martedì, Settembre 21

Lega Araba alla ricerca dell’unità

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Ieri, in Giordania, si è tenuto il 28esimo vertice dei  capi di Stato della Lega Araba. Al centro del dibattito le crisi in corso nell’area mediorientale, in particolare la questione palestinese, che ha monopolizzato l’attenzione, e i conflitti in Siria, Yemen e Libia, il terrorismo.

La ‘pace è una opzione strategica’ per il mondo arabo e la soluzione della questione israelo-palestinese passa dalla creazione dei due Stati. I Paesi della Lega Araba si sono detti pronti a unariconciliazione storicacon Israele a condizione del ritiro dello Stato ebraico entro i confini del 1967. La dichiarazione finale del summit sottolinea l’impegno a sostenere colloqui di pace israelo-palestinesi se sarà garantita la creazione di uno Stato palestinese e a patto che cessino «misure unilaterali da parte di Israele, che compromettono la soluzione dei due Stati». Dichiarazioni che hanno trovato concorde l’invitato numero uno, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha ribadito l’importanza di «fermare tutte le azioni unilaterali che possono compromettere la soluzione dei due Stati».
«Il terrorismo minaccia arabi e musulmani più di qualsiasi altro popolo. Le vittime del terrorismo sono per lo più musulmani», ha sottolineato re Abdullah di Giordania.
Nei lavori preparatori dei pre-vertici a livello di Ministri dei diversi Paesi presenti al vertice (17 su 22) che si erano svolti nei giorni precedenti, si era discusso di un accordo sul visto arabo unificato per le imprese, ovvero un visto d’ingresso valido in tutti i paesi della Lega araba per gli imprenditori e gli investitori arabi. I Ministri degli Esteri avevano concordato sul respingere la candidatura di Israele come membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu per il periodo 2019-2020. Da sottolineare la condanna per le ingerenze iraniane negli affari interni dei Paesi arabi. I Ministri avevano altresì discusso di un piano di sostegno per i profughi delle crisi dei Paesi arabi come quella irachena e siriana. Previsti programmi di aiuto per i Paesi che ospitano profughi e progetti di sviluppo mirati a queste aree. Al centro dei colloqui anche l’area di libero commercio araba e l’unione doganale.

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