domenica, Ottobre 17

Le 'magie' di Renzi La tensione tra il Governo e il sindacato torna a salire. Minacce a Renato Schifani

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Fa discutere l’intervista rilasciata da Matteo Renzi a RTL, in cui il Presidente del Consiglio ha portato un nuovo affondo nei confronti dei sindacati. «Ci sono stati più scioperi in queste settimane» ha sottolineato «che contro tutti gli altri Governi. Ma il Governo sta cercando di mettere in piedi tutte le azioni necessarie per far ripartire il lavoro. Se coloro i quali non hanno mai scioperato in passato, oggi scioperano sempre, gli faccio i miei auguri». Parole nelle quali anche i Lettori più distratti non faticheranno a trovare somiglianze con alcune dichiarazioni del pluripremier Silvio Berlusconi. In margine allo sciopero generale previsto per venerdì 12 dicembre, Renzi ha dichiarato che per quanto lo riguarda «non mi preoccupo di far scioperare le persone ma farle lavorare. Anziché passare il tempo a inventarsi ragioni per fare scioperi, mi preoccupo di creare posti di lavoro perché c’è ancora tantissimo da fare». «Non mi preoccupo» ha proseguito «possono far scioperi ma noi abbiamo promesso che cambieremo e, piazza o non piazza, le cose le cambiamo». Passando ad altro argomento, il Premier ha parlato anche dei rumors attorno alle possibili dimissioni di Giorgio Napolitano: «È suo pieno diritto lasciare prima del tempo. Nessuno deve tirargli la giacchetta, neanche io. A me farebbe piacere che restasse il più possibile, ma sarà lui a decidere e qualunque sia la decisione dovrà avere la gratitudine di tutti gli italiani e soprattutto delle forze politiche». In ultimo Renzi ha affrontato il tema delle elezioni regionali di domenica in Emilia Romagna e Calabria: «Se domenica vogliono dire come sta il PD sarò felice, ma non darei una lettura nazionale. E non la darò io stesso se, come spero, vinciamo». Avranno i cittadini modo di verificarlo?

In attesa dei risultati del voto di domenica, è intanto arrivata la stizzita replica di Susanna Camusso alle parole del Premier: se fosse vero, ha detto il Segretario Generale della CGIL, che il Governo mira a creare posti di lavoro «non distribuirebbe fondi a pioggia alle imprese, ma li vincolerebbe alle assunzioni». «Il problema ormai sempre più evidente del Presidente del Consiglio» «è che lui dialoga solo con chi gli dà ragione e non si pone invece il problema che, se i lavoratori hanno riempito la piazza il 25 ottobre a Roma e se continua la mobilitazione, forse bisognerebbe ascoltare le ragioni di quel disagio nel mondo del lavoro e dare risposte positive».

Il braccio di ferro cominciato nelle scorse settimane tra Governo e sindacati, CGIL in prima linea, evidentemente continua. Né potrebbe essere altrimenti, visto che proprio oggi la Commissione Lavoro della Camera ha approvato la delega sul lavoro del Jobs Act e che domani l’Aula comincerà l’esame del testo, con il voto finale previsto per mercoledì 26 novembre. Tempi rapidi, dunque, che si preannunciano abbastanza critici dentro e fuori Montecitorio. Poi toccherà al Senato.

Procede, intanto, il lavoro della Commissione Bilancio della Camera sulla Legge di Stabilità. Oggi è stata la volta di una altro importante pacchetto di provvedimenti, tra i quali: la riduzione dell’IVA sugli ebook al 4%; l’aumento a 400 mln di euro del fondo per la non autosufficienza (inclusa la SLA); l’aumento a 650 mila euro del finanziamento per l’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza; l’estensione della social card agli extracomunitari; lo stanziamento di 130 mln di euro per la promozione all’estero del Made in Italy.

Il Senato ha approvato con 150 voti favorevoli, 51 contrari e 26 astensioni il DDL sulla responsabilità civile dei magistrati. Il provvedimento passerà ora alla Camera. Il voto ha visto confermare l’inconsueta convergenza tra PD e M5S che potrebbe non riproporsi a Montecitorio. Anche perché, durante le dichiarazioni di voto, il portavoce 5Stelle Michele Giarrusso, dopo aver rivendicato «non sarà una legge perfetta ma sicuramente non è una porcata ed è grazie a noi», ha aggiunto che alla Camera il MoVimento presenterà emendamenti per migliorare il testo.

L’ex Presidente del Senato Renato Schifani ha ricevuto presso il suo studio legale di Palermo una busta contenente una lettera di minacce e un proiettile, recapitata. Sembra che le minacce siano legate alla legge fortemente caldeggiata da Schifani nel 2008 per l’introduzione del dispositivo del sequestro per equivalente. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista, anche se propendono per quella mafiosa. Numerose le espressioni di solidarietà arrivate al senatore NCD da buona parte del mondo politico.

Coro di unanime disapprovazione per l’annullamento per prescrizione della sentenza di condanna a 18 anni per l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, accusato di disastro doloso relativo alla morte di oltre duemila persone per inquinamento da amianto, da parte della Cassazione. Società civile, sindacati, magistrati e politici, sono concordi nel denunciare l’assurdità della norma sulle prescrizioni che ha condotto a una sentenza inappuntabile su piano procedurale, ma vergognosa su quello della giustizia. Da più parti, tra esponenti della magistratura e della politica, si sente ribadire che da anni si invoca la totale revisione della ex Cirielli, una legge sbagliata e iniqua. Nulla però è stato fatto, in questa Italia troppo fedele a se stessa e il risultato – un’ulteriore tragica beffa nei confronti della memoria delle vittime, dei loro famigliari e dell’intera comunità di Casal Monferrato – è lì ad accusarci, implacabile come una tragedia greca.

 

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