lunedì, Maggio 10

L’economista Rangel: il Brasile ha bisogno di aiuto field_506ffb1d3dbe2

0
1 2 3 4


Spazzatura. L’agenzia di rating Fitch declassa il Brasile alla categoria ‘junk’.

Il declassamento -spiega Fitch con una nota- riflette una recessione più grave del previsto, i continui peggioramenti di bilancio e l’incertezza politica che potrebbe minare ulteriormente la capacità del Governo di attuare le misure necessarie a stabilizzare il crescente debito.

È normale, dovevamo aspettarcelo”. Così la pensa Milton Rangel, consulente finanziario di diverse multinazionali del petrolio in Brasile. “La posizione di Fitch dipendeva dalla divulgazione della meta fiscale del Brasile per il 2016. L’ex Ministro delle Finanze Joaquim Levy aveva assicurato un superavit dello 0,7%, ma poi Dilma ha abbassato il tiro e ha puntato allo 0,5%. Poco dopo la ridefinizione ufficiale dell’obiettivo è arrivato il declassamento e Levy ha perso il lavoro“.

Oltre all’impatto che questo giudizio avrà nel breve termine, possiamo già percepire un calo della fiducia generale nei confronti del Governo, soprattutto dopo la nomina del nuovo Ministro delle Finanze. Il problema ovvio del Paese è fiscale, e il problema ovvio del Governo è politico e di popolarità. E questo il Governo Rousef lo sa, per questo ha sostituito un Ministro a favore di tagli duri e impopolari con un ministro più ‘docile’. Il discorso del Ministro Barbosa si avvicina molto alle logiche e ai sentimenti del Governo attuale. La definizione di priorità è diversa, sebbene il discorso sia stato di ‘continuità con il lavoro di Levy’.

La ripresa economica è possibile solo attraverso un aiuto esterno che sappia stimolare gli investimenti, che generi posti di lavoro, consumi… Il Brasile sarebbe molto penalizzato se decidesse di riprendersi da solo.

 

Quindi? Che bisogna fare?

Bisogna attrarre investimenti di imprese e paesi. E come si fa se la moneta è cosi fragile e volatile ?

In economia esiste un’ espressione: avversione di rischio. Il Brasile oggi, a causa degli ultimi eventi politici ed economici in corso, sta diventando un’alternativa ogni giorno più rischiosa agli occhi del mondo. Il grado di investimento è uno dei fattori più determinanti per migliorare questa avversione al rischio. Siamo arrivati al punto di perderlo da parte di due delle maggiori agenzie di rating al mondo e questo rappresenta un costo che tutti dovremo pagare. Chi resta pregiudicato dalla perdita del grado di investimento non è solo il governo ma l’intero paese. Le imprese brasiliane, quelle che generano lavoro, stanno registrando debiti sempre maggiori perche i loro azionisti hanno perso fiducia e preferiscono investire in altri posti.

 

Ci spiega da cosa nasce questa crisi?

Succede che il Brasile sta vivendo la più grave crisi economica della sua storia repubblicana. Una crisi che si ripercuote in campo politico e le cui cause sono rintracciabili nel modello economico adottato in Brasile durante il secondo mandato del Governo Lula. La cosiddetta ‘Nuova Matrice Economica’. Per poter comprendere meglio la situazione però  è necessario fare un passo indietro e capire il contesto storico ed economico del Paese da allora a oggi. Per questo preferisco suddividere il periodo di riferimento in 3 tappe.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->