sabato, Ottobre 16

Le Tigri Tamil in gabbia

0

Bangkok – L’Alto Commissariato per i Rifugiati presso le Nazioni Unite UNHCR ha annunciato di voler avviare un’indagine approfondita e dettagliata su tutti i fatti successivi alla detenzione di alcuni membri affiliati al movimento separatista paramilitare delle Tigri Tamil con un’apposita documentazione relativa ai fatti menzionati. La portavoce dell’ Alto Commissariato per i Rifugiati presso le Nazioni Unite, Yante Ismail ha affermato che in via di principio, la protezione per i rifugiati è nata per tutti coloro che sono in reale e sincera necessità di protezione internazionale nel momento in cui sono stati forzati ad abbandonare le proprie nazioni a causa di conflitti armati, persecuzioni e seri abusi ai diritti umani. «La protezione per i rifugiati è da considerarsi non estensibile ad individui che hanno commesso crimini davvero gravi, oppure atti contrari ai principali scopi delle Nazioni Unite. A causa della gravità di queste tematiche, una indagine stretta e profonda di tutti i fatti potrebbe essere necessariamente riportata in auge» ha affermato la portavoce nella giornata di lunedì scorso contattata da vari media internazionali. La portavoce intende riferirsi, nello specifico, a tre uomini dello Sri Lanka sottoposti ad aresto, i quali si ritiene siano appartenenti al movimento delle Tigri per la Liberazione di Tamil Eelam LTTE anche conosciuti come Tigri Tamil. Gli uomini sono stati anche ritrovati nelle carte processuali a diposizione da tempo presso l’ Alto Commissariato per i Rifugiati presso le Nazioni Unite.

«Non stiamo rilasciando commenti in modo specifico su questo particolare caso poiché questa è la nostra politica ovunque nel Mondo preferendo non discutere in pubblico di casi individuali». Poi ha proseguito: «Nel caso in cui vi siano evidenze e prove documentate relative a eventuali crimini commessi in Malaysia dai rifugiati o richiedenti asilo, l’UNHCR potrebbe anche decidere di portarli ad un vero e proprio processo così come previsto dalle Leggi appliocabili per ogni altro tipo di persone».

La guerra tra il Governo centrale e l’Esercito nazionale cingalese e le cosiddette Tigri Tamil, cominciata nella sua forma di guerra civile nel 1983, terminò in un vasto e drammatico bagno di sangue nel 2009, quando esse furono accerchiate dall’esercito regolare e numerose testimonianze raccontano che fu attuata una vera e propria caccia all’uomo con tanto di esecuzioni sommarie nei confronti dei separatisti che avevano a lungo insaguinato anch’esse la Nazione con una lunghissima serie di attentati nei confronti della popolazione civile, oltre che attraverso attacchi militari. Le stime più generiche attestano non meno di 700mila morti nel corso dell’intera guerra civile nello Sri Lanka. Ma la scia di polemiche successive, le campagne politiche che hanno visto il successo proprio di coloro che applicarono la mano dura nei confronti delle Tigri Tamil, con vie spicce e certo non del tutto all’interno dell’etica militare universalmente accettata, sono il segno che caratterizza ancor oggi le vicende dello Sri Lanka contemporaneo. L’UNHCR ha sempre dovuto valutare attentamente, quindi, dove finisse il ruolo delle Tigri Tamil sopravvissute e ripresentatesi sulla scena locale in fuga e come richiedenti asilo e la versione più semplicistica dei terroristi separatisti che erano solo in fuga da morte più o meno sicura a seguito degli scontri militari con l’Esercito regolare cingalese.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->