sabato, Aprile 10

Le idee dei grandi superano ogni ostacolo Il sonno indotto dalla consuetudine non ci permette nuove scoperte

0

 galileo

Le rivoluzioni scientifiche richiedono sempre una mente eccelsa che sappia carpire tutti gli spunti disponibili che altri non vedono. Ma gli spunti devono essere già presenti in natura e a noi, con gli occhi del poi, sembrano ovvi, così in un certo senso sminuiamo le intuizioni dei grandi, quasi a dire: anch’ io l’avrei visto benissimo.

Un’ ingenuità che ci deve far riflettere.

A tal proposito le figure di due dei massimi scienziati della storia dell’umanità, Galileo Galilei e Charles Darwin, sono molto istruttive e hanno tra loro notevoli affinità, circostanziali e intellettuali.

Galileo è il riconosciuto fondatore del metodo scientifico moderno.

Nato a Pisa nel 1564 sviluppò i suoi studi e la sua attività a Pisa, Firenze, Padova, Venezia e poi di nuovo a Firenze nella sua villa di Arcetri. Fu un innovatore dalle fondamenta del ramo della fisica che si chiama meccanica, includendo l’astronomia, la cinematica, la dinamica. Tutte discipline che si erano in un certo senso cristallizzate da più di duemila anni in principi, formule, schemi sorpassati e che da molti secoli erano stati fatti propri dalla religione cattolica, che li aveva ammantati di sacralità e intoccabilità, ritrovandone stiracchiate conferme nelle Sacre Scritture.

Per tale sacralità, la Chiesa difendeva il vecchio con tutti i mezzi disponibili. Una difesa che si rivolse anche contro Galileo, sotto forma di minacce e processi che costrinsero il grande scienziato addirittura a rinnegare, mediante pubblica abiura, tutte le sue teorie e osservazioni e a trascorrere gli ultimi anni della sua vita, ormai quasi cieco, nella casa di Arcetri, dove morì nel 1642.

Darwin, da parte sua, è il vero fondatore della moderna teoria dell’evoluzione delle specie viventi sulla terra.

Nato nel 1809 a Shrewsbury in Inghilterra, studiò medicina a Edimburgo (1825-27) e teologia a Cambridge fino al 1831, apparentemente senza grande profitto e senza dimostrare alcun vero interesse, salvo forse per la botanica. Ma proprio in quell’anno, superando le resistenze del padre, riuscì ad imbarcarsi come naturalista a bordo del vascello Beagle per un viaggio intorno al mondo durato cinque anni. Tornato in Inghilterra nel 1836, si stabilì a Londra, dove cominciò a lavorare soprattutto sull’enorme messe di dati scaturiti dalle osservazioni fatte nel corso del viaggio. Dal 1841 si trasferì in una casa di campagna nel Kent, ove trascorse tutta la vita e morì nel 1882, dopo una vita travagliata da numerosissime contestazioni piovutegli addosso sia dalla nomenclatura scientifica del tempo, sia dagli ambienti ecclesiastici, per l’interpretazione che volle dare delle sue osservazioni naturalistiche.

Galileo e Darwin sono due scienziati, vissuti a più di 200 anni l’uno dall’altro, che però hanno tante affinità in termini di vicissitudini personali conseguenti alla loro visione innovativa del mondo, ma anche in termini di capacità di afferrare fatti ed esperienze, in base ai quali hanno elaborato le rispettive rivoluzioni del pensiero scientifico.

Esaminiamo nel dettaglio questi punti:

Galileo ebbe il coraggio di raccogliere l’eredità di studiosi come Giordano Bruno, Giovanni Keplero e Niccolò Copernico, tutti scienziati che avevano intuizioni forse troppo innovative per l’epoca (il ‘500) e che patirono pesanti contestazioni pubbliche da parte della Chiesa cattolica. Questa, in primo luogo, pose ostacoli alla pubblicazione del loro pensiero, quindi istruì addirittura processi inquisitori che arrivarono a comminare condanne a morte (come accadde a quel povero e focoso Giordano Bruno, frate domenicano, più visionario che scienziato, che il 17 febbraio del 1600 fu arso vivo su ordine del Sant’Uffizio in Campo de’ Fiori a Roma). Questi eventi più e meno tragici, ma pur sempre problematici, indussero Galileo a moderare il proprio temperamento mantenendo il pensiero nell’alveo della dottrina della Chiesa romana.  Con efficaci argomenti egli riuscì a contenere la sconfitta giudiziaria nei limiti di un’abiura, più formale che sostanziale, e di una condanna ad una sorta di arresti domiciliari, ma segnando comunque una vera rivoluzione nel modo di concepire il fare scienza, che sopravvive ancora oggi nei suoi principi metodologici fondamentali.

