venerdì, Settembre 17

Le opere incompiute in Italia

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Attraversano l’Italia in lungo e in largo, occupando migliaia di metri quadrati di terreni e offuscando le viste di alcuni dei posti più belli del mondo. A volte sono state realizzate in tutta fretta, senza sentire il parere degli esperti, improntando gare d’appalto improbabili e cominciando a spendere milioni di euro che poi si riveleranno inadeguati, insufficienti o da riparametrare. Parliamo delle opere incompiute in Italia, che rappresentano forse uno degli esborsi di denaro più significativi e più inutili che sono stati fatti dalle amministrazioni comunali, provinciali e statali.

Ma partiamo con ordine: un rapporto della Confesercenti-Ref rileva che «la spesa media pro-capite per infrastrutture è scesa, in quattro anni, quasi del 25%. Facendo 100 la spesa per persona del 2000, si è passati da circa 161 euro del 2009 a poco più di 120 di oggi». Detta così sembrerebbe anche una cifra alta, ma non lo è. Infatti, nella classifica mondiale degli investimenti sulle infrastrutture «gli indicatori mostrano una posizione preoccupante del nostro Paese: nel 2012-2013, nel ranking globale l’Italia è in 82esima posizione, scivolando di 3 posizioni rispetto al biennio precedente. Nelle retrovie e non solo per quanto riguarda la media europea: siamo stati sorpassati anche da Kenia, Uruguay e Botswana».

Il Ministero che si occupa di queste opere è quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, che gestisce questo tipo di lavori pubblici in Italia. Il Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, per cercare di superare questa situazione di stallo delle opere incompiute, ha dichiarato che «il Governo sta elaborando un provvedimento per supportare gli Enti locali a portare a termine le opere incompiute; in più sta lavorando per definire misure innovative per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per il completamento di quelle opere connotate da una prioritaria valenza istituzionale e strategica». Inoltre, il dicastero di Porta Pia ha in programma la creazione di un Fondo per le opere incompiute, utilizzabile per cercare di dare una svolta ai lavori in tutta Italia. Parole secche quelle di Delrio, che ha poi concluso con una frase ad effetto: «Vado al Sud ogni settimana. Un cantiere non finito è qualcosa di più di un’opera incompiuta. È un regalo alla malavita e un colpo alla credibilità del Paese».

Il costo totale di queste opere è elevatissimo: se si contano solamente i soldi che valgono queste infrastrutture si arriva a quota 4 miliardi di euro, contando che per il completamento di tutte le opere servirebbero 1,4 miliardi di euro. Queste cifre, a detta dello stesso Ministero, sono ampiamente sottostimate e si pensa che i soldi necessari alla messa a termini di tutti i lavori siano molti di più, forse il doppio.

Secondo il sito del Ministero delle Infrastrutture, che con una legge del Governo Monti è obbligato a pubblicare l’elenco delle opere incompiute regione per regione, le infrastrutture da completare sono 649: 609 sono di competenza regionale, mentre 40 riguardano i programmi e le opere incompiute del Mit. Partendo dalle infrastrutture di competenze del dicastero, si nota subito che 18 di esse non sono fruibili e sono chiuse al pubblico. Parliamo, ad esempio, del nuovo insediamento della Guardia di Finanza a Fiumicino, in provincia di Roma, dal costo di 18 milioni di euro, che richiede altri 2 milioni e mezzo. Un altro caso esemplificativo è la costruzione della Nuova linea Ferrandina-Matera-Venusio. Prezzo: 165 milioni di euro e completata solamente al 18%.

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