mercoledì, Ottobre 20

Le opere incompiute in Italia

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I motivi per i quali un’opera può risultare incompiuta sono diversi: mancanza di fondi (perché spesso la cifra che serve per la costruzione di un’infrastruttura cambia in corso d’opera); cause tecniche; sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge; il fallimento dell’azienda appaltatrice; il mancato interesse al completamento da parte del gestore. A queste motivazioni si aggiunge anche la mancanza di tempo che spesso ha portato all’abbandono di opere incredibili, come la famosa ‘Veladi Tor Vergata.

La cosiddetta Vela, opera dell’archistar Santiago Calatrava, è stata costruita per i Mondiali di Nuoto che si sono tenuti a Roma nel 2009. Parliamo di un’enorme Vela in acciaio che domina la periferia sud-est di Roma. La Torre Eiffel, per fare un esempio, ha meno acciaio di questa cattedrale nel deserto. Il problema che si è proposto fin dall’inizio che il tempo non c’è mai stato e già alla posa della prima pietra si sapeva che non sarebbe stata terminata prima dei Mondiali. Quindi, quando si sono accorti della mancanza di tempo, i costruttori hanno abbandonato il progetto che adesso è lì, dimenticato da tutti. L’opera, fino ad ora, è costata 250 milioni di euro e, secondo il Ministero, è stata completata solamente per il 16%.
Sempre secondo il dicastero di Delrio, per completarla servirebberosolamente406 milioni di euro, cifra bassissima se si pensa che ancora mancano strade, attacchi alla corrente, un’altra intera vela in acciaio e tutto il comparto delle piscine. Il Ministero, inoltre, dimostra di non aver visionato l’infrastruttura: sul sito, infatti, c’è scritto che l’opera è fruibile, mentre tutti gli abitanti della zona sanno che la Vela è transennata da sparti-traffico in cemento armato, con cartelli di accessi vietato presenti in tutta la zona.

Un altro scandalo che dura da ben 33 anni è la costruzione della diga di Gimigliano sul fiume Melito, a Catanzaro. Il progetto ha un prezzo di 260 milioni di euro ed è stato completato solamente per il 13%. Secondo il Mit, per completare la diga servirebbero solamente 190 milioni. Queste opere sono spesso rallentate da vertenze, ricorsi nei tribunali e vizi burocratici che, inevitabilmente, bloccano i lavori di costruzione delle infrastrutture.
La Calabria, con 93 opere incompiute, è la regione con più infrastrutture ancora da terminare. A parte la diga già citata, potremmo pensare ai lavori di collegamento tra Scilla Alta e Marina Grande (richiesti 3 milioni e mezzo), oppure il completamento di 7 fabbricati con 82 alloggi a Lamezia Terme (con un costo iniziale di due milioni e con una richiesta attuale di 4 milioni e mezzo).

Per parlare dell’opera incompiuta più imponente d’Italia, la Vela di Roma, abbiamo contattato un architetto che affiancò Santiago Calatrava nella stesura del documento preliminare alla progettazione della Città dello Sport di Tor Vergata, degli elementi per il Quadro Esigenziale e presente a molti incontri per arrivare alla proposta preliminare di Caltrava del 21 marzo 2006. La situazione che ha creato l’infrastruttura incompleta più sensazionale in Italia comincia con un progetto non accettato poi dall’amministrazione e dal direttore dei lavori: “Noi abbiamo dato un contributo con delle richieste, insieme al Coni, che prevedevano anche il parere dell’Università di Tor Vergata (finanziatrice dell’opera n.d.r.)”, afferma l’architetto, “e c’erano richieste di aule per l’insegnamento, di palestre e di strutture di appoggio all’Ateneo. Questo programma non è stato accettato e facemmo presente alcune criticità che sono state accantonate ma che successivamente si sono avverate”.

Adesso l’opera è difficilmente recuperabile: “Tecnicamente parlando, per poter riprendere il progetto iniziale ci vorrebbero troppi soldi.”, prosegue il tecnico del progetto iniziale, “L’impiantistica delle vasche delle gare o dei trampolini per i tuffi sono annegate nel calcestruzzo e dopo tanti anni è tutto da rifare se si vogliono mantenere quegli indirizzi. Si potrebbe creare qualcos’altro: noi abbiamo proposto di rimodulare il progetto per dare vita a un impianto indoor di atletica”.

Le opere abbandonate non costano quasi nulla ma molti soldi sono già stati spesi e incassati dalle ditte che hanno vinto gli appalti. L’eredità sono infrastrutture vuote, ombre di un passato inerme.

 

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