sabato, Ottobre 16

Le news sui rotoli del Mar Morto field_506ffb1d3dbe2

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Oltre 50 anni fa un sasso gettato da un pastore beduino in una grotta portò a ciò che alcuni hanno definito la più grande scoperta archeologica del XX secolo. Il beduino sentì il sasso spaccare un vaso di terracotta. Andò a vedere e trovò il primo di quelli che vennero poi chiamati Rotoli del Mar Morto. Questi rotoli, oggetto di interesse e controversie sia fra gli studiosi che nei mass media, offrono molta confusione e disinformazione per il pubblico. Si è parlato di un esteso tentativo di occultamento dei rotoli, per timore che rivelino fatti che indebolirebbero la fede sia dei cristiani che degli ebrei.

I Rotoli del Mar Morto sono antichi manoscritti ebraici, scritti per la maggior parte in ebraico, alcuni in aramaico e qualcuno in greco. Molti di questi rotoli e frammenti hanno più di 2.000 anni e risalgono a prima della nascita di Gesù. Tra i primi rotoli trovati dai beduini c’erano sette lunghi manoscritti in vari stadi di deterioramento. Esplorando altre grotte furono trovati altri rotoli e migliaia di frammenti. Negli anni che vanno dal 1947 al 1956 furono scoperte vicino a Qumran, nei pressi del Mar Morto, un totale di 11 grotte contenenti rotoli e ora rivelano altre novità, come spiega il video della CNN che presentiamo. Una volta classificati, i rotoli e i frammenti risultarono essere circa 800 manoscritti. Circa un quarto di essi, o poco più di 200 manoscritti, sono copie di parti del testo ebraico della Bibbia. Ulteriori manoscritti riguardano antichi scritti ebraici extrabiblici, sia apocrifi che pseudo-epigrafi. Gli studiosi prevedono altre interpretazioni di questioni di diritto ebraico, regole specifiche per la comunità della setta che viveva a Qumran, componimenti poetici e preghiere da usare nella liturgia nonché opere escatologiche contenenti idee sull’adempimento della profezia biblica e sugli ultimi giorni. Ci sono anche particolari commentari biblici, i più antichi precursori del moderno commentario dei testi biblici versetto per versetto. Antichi documenti indicano che i rotoli furono copiati o compilati fra il III secolo a.C. e il I secolo a.C. Alcuni studiosi hanno suggerito che i rotoli venissero nascosti nelle grotte da ebrei di Gerusalemme prima della distruzione del tempio nel 70 a.C. Tuttavia la maggioranza degli eruditi che studiano i rotoli trovano questa idea in disaccordo con il contenuto dei rotoli stessi. Molti rotoli rispecchiano idee e usanze che erano contrarie a quelle delle autorità religiose di Gerusalemme. Una comunità che credeva che Dio avesse rigettato i sacerdoti e il servizio del tempio a Gerusalemme che considerava l’adorazione resa dalla setta nel deserto, sostituiva del servizio del tempio, con una raccolta che includeva rotoli del genere. Anche se a Qumran c’era probabilmente una scuola di copisti, può darsi che molti rotoli venissero raccolti altrove e portati lì dai credenti. I Rotoli del Mar Morto sono la raccolta di una vasta biblioteca: la raccolta poteva includere le più svariate idee, e non tutte avranno necessariamente riflettuto i punti di vista religiosi dei lettori. Ad ogni modo, è più probabile che i testi di cui esistono copie multiple riflettano i particolari interessi e credenze del gruppo. Il prof. Eleazar Sukenik, con il suo acquisto nel 1947 per l’Università ebraica di Gerusalemme, fu il primo a suggerire che questi rotoli fossero appartenuti a una comunità degli esseni. Gli esseni erano una setta ebraica che è menzionata dagli scrittori del I secolo Giuseppe Flavio, Filone di Alessandria e Plinio il Vecchio, durante il periodo di disordini successivo alla rivolta dei Maccabei nel II secolo a.C. Giuseppe Flavio parlò della loro esistenza in quel periodo poiché indicò in maniera particolareggiata in che modo le loro idee religiose differivano da quelle dei farisei e dei sadducei. Plinio menzionò il luogo dove si trovava una comunità di esseni nelle vicinanze del Mar Morto, fra Gerico ed En-Ghedi. Il prof. James