venerdì, Settembre 24

Le ragioni della guerra ad Amazon La battaglia per la libertà di comunicare raccontata dal suo portavoce

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Douglas Preston sfida nella 'guerra dei libri' icolosso Amazon di Jeff Bezos

Quali sono le leggi che regolano la commercializzazione di un libro o, se preferite, di un e-book?
Mentre chiudono in rapida successione le librerie e i bookshop online si affermano come gli unici distributori per coloro che ancora praticano il vizio di leggere, negli U.S.A. la maggiore piattaforma di e-commerce dedicata ai libri, Amazon, ha dato vita a una politica dei prezzi arbitraria, stabilendo sconti sui prodotti che commercializza indipendentemente da quanto stabilito dagli Editori. Il clou di questa ‘guerra’ è stato nello scontro tra il colosso di Jeff Bezos e la casa editrice francese Hachette. Gran parte delle pubblicazioni di questo Editore sono divenute introvabili sul portale di Amazon, e per i Lettori è stato praticamente impossibile prenotare le novità in uscita.
Una guerra per accaparrarsi il business dei libri?
A sentire queste notizie dall’Italia sembra davvero incredibile, ma il seguito della storia dovrebbe farci riflettere; infatti sembra che la posta in gioco sia molto alta e coinvolga soprattutto i profitti del nuovo supporto per la lettura, gli e-book, sui quali i margini di guadagno per gli Editori sono molto più alti rispetto a quelli per i tradizionali libri cartacei.
Ma sembra che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata l’accusa volta da Amazon ad Hachette, e cioè di «usare i suoi scrittori come scudi umani».
A questo punto della vicenda, però, un celebre e amato Autore di tanti romanzi di successo, Douglas Preston, ha chiamato a raccolta i suoi Colleghi e, insieme a oltre 900 Colleghi, ha scritto una lettera ai Lettori, che è poi stata pubblicata su una pagina del New York Times. In questo appello decine di scrittori hanno spiegato ai loro fan la realtà di quanto stava accadendo, di quanto le scelte di Amazon fossero discutibili e lesive per il loro lavoro. A raccogliere l’invito di Douglas Preston, tra gli altri, Stephen King e Donna Tartt, John Grisham e Lee Child, Jeffery Deaver e Paul Auster.

Nella giornata di ieri, ilNew York Times’, che sta seguendo tutta la vicenda molto da vicino, ha dato notizia di un’estensione della “guerra ad Amazon” anche sul continente europeo. Precisamente in Germania, la scrittrice, premio Nobel 2004,  Elfriede Jelinek sta guidando 1000 autori tedeschi, a lanciare un appello contro Amazon.

Siamo andati alla fonte di questa ennesima battaglia per la libertà della comunicazione, ponendo le nostre domande direttamente all’Autore di questa coraggiosa iniziativa, allo scrittore Douglas Preston.

 

Douglas PrestonCome è nata la questione Hachette, o meglio perché Amazon ha messo in atto questa operazione contro l’Editore?
Amazon sta negoziando con Hachette, sta cercando di ottenere i prezzi migliori sui libri dell’editore. Questi tipi di controversie societarie sono sempre accadute. Ma in questo caso, Amazon ha deciso di colpire gli Autori di Hachette, ha messo in atto una rappresaglia selettiva, bloccando e impedendo le vendite dei loro libri. Sta utilizzando questo sistema per spingere Hachette ad accettare le sue proposte. A seguito di questo comportamento, negli Stati molti autori, tra cui parecchi che non sono pubblicati da Hachette, si sono uniti per protestare contro questo attacco scorretto che colpisce ingiustamente gli autori e la loro fonte di sussistenza.

Perché hai deciso di scrivere la lettera ai Lettori e raccogliere le firme degli Autori?
Non è una decisione che ho preso da solo, ad un certo punto abbiamo capito che la misura era colma. Era stato superato il limite accettabile. Per lungo tempo, Amazon ha fatto pressione sugli Editori ma non avendo ottenuto quanto chiedeva, ovvero una riduzione dei prezzi sui libri, ha bloccato la vendita delle pubblicazioni di quegli Editori. Ma gli Autori hanno deciso che questa nuova presa di posizione da parte di Amazon aveva superato il limite della correttezza. La situazione era diventata inammissibile.  Amazon è una società grande e potente e sicuramente ha a disposizione altri strumenti per portare avanti il negoziato senza arrivare a bloccare le vendite di libri.

Credi che questa iniziativa porterà dei risultati, ovvero che Amazon cambierà strategia?Jeff Bezos
Non ho la sfera di cristallo e non posso prevedere cosa accadrà. Sono abbastanza sicuro che il danno che è stato fatto alla reputazione di Amazon in questa disputa è di gran lunga superiore a qualunque somma di denaro in gioco nel conflitto con Hachette.

Cosa pensi dell’editoria digitale? Credi che ossa aiutare gli scrittori? E i lettori?
Sono molto favorevole all’editoria digitale. Sono convinto che sia tratta un grande passo avanti per diffondere i libri e che possa arrivare a un pubblico molto numeroso.
Un libro è un libro, che sia inchiostro su carta o elettroni su un chip.

Dalle analisi che vengono pubblicate, le vendite degli e-book stanno andando bene, hai riscontrato questo grande interesse anche per i tuoi libri in versione digitale?
La maggior parte delle vendite dei miei libri sono ora è in versione digitale. Personalmente preferisco il libro di carta, mentre molti lettori prediligono leggere su un dispositivo digitale.

Pensi che l’editoria digitale porta molte persone a considerarsi scrittori e alla conseguente auto-pubblicazione generando un’inflazione nel mercato?
L’editoria digitale ha permesso a molte persone, che non erano in grado di trovare un editore, di pubblicare e di proporre la loro opera al pubblico. Penso che questa sia un fatto decisamente positivo. Naturalmente vengono pubblicati anche molti libri brutti, ma non accade solo con i self-publisher, anche con l’editoria tradizionale sono stati editi molti libri brutti. Continuo a pensare che l’editoria digitale sia un’ottima opportunità per la nostra vita culturale.

Cosa pensi del DRM (Digital Rights Management)?
Uno dei miei editori ha pubblicato con il DRM, l’altro, invece, senza. Io non conosco tutti i dettagli per poterti trasmettere un parere autorevole. Da una parte sono seriamente preoccupato per la pirateria, ma dall’altra sono convinto che il DRM è davvero scomodo.

E in generale cosa pensi di Amazon e delle sue scelte commerciali, ad esempio di imporre uno standard con il Kindle?
Amazon è una società brillante. Ma vorrei che fosse anche più responsabile. Mi piacerebbe che smettesse di trattare i libri come televisori a schermo largo o come cavi per computer. I libri non sono merci. Lee Child non può essere esternalizzato in Cina. Noi non siamo contro Amazon. Noi siamo contro quello che consideriamo bullismo commerciale.
Ogni volta che Amazon ha un negoziato difficile con un editore, sceglie di sospendere le vendite dei libri di quella casa editrice. Pensa davvero che sia giusto danneggiare gli autori che non sono coinvolti nella vertenza?
Questo modo di agire deve finire. È inaccettabile in una società civile.

 

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