martedì, Luglio 27

Le vere Filippine?

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BangkokSecondo quanto affermato dallo stesso Presidente delle Filippine in persona, Benigno Aquino III , le Filippine hanno un tasso di crescita del PIL nazionale intorno al 7 per cento annuo, questo almeno stando a quanto affermato al momento del suo insediamento nel 2010.

Ma la più cruda realtà fattuale è che un filippino su cinque vive ancora sotto il livello di un dollaro e 25 cent al giorno. Ancor peggio, la parte viva dell’economia produttiva del Paese ancora risulta bisognosa di essere finanziata e drena una buona parte dei fondi pubblici.

Vi sono ancor oggi più di 250.000 bambini che vivono in strada totalmente abbandonati, chiedendo elemosina, borseggiando chi capita, inducendo alla prostituzione o prostituendosi in prima persona, in ogni dove anche e soprattutto nelle grandi città, così, per strada. E tutto ciò non è solo il risultato di quel che appare a chiunque si aggiri per il Paese e nelle città dell’intero Arcipelago delle Filippine, la fonte che afferma in sede ufficiale tutto questo è proprio l’UNICEF.

Il Reverendo Shay Cullen, capo della Fondazione Preda, ritiene che le cifre fornite dall’UNICEF, in verità, le si possono considerare sottostimate e che si possa affermare invece che ci si può aggirare intorno ai due milioni.

Le stime possono differenziarsi ma le evidenze anche aneddotiche suggeriscono che vi sono oggi più bambini di strada che mai nella Storia delle Filippine.

Alexandra Chapeleau, manager della comunicazione della Fondazione Anak-Tulay ng Kabataan (Ponte per l’Infanzia verso la Gioventù) , afferma che almeno 250 bambini distribuiti in 16 ricoveri fanno parte delle sue cure dirette. Ogni anno,in questa fondazione “riconcilia” 10 bambini con le loro famiglie di origine ma è pur vero che si tratta di bambini che praticamente un attimo dopo sono nuovamente in strada alla ricerca dei modi più disparati per sopravvivere. I bambini, non appena raggiungono i due anni di età, sono già in strada a lavorare, cioé non appena imparano a camminare, come afferma la stessa Chapeleau.

«La crescita economica non riguarda tutta la popolazione. Riguarda solo una certa percentuale della popolazione. I più poveri tra i poveri rimangono i più poveri tra i poveri», aggiunge la manager della Fondazione.

Per ironia della sorte, tutti i fondi giunti dall’estero finora per aiutare i bambini si sono via ridotti fino a diventare polverizzati proprio a causa di questo gran parlare delle luminose sorti dell’economia filippina in grande progresso, un gran parlare che ha condotto a dipingere le Filippine come “il prossimo miracolo economico dell’Asia”.

La organizzazione Speranza per l’Infanzia delle Filippine  che aiuta i bambini a star fuori dalle insidie della strada, ha dovuto tagliare il proprio staff da 60 a soli 16 componenti dopo che un gruppo olandese, che era solito conferire circa sei milioni di pesos (circa 135.760 Dollari USA) all’anno, si è tirata fuori circa due anni fa.

«La percezione è che noi non abbiamo più bisogno di assistenza. Invece ne abbiamo bisogno eccome», ha affermato il suo assistente del direttore esecutivo, Maribel Larracochea.

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