venerdì, Maggio 7

L'economia delle elezioni 2016 USA Cosa cambierebbe a livello globale con l'arrivo della scelta elettiva USA?

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L’economia americana ha ripreso da tempo a marciare a pieno regime (+3,7% l’andamento nel secondo trimestre), l’occupazione continua a crescere di mese in mese (15 milioni di posti di lavoro creati negli ultimi cinque anni, tanto da arrivare ad appena il 5,3% di disoccupati), avvicinando il rischio di pressioni inflattive e c’è il rischio concreto che, in caso contrario, l’abbondante liquidità messa in circolo dalla stessa Fed possa portare al formarsi di bolle speculative. Nelle ultime settimane, la presidente Janet Yellen si è più volte soffermata sulla necessità di stabilizzare i tassi, per preparare il mercato al primo rialzo. Cambiare idea, rischia di appannare la credibilità dell’istituzione. Con i tassi a zero non ci sarebbero munizioni per combattere nuove crisi, che non possono essere escluse a priori, quindi l’aumento, magari di un quarto di punto o di mezzo, potrebbero essere fonte da attivare in caso di emergenza.Ora il dato politico: tra un anno vi saranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti ed è consigliabile rinviare il processo di normalizzazione dei tassi troppo vicino a questa scadenza per evitare che si produca instabilità.
Si potrebbe rimandare ogni decisione, magari al nuovo anno per le ripercussioni che il rialzo avrebbe sulle valute: verosimilmente il dollaro si rafforzerebbe ulteriormente, penalizzando quindi l’export made in Usa e crescerebbe il rendimento dei titoli di Stato americane con investimenti enormi dai mercati emergenti verso i ben più affidabili Stati Uniti. A cascata, secondo quanto si è più volte visto in passato in situazioni simili, quei Paesi rischierebbero di vivere una fase di profonda instabilità. Nei giorni scorsi il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato una nota per sottolineare questi rischi, ricordando alla Fed che al momento non esistono pressioni inflazionistiche tali da suggerire una stretta monetaria. Per gli investitori e i risparmiatori italiani, le mosse della Fed e un rialzo dei tassi americani, con la sua spinta al dollaro, potrebbe favorire le aziende italiane impegnate sul fronte dell’export e l’investimento nei Treasury purché non si produca una nuova crisi finanziaria globale.

(tratto dal canale Youtube, con video caricato da emittente ‘The National‘)

 

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