mercoledì, ottobre 24

Lega, M5S e quel degrado che fa comodo Perché non vogliono finanziare la riqualificazione delle periferie?

0

Perché Lega e 5 stelle, che prendono i loro voti dalle periferie, non vogliono finanziare la riqualificazione delle periferie? Perché hanno interesse al degrado, piuttosto che alla dignità di chi ci vive? Perché se i cittadini delle periferie escono dal degrado, non votano più Lega e 5  Stelle. Lì è il loro bacino di voti e lì Lega e 5 Stelle vogliono continuare a conservarlo.

Questa è l’amara  verità che ci cela nella scelta del governo in carica. E questa è la linea della peggior destra: il disagio del cittadino porta voti a chi dice che lotteranno per migliorare le loro condizioni. Poi, fanno il decreto dignità  e bloccano i fondi per le periferie e questo è ciò che Matteo Salvini e Luigi Di Maio intendono per migliorare le condizioni di chi sta male.

Nell’epoca del ribaltamento  di ogni principio della rappresentanza, nell’epoca nella quale i voti del PD vengono dal centro delle città,  una volta saldamente di centro-destra, nell’epoca che vede i ricchi fare la guerra ai poveri, e nell’epoca dove la povertà vera è rappresentata dalle condizioni di lavoro degli operai e dei neolaureati al primo impiego, la destra prende i suoi voti promettendo la rinascita degli schiavizzati e la sinistra si occupa di rivolgersi al suo esercito di radical chic, quelli che fanno battaglie civili ma sono i soliti primitivi sulla gestione della ricchezza.

Come è stato possibile un ribaltamento così spettacolare?  E come gli schiavizzati di sempre non hanno letto la storia dove si capisce bene che già negli anni ‘20 l’Europa diventò nazi-fascista con i voti dei poveri, che perderanno ancora ulteriormente quel poco che avevano grazie ai fascisti che pur votarono?

L’ignoranza sociale e personale ê forse la principale imputata di questo ribaltamento, aiutato dalla conversione politica della sinistra che ovunque è diventata acqua stagna, neanche fresca.

Ma l’ignoranza conosce anch’essa un veicolo di trasmissione, anche l’ignoranza si impara. E gli insegnanti dell’ignoranza si chiamano social, luoghi perfetti per vomitare la propria frustrazione nell’epoca della comunicazione, e denaro nell’epoca del capitalismo. Che è tornato a operare come la sua prima stagione, quella nota come “accumulazione originaria” e che oggi ha ancora di più imparato ad accumulare visto che la politica non è capace di contrastare la nuova ferocia del capitale e, a volte, è pure al servizio della legge del denaro.

Sono felici i cittadini? Sono finiti i tempi della politica, che aveva come sua domanda centrale la felicità del cittadino. Questo è l’esito dell’ignoranza sociale e personale.

Chissà chi trae vero vantaggio dalla nuova ignoranza.  

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore