giovedì, Agosto 5

Le torture della Polizia

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Bangkok Amnesty International  Lunedì scorso ha chiesto con urgenza al Presidente Benigno Aquino III di porre fine alle reiterate torture applicate dalle Forze di Polizia, descrivendo le pratiche considerate ufficialmente illegali a partire dal 2009«un oscuro ma già risaputo segreto», con ben 75 casi segnalati nello scorso anno e 28 nella prima parte del 2014.
Galang Folli, il ricercatore su Sud Est Asia presso il noto gruppo attivista con sede a Londra, ha affermato: «Le torture applicate dalla Polizia sono avvenute come si fosse in un clima al di sopra della legalità. Il Presidente deve garantire che nessuno possa sentirsi al di sopra della Legge».
Durante una conferenza stampa tenutasi a Quezon City, Amnesty International ha presentato gli ultimi resoconti contenuti nel testo intitolato: ‘Al di sopra della Legge: la tortura della Polizia nelle Filippine‘, dove si annota che le violenze applicate dalle Forze di Polizia sono tutt’altro che contenute dal 2009, anzi, sono in netta ascesa.
Il report è parte della campagna avviata a livello globale intitolata Stop Torture, focalizzata su cinque Nazioni, comprese le Filippine, che hanno approvato l’Atto contro la Tortura del 2009 ed ha ratificato due trattati internazionali ritenuti atti chiave nella difesa dei diritti e contro gli abusi.
Le 117 pagine veicolano dati e resoconti relativi a 55 casi di tortura applicata e comprendono anche interviste con vittime di torture subite, agenzie governative come la Commissione sui Diritti Umani CHR , la Polizia Nazionale delle Filippine, così come vari esperti di Diritti Umani ed esperti di Diritto.
Sali Shetti, Segretario Generale di Amnesty International, ha affermato che ciò che è stato rintracciato e verificato da Amnesty International è risultato «più scioccante di quanto ci si potesse aspettare». Il Presidente ha sottolineato che la maggior parte dei casi di torture applicate dalla polizia hanno inizio in fasi di arresto illegali su persone solo sospette, nella grande maggioranza dei casi si tratta di individui provenienti da famiglie povere. I casi sono «ampiamente non resocontati», poiché le vittime non hanno il coraggio di presentare alcuna denuncia per timore di ulteriori atti di ritorsione e compenso negativo altrettanto duro verso i potenziali denuncianti.
Si racconta di scariche elettriche, tecniche di annegamento, soffocamento con buste di plastica, percosse violente al fine di estorcere confessioni e in alcuni casi anche estorsione.
In scenari anche peggiori, i casi di tortura hanno condotto a casi di morte procurata in via extragiudiziale di vittime considerate sospette dalle Forze di Polizia.
Amnesty ha sottolineato la infame “ruota della tortura”, scoperta in una segreta stazione di Polizia da parte della Commissione sui Diritti Umani a Biñan, nella Provincia di Laguna. Rowelito Almeda era una delle 43 vittime detenute nella stazione di Polizia, dove I poliziotti applicavano quasi fosse un gioco la tortura a fini di perverso divertimento e per punire sospetti criminali durante gli interrogatori. Almeda stesso è stato rilevato dalla Commissione sui Diritti Umani dalla detenzione.

 

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