domenica, Maggio 9

Le nuove superstrade preferenziali per i ciclisti Un progetto che entusiasma e scatena opposizioni

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Tra il dire, o meglio proporre, non piste nè corsie ma vere e proprie superstrade per i ciclisti, e il farle concretamente, c’è di mezzo una guerra a colpi di dichiarazioni a mezzo stampa. Il progetto promosso e fortemente voluto dal Sindaco di Londra, Boris Johnson riguardo alle nuove corsie stradali riservate esclusivamente ai ciclisti è stato accolto con favore dagli amanti delle due ruote. British Cycling, l’associazione nazionale inglese che si occupa di competizioni ciclistiche anche a scopo benefico, ha dichiarato al ‘The Guardian che l’iniziativa delle superstrade ciclistiche e’ l’idea vincente per invogliare le persone ad usare la bici.

«La messa in pratica del progetto ciclistico di Johnson è una idea rivoluzionaria. Prima di tutto pensiamo che questo progetto possa spingere molte più persone ad usare la bici come mezzo di locomozione quotidiano. Se ciò accadesse il primo aspetto positivo sarebbe la diminuzione dell’inquinamento» ha dichiarato John Ferrel addetto stampa della British Cycling al The Guardian.

Le corsie preferenziali, chiamate anche superstrade ciclistiche nel progetto, produrrebbero anche effetti benefici sulla sicurezza in strada. Primo tra tutti la diminuzione gli incidenti stradali che vedono coinvolti ciclisti ed automobilisti. «Solo l’anno scorso ci sono stati a Londra due mila incidenti tra ciclisti ed automobilisti. Con le corsie preferziali che percorrono strade differenti da quelle percorse dagli automoblisti pensiamo che il numero degli infurtuni tra macchine e biciclette possa diminuire notevolmente», ha dichiarato sempre il portavoce.

Una reazione diametricalmente opposta  è stata espressa dal TfL, Transport for London – Trasporto per Londra – ossia l’istituto governativo che si occupa dei trasporti nella capitale inglese. Ciò che un portavoce del TfL ha messo in evidenza in una intervista fatta al Politic UK, un magazine online londinese, è stata non tanto la sonora bocciatura delle superstrade per ciclisti nella capitale inglese, quanto il fatto che Andrew Gilligan, ambasciatore delle politiche ciclistiche nell’amministrazione Johnson, abbia volutamente omesso di spiegare gli svantaggi del progetto. «Non è una cattiva politica, purché si comunichi alla gente ciò che essa comporta e non sono sicuro che sia stato fatto», ha riferito un portavoce del TfL.

Gli svantaggi sottesi nel discorso del portavoce sono stati poi spiegati in un comunicato stampa rilasciato dagli uffici amministrativi del Tfl. Nel comunicato si legge che se il progetto venisse messo in opera «ci saranno molte persone il cui tempo dei viaggi si dilaterà notevolmente». Lo scorso mese sempre il TfL ha reso pubblica una rivelazione statistica che mostra come, quando il progetto sarà completato, i pedoni, molto probabilmente dovranno aspettare in media nove secondi in più ogni volta che dovranno attraversare la strada.

Il vero problema che maggiormente preoccupa riguardo al progetto della superstrade ciclistiche sembra essere la congestione del traffico nelle strade londinesi. La costruzione delle nuove ed ampie corsie ad uso e consumo dei ciclisti provocherebbero inevitabilmente la chiusura di alcune arterie stradali principali che collegano l’intera superficie di Londra. Tutto ciò, secondo quanto dichiarato dal portavoce del Trasport for London al Politic UK, avrebbe come conseguenza congestioni stradali nelle strade secondarie.

Come era prevedibile, a dare sostegno alle critiche rivolte verso progetto di Johnson si sono aggiunte anche numerose associazioni di automobilisti e taxisti. A lanciare l’allarme traffico a causa della realizzazione del nuovo progetto, che secondo le stime dell’amministrazione comunale londinese dovrebbe essere terminato in dieci anni di tempo, e’ stata per prima la RCA, l’associazione senza scopo di lucro che si occupa di politica dei trasporti a sostegno degli automobilisti. In un articolo pubblicato nel sito di RCA si legge la preoccupazione manifestata dagli affiliati nel dover affrontare ogni giorno, soprattutto nelle ore ‘di punta’, una affluenza di macchine e ciclomotori che mediamente viene ipotizzata come tre volte maggiore rispetto al flusso normale.

Viste le reazioni negative al progetto, Andrew Gilligan ha deciso di rispondere alle ipotesi pessimistiche riguardo al progetto delle superstrade ciclistiche a Londra: «Sono completamente d’accordo che abbiamo bisogno di essere aperti il più possibile, alle conseguenze di questo piano urbanistico. Siamo sempre stati onesti ed abbiamo detto che ci saranno impatti negativi sul traffico. Siamo altresì pronti a consultare e apportare modifiche, se necessario».

Ritornando indietro nella storia l’opposizione fatta dal Transport for London si ritorna al passato recente. Nel 2008 infatti il TfL è riuscita a convincere Boris Johnson a ritirare stanziamenti previsti per una rete di 900 km di piste ciclabili.

 

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