martedì, Aprile 20

L’effetto che fa

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Fate conto che al mondo si fronteggino alcune armate per il completo esercizio del potere sugli esseri umani, sulla natura vivente e sullo stesso pianeta.
E fate conto che questa guerra senza quartiere vada avanti già da un bel po’, almeno da quando le conquiste scientifiche, tecnologiche e organizzative hanno reso tutta la terra un solo luogo, con un solo tempo valido ovunque.
E infine fate conto che ci siano, nel mezzo della guerra, prima milioni poi decine di milioni poi centinaia di milioni poi alcuni miliardi di cittadini del mondo che non intendono prendervi parte, e anzi: o supplicano perché finisca questo scempio insensato, o imprecano contro i responsabili del medesimo.
Bene. Questo non è un esercizio di immaginazione, perché le cose stanno esattamente così!
Gli eserciti schierati sono quelli transnazionali del profitto.
La guerra è quella che per qualche decennio si combatte nelle borse mondiali, e sulla pelle di tutti, poi nei conflitti locali veri e propri, e infine esplode in un grande olocausto come le guerre mondiali.
i cittadini del mondo che si sottraggono o si ribellano a tutto questo – be’, siamo noi.
L’oceano dei poveri cristi.
Ora, realisticamente, la natura umana forse non muterà tanto da far sì che questa follia di egoismo si estirpi alla radice e per sempre. Magari è nei nostri geni, come nei geni dei pesci c’è scritto di avere le branchie.
Ma qualcosa si può e deve fare, comunque. Non foss’altro che per il fatto che di tale stato un bel po’ di noi soffre di brutto, e – più importante ancora – che rischia di morirne il pianeta.
Allora il socialismo non è altro che questo, da sempre: è il progetto per la costituzione di una forza globale di interposizione di pace.
Efficace nella misura in cui non si limita a pregare contro la guerra o a colpire qualche stato maggiore, ma semplicemente disarma gli eserciti – togliendo almeno un po’ di valore alla proprietà privata, ciò per cui quelli si ammazzano tra loro e soprattutto ammazzano noi.
Ed è un progetto per cui val la pena spendere anche la vita intera, solo per assistere a un suo piccolo avanzamento.
Almeno secondo me.
Non potrei essere più chiaro e, insieme, più accorato di così. E sono abbastanza sicuro che sarei compreso molto bene da tanta gente in quasi tutti gli altri Paesi d’Europa e del mondo.
Anzi: quasi dappertutto avrei tanto da imparare, da prendere buoni esempi per la realizzazione efficace di quel grande, bellissimo progetto. Che poi non è che il progetto di una qualunque sinistra degna di questo nome.
Chissà invece che effetto faccio nell’Italia di oggi.

 

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