venerdì, Settembre 17

Le ragioni del Sì

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Il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, espone in questa terza puntata consecutiva de ‘il Contrappunto’ le ragioni positive della Riforma istituzionale e costituzionale in itinere. In ‘Riforma Costituzionale. La ‘strana storia’ 12 Gennaio 2016, e ‘Le ragioni giuridiche del No’ 13 Gennaio 2016, Alessandro Pace, giurista e Presidente del ‘Comitato per il No nel referendum sulle modifiche alla Costituzione’, ha illustrato prima il contesto in cui sta procedendo il provvedimento, analizzandolo quindi nel merito. La completezza documentale che forniamo ora con il presente intervento rappresenta un complessivo strumento di lavoro e riflessione sulle ‘Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei Parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’. Analizzando, in questo caso, anche quanto generalmente meno osservato per la prevalente rilevanza della questione della ‘fine’ del Senato così come lo conosciamo.

Il disegno di legge di riforma della Costituzione all’esame del Parlamento è volto principalmente al superamento dell’attuale bicameralismo paritario e alla modificazione della ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni. Questa riforma, insieme a quella elettorale approvata nel maggio 2015, pone le condizioni necessarie per un rinnovamento istituzionale che incrementi la capacità decisionale della democrazia parlamentare. La scelta del Governo di dare la massima priorità, in un contesto complessivo di riforme, a quelle istituzionali, esprime la consapevolezza che l’intervento sugli assetti economici e il cambiamento istituzionale debbano procedere sinergicamente.

 

Senato

Composizione. Il Senato è configurato come organo elettivo di secondo grado, composto, al massimo, da cento membri. Novantacinque senatori sono eletti, con metodo proporzionale, dai Consigli regionali e dai Consigli delle Province autonome (74 tra i propri componenti, in misura proporzionale rispetto alla popolazione regionale, e 21 fra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori). Nessuna Regione potrà avere meno di due senatori. Cinque senatori possono essere nominati dal Presidente della Repubblica, per un mandato di sette anni non rinnovabile.

Elezione. L’elezione dei senatori in seno ai consigli regionali si svolgerà con modalità stabilite da una legge bicamerale e dovrà avvenire in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri regionali in occasione del rinnovo dei medesimi organi. La nuova legge elettorale del Senato sarà approvata a decorrere dall’entrata in vigore della riforma costituzionale ed entro sei mesi dalle prime elezioni della Camera successive a tale riforma.

Status dei componenti. I membri del Senato rappresentano le istituzioni territoriali e i membri della Camera dei deputati rappresentano la Nazione. Al pari dei deputati, i senatori hanno il potere d’iniziativa legislativa ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essi godranno della medesima insindacabilità per le opinioni espresse e per i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni, nonché delle stesse garanzie e del relativo regime di autorizzazione, previsti dal vigente articolo 68 della Costituzione. Inoltre, ai membri del Senato non spetterà alcuna indennità per l’esercizio del mandato.

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