sabato, Maggio 8

Le grandi mostre del 2015

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Bartolomeo della Gatta mostre

Doveva essere, e certamente lo è stata la conferenza di presentazione dei eventi espositivi del 2015 programmati dal Polo Museale fiorentino, che sono principalmente otto che fanno perno sull’Arte di Francesco, capolavori e terre d’Asia dal XIII al XV secolo, dedicata al Papa e che si snodano tra gli Uffizi, il Bargello, l’Accademia, la Galleria degli Argenti e le diverse Gallerie di palazzo Pitti. Ma il caso ha voluto che coincidesse con le dimissioni – il 6 novembre – del Sovrintendente al Polo Museale Cristina Acidini, a seguito delle riforma del settore, che non poche polemiche e fibrillazioni ha suscitato in questi mesi tra i vertici del nostro sistema museale ed il ministero.

Prima di passare in rassegna gli eventi che contrassegneranno il prossimo anno, conviene ripensare un momento ai contenuti dell’ ultimo intervento da Soprintendente della storica dell’arte, già allieva di Mina Gregori, la quale subentrò nel 2006 ad Antonio Paolucci, quando questi passò a dirigere i Musei Vaticani. Quello di Soprintendente al Polo Museale fiorentino si sa è un ruolo importante e delicato, non esente da critiche, pressioni, rischi, insidie: e queste non sono mancate, considerando anche le recenti indagini della Corte dei Conti sull’acquisto di un Cristo ligneo o sulla concessione dei Giardini di Boboli per alcuni spettacoli, ma di questi episodi che saranno affrontati in altra sede, nel suo discorso di saluto non s’è ovviamente trovata traccia. Ciò che invece è materia su cui riflettere è quella che la stessa Acidini ha definito il «volto luminoso della luna», quello su cui «la cronaca dev’esser resa disponibile alla storia». Cosa troviamo in questo volto? Varie cose positive: l’ampliamento dei Musei statali fiorentini con maggiori spazi e strutture di servizio, l’apertura di 50 nuove sale ( passate da 45 che erano nel 2011 a 103 di oggi), i grandi restauri, protagonisti anche i privati, gli allestimenti, l’attività didattica, gli acquisti e i doni, lo spettacolo dal vivo, le Mostre, a Firenze e nel territorio, una vasta serie di relazioni internazionali e nel territorio.

Insomma, nonostante la crisi economica, manifestatasi fin dal 2008, visitatori ed introiti sono cresciuti, tanto da consentire al Polo museale di distribuire ai musei comunali un consistente gettito. Inoltre, non sono mancati riconoscimenti internazionali come l’inclusione delle ville e dei giardini nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità: e il Polo ne ha 5 su 14. Quanto all’altra faccia della Luna, “il volto buio”, la Sovrintendente dimissionaria – davanti ad una platea numerosa e partecipe principalmente di addetti, che affollava la Sala Bianca di Palazzo Pitti – ha preferito glissare, rimandando ad altri ogni riflessione: «Lascio ognuno libero di popolarlo come meglio sa o crede, con le fatiche, i rischi, i conflitti, i contenziosi, con la pressione crescente dell’aggressività politica e mediatica degli ultimi anni».

