sabato, Settembre 18

Le Università in Asia Ricerca UNESCO sulle Università asiatiche che cercano di migliorare il livello della propria didattica

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Bangkok – Un nuovo report dell’Istituto per le Statistiche UIS presso l’UNESCO ha analizzato i modi in cui le varie nazioni dell’area possono accogliere gli studenti in quantità sempre maggiori mentre si rafforza la qualità dei loro programmi universitari e nella ricerca. Il titolo è “Educazione Migliore in Asia: Espandendo verso l’esterno, Espandendo verso l’alto”. Il testo è stato ufficializzato e reso pubblico a Bangkok lo scorso 19 Maggio dall’Ufficio della Commissione per una Migliore Istruzione, Mahidol University e dalla Organizzazione Educativa, Scientifica e Culturale presso le Nazioni Unite. Il senso della ricerca è quello di sostenere i Governi in Asia e valutare le politiche di innalzamento degli standard di accettazione ed accesso a livelli d’istruzione universitaria più elevati e presso le istituzioni di ricerca scientifica. Hendrik van der Pol, Direttore dell’Istituto per le Statistiche presso l’UNESCO ha chiarito che «A fronte delle maggiori richieste di studenti universitari da parte di Società e a fronte dell’innalzamento del livello degli investimenti, il senso della ricerca è quello di contribuire alla costruzione di classi universitarie pensate a livello internazionale». Vi sono però dei rischi nascosti: «Dirigendo più fondi verso università di livello più alto, i Governi possono sovrastimare un gruppo ristretto di eccellenze in altre istituzioni».

In tutta l’Asia, sono in espansione sistemi di istruzione più elevati attraverso il sostegno dei Governi finalizzato alla costruzione di nuovi campus, attrarre più professori ed espandere il settore privato. Le Università stanno anche introducendo nuovi programmi di Laurea che mettano in grado di stare al passo con la domanda sempre più alta di livelli più mirati ed alti di istruzione scolastica attraverso la immissione in ruolo di docenti universitari con qualifiche e livelli di specializzazione sempre più alti.

Le Nazioni stanno generalmente incrementando i propri investimenti in programmi di laurea ma è pur vero che questo potrebbe alla fin fine comportare una riduzione dei fondi messi a disposizione dell’istruzione di livello meno elevato. Il report analizza, appunto, il tipo ed il livello di bilanciamento da adottare attraverso due casi specifici, ovvero la Malaysia e la Thailandia. Entrambi i Governi hanno variamente agito nel senso dell’espansione dei propri programmi di istruzione di alto livello nei decenni trascorsi.

La Malaysia, ad esempio, investe in Istruzione pro capite praticamente il doppio di quanto effettua la Thailandia per l’istruzione di ordine superiore. In ogni caso, le Università thailandesi hanno a disposizione una base di investimenti molto più ampia di quella della Malaysia e una autonomia amministrativa più estesa di quelle della propria controparte malese. Un po’ in tutta l’Asia le varie nazioni stanno compiendo sforzi similari per sostenere le proprie fondazioni nel potenziare la ricerca e lo sviluppo. In genere, il volume degli investimenti a favore della ricerca e dello sviluppo variano in modo considerevole: in Corea del Sud, il tasso è dello 0.4 per cento, in Cina è dell’1,8 per cento, in Malaysia è dell’1.1 per cento, in India è dello 0.8 per cento ed in Thailandia è dello 0.25 per cento. Lo studio dell’Istituto per le Statistiche UIS presso l’UNESCO effettua una comparazione anche tra gli investimenti governativi nella ricerca di base in confronto alla ricerca applicata.

Per quanto attiene, invece, al budget disponibile e destinato alla ricerca, nel caso della Thailandia – ad esempio – il 38 per cento della spesa per Ricerca e Sviluppo è dedicato alla ricerca applicata a fronte del 14 per cento destinato alla ricerca di base. Il resto (cioé il 48 per cento) va allo sviluppo sperimentale. Al contrario, la Cina investe il 78 per cento della spesa in Ricerca e Sviluppo verso lo sviluppo sperimentale, il 17 per cento verso la ricerca applicata ed il 5 per cento verso la ricerca di base. Gwan-jo Kim, Direttore dell’UNESCO di Bangkok ha affermato che metterebbe a disposizione tutta la sua esperienza proprio per rendere edotti e convincere i governi dell’area a considerare bene tutte le misure più idonee per compartecipare la costruzione di qualità universitarie migliori e più elevate, soprattutto più vicine alle esigenze dello sviluppo di ogni singola Nazione ed alle sue specifiche necessità, a tutto vantaggio della società e dell’economia.

 

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