domenica, Ottobre 24

Le ultime frontiere dell’universo

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Nell’antichità le Colonne d’Ercole stabilivano i limiti fisici che l’uomo potesse raggiungere. Oltre quello stretto c’era il nulla, il vuoto, la paura. Si racconta che il primo che le oltrepassò fu Ulisse che, con la sua nave, superò i limiti che l’uomo si imponeva. «Fatti non foste a viver come bruti ma per inseguire virtute e canoscenza»: con queste parole, messe sulla bocca dell’eroe di Itaca, Dante Alighieri consigliava all’uomo di non fermarsi alle proprie convinzioni e ai propri limiti ma di inseguire tutto ciò che non si conosce perché proprio questo atteggiamento di scoperta ci fa progredire come specie e come umanità.

Lo studio dell’universo, attualmente, è forse la branca della scienza che meglio rappresenta questa voglia dell’uomo di esplorare lo sconosciuto. Voglia che diventa anche un modo per conoscere se stessi, perché, attraverso lo studio e le analisi di altri pianeti, gli scienziati riescono a ricostruire la storia del nostro globo, ricercando fonti di energia alternative e nuove materie da sfruttare. La ricerca degli scienziati sta progredendo ad un ritmo sempre più serrato e ogni settimana si leggono notizie su nuove scoperte riguardanti l’universo.
La sonda Kepler, lanciata dalla Nasa, ha scoperto un pianeta molto simile al nostro, denominato Kepler 452-b, distante 1.400 anni luce da noi e che presenta una temperatura dell’atmosfera molto simile a quella della Terra, condizione essenziale per la presenza di vita e di acqua. La stella che permette il riscaldamento del pianeta Kepler è molto simile al nostro Sole. Non ci sono ancora fotografie che ci mostrino la superficie di questo piccolo globo ma l’attenzione è massima: si tratterebbe della prima scoperta di un pianeta tale e quale alla Terra.

Inoltre, la Nasa è riuscita a scoprire il pianeta roccioso fuori dal nostro Sistema Solare più vicino alla Terra: si tratta di HD 219134b e, secondo gli astronomi, sarà il corpo celeste più studiato nei prossimi anni. Il problema è che ancora non può essere raggiunto: si pensi che se si viaggiasse a 58mila chilometri l’ora, ci vorrebbero 387mila anni per approdare su questo pianeta.

Infine, la sonda New Horizons ha scattato le prime foto al pianeta nano più distante dal centro del nostro Sistema Solare, Plutone, facendo un nuovo grande passo che ha permesso di scoprire che su questo pianeta nano ci sono montagne di ghiaccio alte fino a 3.500 metri. I vulcani di Plutone, inoltre, invece di eruttare lava emettono ghiaccio. Una scoperta incredibile se si pensa ai passi avanti che sono stati fatti rispetto a solamente venti anni fa.

 

Per parlare di universo e delle nuove conquiste dell’uomo, abbiamo intervistato l’astronauta Umberto Guidoni, che ha partecipato a due missioni della Nasa a bordo dello Space Shuttle ed è stato il primo europeo a salire sulla Stazione Spaziale Internazionale. Prima di diventare un astronauta, Guidoni era un astrofisico e ha studiato approfonditamente lo spazio e i pianeti.

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