sabato, Aprile 10

Le ombre dell'Expo field_506ffb1d3dbe2

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I primi dieci milioni di visitatori dell’Expo nei primi tre mesi , dichiarati da Giuseppe Sala, Commissario e Amministratore Delegato di Expo, hanno potuto assistere alla grande fiera cui hanno aderito i 119 Paesi presenti, unitamente alle organizzazioni internazionali, e le 5 aree tematiche.

Di Expo se ne parla, tanto, e sempre con l’intenzionalità del tema dell’anno : ‘Nutrire il pianeta. Energia per la vita‘, ma per il visitatore che giunge da tutto il mondo cambia l’impatto nel recepire questo messaggio.

L’Esposizione Universale, fin dalla prima manifestazione del 1851, è sempre stata l’occasione per diffondere il progresso umano, cercando di condividerlo con tutti i popoli del pianeta, l’edizione del 2015 è: «l’occasione per aprire un dialogo ed una cooperazioni tra le nazioni, organizzazioni e aziende con lo scopo di generare strategie comuni per migliorare la qualità della vita e sostenere l’ambiente».

Se il cibo è il focus, sembra mancare una parte del discorso relativo a quello della mancanza di cibo dei Paesi nel terzo mondo, dove la maggiore istituzione internazionale presente sono le Nazioni Unite il cui slogan è ‘Sfida Fame Zero – Uniti per un mondo sostenibile‘ , che non hanno un padiglione dedicato, ma presenti nel Padiglione Zero ed attraverso 18 postazioni costituite da una struttura modulare a pannelli, disposte lungo l’intera area , ma che nella grande fascinazione dell’Expò sembrano passare in secondo piano. Nemmeno nei padiglioni dei Paesi direttamente interessati , alcuni di loro presenti nei cluster, non v’è traccia di questo problema, riversando l’attenzione alla cultura locale.

Per il tema di ciò che si può fare per la fame nel mondo rispondono i padiglioni come quello di Save the Children con ‘Be the Change‘ il cui significato è ‘essere il cambiamento‘ l’input verso una nuova mentalità di attenzione verso i bisognosi.
Durante la visita nella struttura, che ricorda uno dei villaggi nel mondo in cui Save the Children lavora quotidianamente, i volontari raccontano che la malnutrizione e la mortalità infantile possono essere sconfitte con semplici soluzioni come l’allattamento esclusivo al seno, la formazione alle mamme sulla preparazione di piatti e alimenti semplici ma nutrienti con prodotti locali. Quindi il vero aiuto consiste nell’educare le popolazioni all’alimentazione, supportandole con progetti che riguardano i gruppi di piccole attività di auto sostentamento con la donazione di polli o capre che generano non solo la sussistenza alimentare ma che innescano anche il piccolo ciclo economico attraverso la vendita dei prodotti al mercato locale. I volontari che illustrano il percorso all’interno del padiglione, constatano l’esiguità dei visitatori, circa 500 al giorno, mentre il padiglione adiacente del Brasile ne conta circa 15mila, questa differenza di numeri fa comprendere come per la maggior parte dei visitatori la ressa alla visione dei padiglioni superi l’intenzionalità del messaggio dell’Expò.

La fame nel mondo è il tema del padiglione della Santa Sede con la : ‘solidarietà che si crea per soddisfare le diverse forme di fame nel mondo’, dove l’interno è organizzato con un grande tavolo vuoto posto al centro della sala che è interattivo, attivandosi con l’avvicinarsi del visitatore e mostrando immagini riguardo la nutrizione. Lo slogan riassume la carità cristiana con le parole :’Non solo pane. Alla tavola di Dio con gli uomini’ che accoglie i visitatori con due frasi tradotte in tredici lingue scritte sulle facciate esterne : ‘Non solo pane‘ e ‘Dacci oggi il nostro pane‘.
La condivisione per combattere la fame viene sviluppata dal padiglione della Caritas con il tema ‘Dividere per moltiplicare‘, ispirandosi all’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci (Lc 9, 10-17 ; Mt 14,13-21 ; Mc 6, 30-44; Gv 6,1-13), con lo spazio suddiviso per compiere un’esperienza interattiva per tappe centrate su conoscenza, emozione, visione, condivisione e partecipazione.

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