VanderKam, studioso dei Rotoli del Mar Morto, ipotizza che “gli esseni che vivevano a Qumrân erano solo una piccola parte del più vasto movimento esseno”. Giuseppe Flavio contava circa 4.000 persone, il quadro che emerge dai testi qumranici pare corrispondere meglio agli esseni che a qualsiasi altro gruppo ebraico conosciuto di quel periodo. Secondo alcuni, il cristianesimo ebbe inizio a Qumran. Nondimeno si possono scorgere sorprendenti differenze fra le idee religiose della setta di Qumran e i primi cristiani. Gli scritti di Qumran rivelano regole sabatiche severissime e una preoccupazione quasi ossessiva per la purezza cerimoniale. (Matteo 15:1-20; Luca 6:1-11). La loro credenza nel destino e nell’immortalità dell’anima e all’enfasi che davano al celibato e alle idee mistiche circa il partecipare con gli angeli al culto. Ciò mostra che non si conformavano agli insegnamenti di Gesù e a quelli dei primi cristiani. (Matteo 5:14-16; Giovanni 11:23, 24; Colossesi 2:18; 1 Timoteo 4:1-3). Negli anni che seguirono la scoperta dei Rotoli del Mar Morto furono prodotte varie pubblicazioni che misero subito le scoperte iniziali a disposizione degli studiosi di tutto il mondo. Le migliaia di frammenti rinvenuti in una delle grotte, detta grotta 4, presentavano un numero molto maggiore di problemi. Erano nelle mani di una piccola équipe internazionale di studiosi che si era stabilita nella parte orientale di Gerusalemme (allora appartenente alla Giordania) nel Museo archeologico della Palestina, con studiosi ebrei o israeliani. L’équipe adottò la prassi di non concedere libero accesso ai rotoli finché non avesse pubblicato i risultati ufficiali della sua ricerca. Il numero degli studiosi che facevano parte dell’équipe venne mantenuto entro limiti prestabiliti. Quando un membro dell’équipe moriva veniva sostituito da un altro studioso soltanto. La mole di lavoro richiedeva un’équipe molto più grande e, in alcuni casi, maggiore conoscenza dell’ebraico antico e dell’aramaico. James VanderKam dice: “Decine di migliaia di frammenti richiedevano più di quanto otto esperti, benché molto versati, potessero realizzare”. — Op. cit., p. 210. Con la guerra dei sei giorni del 1967, la parte orientale di Gerusalemme e i suoi rotoli vennero a trovarsi sotto la giurisdizione israeliana, ma non ci fu nessun cambiamento nella prassi seguita dall’équipe di ricercatori. Poiché il ritardo nella pubblicazione dei rotoli della grotta 4 aumentava e gli anni diventavano decenni, vari studiosi elevarono una protesta. Nel 1977 il prof. Geza Vermes dell’Università di Oxford lo definì il più grande scandalo accademico del XX secolo. La Chiesa Cattolica nascondeva deliberatamente informazioni contenute nei rotoli che sarebbero risultate dannose per il cristianesimo. Negli anni ’80 l’équipe fu infine estesa a 20 studiosi. Nel 1990, sotto la guida del nuovo direttore, Emanuel Tov, dell’Università ebraica di Gerusalemme, l’équipe fu ulteriormente allargata fino a comprendere più di 50 studiosi. Venne stabilito un rigido programma per pubblicare tutte le edizioni dotte dei restanti rotoli. Un vero passo avanti fu fatto inaspettatamente nel 1991. Prima venne pubblicato il volume ‘A Preliminary Edition of the Unpublished Dead Sea Scrolls’. Era stata applicata la tecnologia del computer a una copia della concordanza dell’équipe. Successivamente la Huntington Library di San Marino (California) annunciò che la sua serie completa di fotografie dei rotoli sarebbe stata messa a disposizione di qualsiasi studioso volesse prenderne visione. Dopo non molto, con la pubblicazione dell’opera ‘A Facsimile Edition of the Dead Sea Scrolls’, le fotografie dei rotoli non ancora pubblicati divennero facilmente accessibili. Pertanto nello scorso decennio tutti i Rotoli del Mar Morto sono stati resi disponibili per essere esaminati. Le edizioni ufficiali finali dei rotoli può avere inizio un’analisi completa con una nuova generazione di studiosi sui rotoli. 

(tratto dalla sezione video della ‘CNN International’)

 

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