giovedì, Luglio 29

Le riforme al mare In dirittura la riforma costituzionale al Senato. La Camera approva la riforma della PA

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montecitorio

Il percorso della riforma costituzionale si avvicina a grandi passi alla conclusione: già da alcuni giorni il nucleo nevralgico della riforma, quello che era al centro del patto de Nazzareno, è in salvo e il Governo ormai attende soltanto il liberatorio voto finale di domani per abbandonarsi alla requie della settimana di ferragosto e riprendersi dalle tensioni di queste serrate settimane. Oggi, intanto, sono state approvate nuove importanti norme; una su tutte, quella riguardante l’elezione del Presidente della Repubblica (articoli 21-24). Un altro importante emendamento stabilisce che il voto di fiducia al Governo è appannaggio della sola camera (art. 25). Il numero minimo di firme per la richiesta di un referendum è fissato a 500 mila,qualora però le firme superino le 800 mila, il quorum necessario sarà più basso. Rivisto anche il Titolo V: scompare la legislazione concorrente tra Stato e Regioni, e vengono allargate le competenze di esclusiva pertinenza statale; inoltre, l’amministrazione centrale potrà far valere una “clausola di supremazia” verso le Regioni a garanzia dell’unità della Repubblica e dell’interesse nazionale. È stata approvata anche la soppressione del CNEL (art.27)e delle Province (art. 28). Altre novità significative, viene abbassato a 150 mila il numero di firme per le proposte di legge di iniziativa popolare e viene introdotta la possibilità di ricorrere a referendum propositivi e d’indirizzo.

La Camera ha approvato oggi il DL per la riforma della PA, facendolo diventare legge: 303 i voti a favore, 163 i contrari e 9 le astensioni. Il voto definitivo del provvedimento è arrivato grazie alla rimozione dei tre punti critici nei quali si era incagliata la discussione in Aula: il pensionamento dei professori universitari e dei primari a 68 anni; la ‘quota 96’ che disponeva il pensionamento di 4mila insegnanti della Scuola; le penalizzazioni previste per coloro che si chiedevano di ritirarsi dal lavoro a 62 anni. Come ha ricordato nei giorni scorsi il Ministro della PA Marianna Madia, il DL contiene solo una parte della riforma proposta dal Governo: il cuore del disegno complessivo sarà nel disegno di legge delega che verrà discusso in Parlamento a partire da settembre. Ecco le principali novità introdotte dal testo approvato oggi:

– Abolizione del trattenimento in servizio per i dipendenti pubblici, che non potrannopiù rimanere a lavoro dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici; unica deroga è per i magistrati, per i quali la nuova norma entrerà in vigore nel 2016.

– Possibilità di pensionamenti d’ufficio a 62 anni nella PA, a patto che la scelta sia motivata e che i dipendenti interessati abbiano raggiunto l’anzianità massima.

– I dipendenti pubblici potranno essere trasferiti da un ufficio all’altro (non oltre i 50 chilometri), anche senza il consenso degli interessati, con un demansionamento massimo di un gradino; sono esclusi dalla mobilità obbligatoria i genitori con bambini di età inferiore ai 3 anni ei genitori tutelati dalla legge 104. I criteri generali della mobilità saranno decisi attraverso la concertazione con i sindacati.

– Chi è in pensione non potrà più ricoprire incarichi nella PA e nelle società a controllo pubblico.

– Saranno dimezzati i permessi e i distacchi sindacali per i dipendentidella PA.

– Le Authority verranno razionalizzate, accorpandone le sedi e concentrando il 70% dei dipendenti nella sede principale; i membri delle Authority dovranno aspettare 5 anni per poter essere nuovamente nominati in un’altra autorità, inoltregli ex dirigenti di Banca d’Italia, di IVAss e Consob non potranno ricoprire incarichi nei soggetti regolati, se non dopo 2 anni dalla cessazione del loro incarico.

– Viene ampliato il potere d’intervento del presidente dell’Autorità Anticorruzione: la sua vigilanza si estenderà anche ai contratti d’appalto a rischio e alle concessionarie; inoltre si potrà procedere a commissariamenti anche in casi nei quali non sia stato avviato un procedimento giudiziario.

– Saranno progressivamente ridotte fino all’abolizione (2017) le somme dovute dalle imprese alle Camere di Commercio.

– Si prevede la messa a punto di un vademecum per la sburocratizzazione, mediante anche l’utilizzi crescente di moduli elettronici unificati a livello nazionale.

Durante la sua audizione alla Commissione Bicamerale sul federalismo fiscale il Commissario alla Revisione della Spesa Carlo Cottarelli, ha illustrato le linee del piano triennale per la drastica riduzione delle partecipate locali dalle attuali 8000 a 1000. Il criterio fondamentale che guiderà la riduzione è la natura dei prodotti erogati: mentre è da considerarsi fisiologicala partecipazione pubblica in settori come elettricità, acqua, gas, rifiuti e trasporto locale, non risulta tale in ambiti più spiccatamente produttivi e commerciali. Altro criterio fondamentale della sforbiciata è quello dell’efficientamento: in particolare nei trasporti locali, Cottarelli ha rimarcato che ci sono «varie forme di inefficienza, come i bassi ricavi dalla vendita dei biglietti». Strategie efficaci per favorire efficienza e risparmio sono, ad esempio, l’eliminazione delle ‘scatole vuote’, vale a dire «quelle società che non hanno dipendenti o non fanno fatturato, o hanno meno dipendenti che componenti del CdA», l’aggregazione di piccole aziende locali in realtà di più grandi dimensioni, l’adozione di una maggiore trasparenza nei confronti degli utenti e dei cittadini. Il Commissario ha dichiarato che «a regime il rapporto sulle partecipate locali stima un risparmio di 2-3 miliardi, anche se è difficile una stima corretta perchè non è del tutto conosciuta la dimensione delle inefficienze. (…) Sappiamo che le inefficienze e le perdite ci sonoma ad esempio se si fa un contratto a prezzi troppo alti, in quel caso sto dando un sussidio, e questa non è una perdita palese». Oggi stesso, ha annunciato Cottarelli, il piano triennale dei tagli è stato inviato al Comitato interministeriale per la revisione della spesa.

 

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