effetti della cura Mattarella», scrive su facebook il deputato Luigi Di Maio. Soddisfazione a metà in Sel, per cui va bene rinunciare al decreto legge ma l’auspicio è una soluzione in tempi brevi, per non condizionare negativamente il prossimo anno scolastico.

Il Governo ha anche trasmesso al ministero per i Rapporti con il Parlamento gli emendamenti al ddl corruzione sul falso in bilancio. Non più previste soglie di non punibilità in base alla percentuale del volume di affari, si mantiene solo la distinzione tra società quotate in borsa o meno, abbassando per queste ultime le pene da uno a cinque anni. Resta da capire se si andrà direttamente in aula o si passerà prima per la commissione Giustizia del Senato, ipotesi più gradita a Forza Italia.

Forza Italia che è anche al centro del caso Verro, consigliere Rai che avrebbe segnalato a Berlusconi, quando nel 2010 il Cavaliera era presidente del Consiglio, una lista di trasmissioni ritenute anti-governative. «Non intendo ‘sconvocare’ la Commissione convocata oggi», afferma il presidente della Commissione Vigilanza Rai Roberto Fico. «La commissione ha il dovere-diritto di convocare la presidente del Cda per vederci chiaro e può tranquillamente riunirsi». Lo scopo è accertare la veridicità della lettera ricevuta da Berlusconi che farebbe emergere profili di non coerenza con il comportamento richiesto a un consigliere, tuttora in carica. «È stata attivata la commissione stabile del codice etico che sta effettuando un’istruttoria, chiude la presidente del Cda Anna Maria Tarantola». In seguito ai risultati della valutazione, il Cda potrà assumere determinazioni successive come la convocazione dell’assemblea dei soci «per adottare le misure previste dalla legge».

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