venerdì, Luglio 30

Le piramidi di Meroe Il progetto archeologico sponsorizzato dal Qatar

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Quando pensiamo alle civiltà nilotiche, pensiamo all’antico Egitto. Quando pensiamo alle piramidi, pensiamo all’antico Egitto. In realtà, il Nilo attraversa anche un altro Paese, il Sudan, che ha visto fiorire una ricchissima civiltà, affine a quella egizia, che ha lasciato un patrimonio archeologico davvero notevole, incluse centinaia di piramidi.

Stiamo parlando della civiltà di Kush, nella regione della Nubia, sviluppatasi attorno a tre centri: prima Kerma (2600-1520 a.C.), poi Napata (1000-300 a.C.) e infine Meroe (300 a.C.-300 d.C.). La storia della Nubia, come sappiamo, si intreccia a doppio filo con quella dell’antico Egitto. I Faraoni egizi del Nuovo Regno si spinsero tanto a sud da colonizzarla, insinuandosi tra il Regno di Kerma e quello di Napata. All’inverso, la XXV dinastia a regnare sull’Egitto fu proprio una dinastia nubiana (727 a.C.-671 a.C.). La storia del regno di Kush si intreccia poi con la storia di Roma. Strabone ci riferisce della guerra contro i nubiani guidata da Petronio nel primo secolo a.C. Allora, Roma non riuscì a piegare Kush che divenne probabilmente uno stato vassallo. Tuttavia, fu lo stato di attrito perenne con l’Egitto, ormai provincia romana, a segnare l’inizio del suo declino.

La civiltà di Kush condivideva con la civiltà egizia non solo alcune divinità, come Amon e Isis, e certuni aspetti religiosi, ma anche la costruzione di cimiteri monumentali. Di particolare valore e rilevanza, il complesso di Meroe conta oltre 200 piramidi. Esso si sviluppa su una zona piuttosto estesa, nota come Bejrawiya, a nord di Khartoum.

piramide Kandake Amanishakheto

Le piramidi nubiane sono diverse da quelle egizie. Furono costruite molto più tardi, circa 800 anni dopo, durante i regni di Napata e Meroe, per ospitare le spoglie mummificate dei sovrani di Kush, incluse le regine reggenti che portavano il titolo di Kandake. Le prime piramidi furono costruite nel sito di Kurru. Tra di esse vi è la piramide di Piye o Piankhi, il fondatore della XXV dinastia dEgitto. Successivamente, vennero costruite in località Nuri, sulla riva opposta del Nilo. La prima di esse fu quella di Taharqa, figlio di Piye/Piankhi, il Faraone nubiano che fronteggiò gli Assiri. Taharqa, fronteggiò gli invasori e li ricacciò indietro più volte. Si dovette infine arrendere, lasciò il trono tebano e si ritirò nella nativa Napata.

Capitale e città dei morti si trasferirono a Meroe, dove si trova la concentrazione maggiore di piramidi.

Dal punto di vista architettonico, le piramidi nubiane hanno proporzioni diverse rispetto a quelle egizie. Con un’inclinazione di circa 70 gradi (quelle egizie hanno un’inclinazione di 40-50 gradi), risultano molto più affusolate, alte e strette alla base. Come le tombe egizie, questi mausolei custodivano tesori inimmaginabili, tutti quegli arredi e corredi, inclusi armi e gioielli, che sarebbero serviti ai sovrani e alle sovrane, ma anche ai notabili, per la loro vita ultraterrena.

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