sabato, Maggio 8

Le trivelle spaccano il Pd

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Si è tenuta questo pomeriggio, presso la sede del Nazareno a Roma, la direzione nazionale del Pd. Il premier e segretario di partito Matteo Renzi ha affrontato le tematiche principali che hanno caratterizzato la politica italiana negli ultimi mesi partendo dalla questione ‘petrolio’ che ha portato alle dimissioni l’ex Ministro dell’Economia e dello Sviluppo Federica Guidi: «La diversità profonda dagli altri è che loro parlavano di legittimo impedimento, io dico interrogatemi, gli altri parlavano di prescrizione io chiedo sentenze e dico di fare i processi, ma veloci. Noi non siamo uguali agli altri: sia stampato in testa a chiunque abbia dubbi.
Noi non siamo quelli del legittimo impedimento, ma chiediamo che si facciano le sentenze sul serio, veloci». ha commentato facendo riferimento all’arrivo nel pomeriggio dei rappresentanti della procura di Potenza a Palazzo Chigi per fare alcune domande al Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Successivamente Renzi ha spostato la sua attenzione sulla questione economica in particolare modo riferendosi alla monitorizzazione del sistema bancario nazionale: «Stiamo lavorando con MEF, Bankitalia, con il rappresentante permanente a Bruxelles ad una soluzione definitiva al problema delle banche italiane sapendo che tale lavoro paziente si rende necessario perché governi precedenti non avuto stesso coraggio». Altro punto focale che lo vedeva coinvolto direttamente come segretario di partito era la polemica sul prossimo Referendum del 17 Aprile «Ci sia l’onestà intellettuale di riconoscere che la posizione dell’astensione a un referendum che ha il quorum, è una posizione sacrosante e legittima. Non riconoscerlo è sbagliato e profondamente ingiusto» ha dichiarato Renzi proseguendo «Non votare un referendum inutile e sbagliato è diritto di tutti: richiederebbe maggiore onestà intellettuale dire che è una posizione costituzionalmente corretta». Il primo ministro ha affrontato in conclusione la querelle che lo lega al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, rispetto al caso Bagnoli, dopo un periodo di silenzio dovuto anche al viaggio negli stati Uniti per il meeting sul nucleare, ha risposto alle accuse che erano state mosse nei suoi confronti: «Bagnoli è una realtà che grida vendetta al cospetto del mondo intero: mercoledì andiamo alla cabina di regia a Napoli. De Magistris dice che mettiamo le mani nella sua città? Le avesse messe lui le mani, non avremmo avuto bisogno di far niente». Immediata la replica di quest’ultimo che hai microfoni dell’agenzia di stampa ‘Ansa‘ ha controbattuto: «Chiedo un incontro al Presidente del Consiglio ma non entro in un luogo nel quale si sta consumando un’operazione assolutamente torbida dalla quale voglio stare distante e starò sempre distante, che è la cabina di regia». Ed intervenendo sulla questione petrolio ha aggiunto:  «Quella è una legge che ho voluto io personalmente» concludendo «ha smascherato la commistione che c’era fra l’operazione del Governo attraverso il decreto legge e gli interessi privati determinati. Il re è nudo». 

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