mercoledì, Maggio 12

Le opinioni sui magistrati

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La notizia, i dati, sono quanto di più inquietante; e maggiormente inquieta il fatto che sembrano non inquietare. Ministro della Giustizia Andrea Orlando? Silenzio. Consiglio Superiore della Magistratura? Silenzio. Associazione Nazionale dei Magistrati? Silenzio. Commentatori esperti di questi giudiziari sempre pronti a dispensare un’opinione in talk show o attraverso tribune generosamente offerte da quotidiani ed ebdomadari? Silenzio. Vai a capire perché (o forse il perché lo si capisce bene?).

Ad ogni modo, la ‘notizia’, i dati, sono contenuti in uno studio curato dalla Scuola Superiore della Magistratura. Nessun sospetto, dunque, di partigianeria o di interessata manipolazione. Si ricava, da quei dati, che per il 56,6 per cento degli interpellati i magistrati svolgono un ruolo di supplenza politica. Una supplenza a cui non si dà una valenza e un significato positivo, tutt’altro. Se nel 1994 la fiducia riposta nella magistratura toccava il 67 per cento degli interpellati, vent’anni dopo si arriva a malapena al 50 per cento.

Due studiosi, Nadio Delai e Stefano Rolando, hanno compulsato umori e stati d’animo; oltre mille questionari sono stati inviati ad altrettanti magistrati per cercare di capire cosa pensano di loro stessi; contemporaneamente oltre duemila questionari sono stati recapitati a un campione selezionato di popolazione. Magistrati e cittadini sono concordi nella negativa valutazione della corruzione politico-amministrativa: una vera emergenza, la prima, per l’89,9 per cento dei magistrati e il 74,8 per cento dei cittadini. Poi, però, la sintonia viene meno. Per esempio: immagine percepita dei magistrati che operano sul territorio: solo il 52,3 per cento dei cittadini esprime un giudizio positivo; e si arriva al 47,8 per cento quando se si chiede una valutazione della magistratura nel suo complesso. Affidabilità: ancora più giù: 35,6 per cento.

Ruolo di supplenza rispetto alla politica: il 56,6 per cento, come abbiamo detto, risponde con un sì netto.

Il 73,1 per cento dei cittadini interpellati è favorevole alla separazione delle carriere tra giudici e Pubblici Ministeri, così come il 78,1 per cento dei magistrati. Stesse percentuali per quel che riguarda la necessità di regolare meglio la responsabilità civile dei magistrati: il 75,2 per cento dei cittadini si dice d’accordo; il 72,5 per cento dei magistrati è contrario.

Il 6,5 per cento dei magistrati ritiene che spesso si utilizzi la propria posizione per finalità politiche personali costituisce; convinzione che è radicale nel 23,2 per cento dei cittadini.

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