Le sue famose massime: “la natura è un libro aperto scritto in linguaggio matematico”, e “le sensate esperienze, i necessari ragionamenti, provando e riprovando”, oltre ad essere espedienti retorici per contestare le accuse di eresia mossegli dal Sant’Uffizio, rispecchiano esattamente il metodo scientifico ancora oggi universalmente accettato: analisi del fenomeno, rigorosa teoria matematica e conferma con gli esperimenti. Testardo ma non ingenuo, nell’uscire dall’aula del processo, dopo l’abiura, non riuscì a trattenersi dal pestare i piedi per terra e dire tra sé e sé: “Eppur si muove!”

Darwin, da parte sua, cogliendo lo spunto dalle tante teorie di interpretazione dei reperti paleontologici, ai suoi tempi ormai abbondanti, intuì la teoria evoluzionistica moderna durante il viaggio in sud America, scorgendo tra le sue imponenti osservazioni naturalistiche, sia sugli animali che sulle piante, una linea logica esplicativa più e più volte verificata nei casi particolari osservati. Dunque, sensate esperienze, necessari ragionamenti, “provando e riprovando”: i principi galileiani c’erano tutti! 

Il mondo scientifico ai tempi di Darwin era molto più evoluto di quello del ‘500, ad esempio: le prime idee evoluzionistiche, intese in modo moderno, erano già state avanzate un po’ prima della metà del Settecento, con lo scopo di organizzare le nuove nozioni che scaturivano dalle ricerche di geologia e biologia, ma anche per reagire alle ipotesi creazionistiche, ventilate verso la fine del Seicento ed affermatesi in campo scientifico con il “Systema naturae” di Linneo (1735). In effetti, nei primi decenni del Settecento, le ricerche geologiche perdono il carattere di collezione di mere curiosità destinate ad arricchire i musei delle case aristocratiche, e si moltiplicano ed approfondiscono in risposta alle richieste della nascente tecnologia. I fossili non appaiono più come scherzi di natura, ma come utili guide per distinguere e riconoscere gli strati rocciosi in cui si trovano nascosti i minerali il cui bisogno cresce rapidamente.

Anche l’idea che gli esseri viventi abbiano trovato origine in forme elementari primordiali, dalle quali si sarebbero poi sviluppate per gradi le specie attuali, si ritrova, variamente abbozzata, già nella storia del pensiero dai Greci in poi, ma solo con Charles Darwin questa intuizione raggiunge una struttura sistematica e una fisionomia definita. Sulla base d’un numero imponente di dati, osservazioni, raffronti sulla flora e la fauna di differenti latitudini (le “sensate esperienze” appunto), il giovane naturalista inglese, verso la metà del secolo XIX, giunse a rivoluzionarie conclusioni (i “necessari ragionamenti”) che ebbero un clamore sconvolgente nella puritana società ottocentesca dell’Inghilterra e ancora oggi suscitano dibattiti e controversie. La pubblicazione, lungamente meditata, dei risultati delle sue ricerche (nel 1859, a 13 anni dal ritorno del Beagle!), procurò a Darwin la notorietà, la gloria e il biasimo a un tempo. Il successo editoriale fu, per i tempi, prodigioso: la prima edizione (oltre mille esemplari) fu esaurita in un giorno. Con quest’opera rigorosa e straordinaria, Darwin scardinava la tradizione biblica della creazione del mondo, introducendo il concetto di una lenta evoluzione delle specie animali e vegetali, che mediante mutazioni progressive e selezione naturale ambientale, nel corso del tempo si sono profondamente diversificate dalle primigenie. Questo provocò l’indignazione dei benpensanti di una società spocchiosa come quella inglese dell’800, che lo dileggiarono, ritraendolo in sembianze scimmiesche sui giornali.

Prima di lui, nel’700, già il sobrio e rigoroso filosofo Charles Lyell (1787-1875) nel suo The Principles of Geology (1830-1833) aveva dilatato la cronologia del pianeta, fornendo così il necessario respiro di cui la teoria di Darwin aveva bisogno. Il naturalista Jean-Baptiste de Lamarck, aveva avuto il coraggio di dire cose simili, ma senza i necessari ragionamenti alle spalle, con la dottrina delle “cause attuali”, quelle che oggi classifichiamo con la formula dell’ “ereditarietà dei caratteri acquisiti”.

Come per Galileo, anche per Darwin c’erano stati precursori, così come violenti contestatori.

La sorte che toccò i due grandi sovvertitori del pensiero scientifico li avvicina e ci fa meditare: che sia il sonno della consuetudine che spinge la società a rifiutare il trillo della sveglia degli uomini geniali? Le idee innovative sono come un vento impetuoso che travolge ogni ostacolo ed ogni contestazione umana non può resistere a lungo alle intuizioni dei grandi.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->