E’ cosa nota che le sue dimissioni sono da porsi in relazione al conflitto che si è aperto tra i vertici museali ed il ministero che sta portando avanti quel progetto di riforma che il ministro Franceschini definisce una “profonda rivoluzione”. In che cosa consista la sua riforma, applicata al caso fiorentino, è presto detto. Il Polo museale gestisce tutti i musei statali fiorentini tra cui gli Uffizi che, secondo la riforma verrebbero affidati ad un direttore-manager scelto per concorso anche all’esterno della pubblica amministrazione o anche all’estero. Un tesoro immenso che frutta circa 20 milioni di euro ogni anno dai circa 5,4 milioni di visitatori annui. La sua gestione verrebbe affidata ad un manager esterno che, oltre a modernizzare i servizi per la fruizione del museo avrà il potere di intervenire sui prezzi dei biglietti. Gli altri due importanti musei – Accademia e Bargello – verrebbero affidati ad un direttore-dirigente di seconda fascia. L’obiettivo, apparso già evidente quando il Premier era ancora Sindaco di Firenze, era dunque quello di smantellare lo “strapotere” delle Sovrintendenze. Ebbene, ora che la testa della Sovrointendente è caduta per sua scelta ( “l’aggressività politica”) cosa accadrà? Se lo chiedono in molti, si sussurrano alcuni nomi, ma in realtà si brancola nel buio e ci si domanda, negli ambienti interessati, cosa cambierà: se i criteri che hanno presieduto la tutela, la salvaguardia, la conservazione e la valorizzazione saranno ancora applicati, o se prevarrà uno spirito più spregiudicato “ manageriale” del nostro patrimonio. La sovrintendente nel suo discorso di addio non ha sollevato polemiche, anzi ha dichiarato di «vedere nella riforma un effetto positivo» preferendo invitare i riformatori a conferire maggior autonomia e visibilità ai musei individuati nonché a «suddividere questo smisurato carico di responsabilità tra posizioni apicali diverse, rendendolo per ognuna umanamente sostenibile».

Maestro di Figline Mostre

 

Ultima raccomandazione: non si disperda il ricco patrimonio di competente tecniche e professionalità. In attesa di conoscere gli sviluppi della situazione, l’attività del Polo prosegue con la programmazione già impostata per il 2015 ed alla quale, ai auguriamo, non dovranno venir meno le risorse. Otto le principali Mostre che connoteranno il 2015, ed alle quali si aggiungeranno le iniziative per l’Expo di Milano che, dal punto di vista artistico si incentrerà sulle figure di Giotto e Leonardo (dopo che è stata respinta dallo stesso Ministro che ha raccolto il “no” del Direttore degli Uffizi, Natali, al prestito della Venere del Botticelli ). Dunque si comincia il 10 febbraio, agli Uffizi, con Di Gerrit Honthorst detto Gherardo delle Notti, da Utrecht, di cui sarà valorizzata la presenza in Italia nel primo Seicento. Gli saranno affiancati altri pittori degli antichi Paesi Bassi. Al Bargello, dal 20 marzo, il Medioevo in viaggio, in occasione di Firenze Capitale e della fondazione del Museo: un’occasione per evocare i viaggi reali o fantastici non solo attraverso le opere d’arte ma anche una quantità di oggetti che un tempo accompagnarono i viaggiatori. Il 30 marzo, l’attesa Mostra su L’Arte di Francesco, Capolavori d’arte e terre d’Asia dal XII al XV secolo, alla Galleria dell’Accademia: ovvero opere che sono il frutto della committenza dei frati francescani, tra queste quelle di Giunta di Capitino, il primo pittore ufficiale dell’ordine francescano, a cui guardarono Giotto e Cimabue, il Maestro di S.Francesco e il Maestro dei Crocifissi francescani, di Beato Odorico da Pordenone e ceramiche di Andrea Della Robbia. Interessanti i documenti e i reperti archeologici provenienti dalla Terra Santa e dall’Asia. Le altre Mostre saranno dedicate ai Lapislazzuli (Magia del blu, 9 giugno Museo degli Argenti), a Piero di Cosimo (pittore fiorentino eccentrico, tra Rinascimento e Maniera, 23 giugno, Uffizi), a Carlo Dolci (30 giugno, Palatina), a Firenze Capitale 1865-2015: i doni e le collezioni del Re (13 novembre, Galleria d’Arte Moderna), e a Carlo Portelli ( 14 dicembre , Accademia).Un programma intenso, questo “Anno ad Arte” che chiude un ciclo di quasi 40 anni , quello dell’ex Sovintendente che ebbe il suo primo diretto contatto con l’arte il 5 novembre del ’66, all’indomani dell’alluvione, concorrendo con gli Angeli del fango, alla salvaguardia del nostro patrimonio artistico. Una tragedia che segnò la devastazione di tanta parte del patrimonio ma anche la sua rinascita, facendo di Firenze la capitale del restauro. Un patrimonio che andrà saputo usare con cura.

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