venerdì, Luglio 30

Le FARC compiono 50 anni false

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Farc

Sono nate il 27 maggio 1964 a Marquetalia, regione di Tolima, quando un gruppo di uomini armati , tra cui Pedro Antonio Marin, alias ‘Sureshot’, ha cercato di fermare l’offensiva dell’Esercito che mirava a eliminare la comunità rurale. Quel giorno, e -nello specifico-  tale atto, è considerato il battesimo delle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, il più antico gruppo guerrigliero in America Latina.

Negli ultimi 50 anni, mezzo secolo di sanguinosa esistenza, migliaia di rapimenti, omicidi, attentati, traffico di droga e reclutamento di bambini, hanno caratterizzato un’ organizzazione che, in origine, era stata in grado di risvegliare il sogno della giustizia sociale tra i poveri. La storia delle FARC è intrecciata con  tutta la recente storia colombiana e, con essa, c’è poco o nulla di buono a riguardo. Il cessate il fuoco unilaterale, in occasione delle elezioni presidenziali colombiane, rappresenta una parte di quel poco,  una decisione scaturita dai negoziati di pace tenuti a L’Avana, il cui futuro dipende, ora, dal prossimo presidente della Colombia.

Il cessate il fuoco elettorale è stato dichiarato dalle FARC in collaborazione con l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). E’ iniziato il 20 maggio e, se i due gruppi di guerriglia decidessero di non prolungarlo fino al compimento del secondo turno elettorale, che si terrà il 15 giugno, si concluderà nel prossimo mercoledì. La violenza in Colombia negli ultimi 50 anni, intanto, lascia un conto di oltre duecentomila morti e 25.000 dispersi.

Il leader a capo delle FARC, Rodrigo Londoño Echeverry, alias ” Timoshenko “, ha utilizzato il “compleanno” del gruppo paramilitare per ricordare che l’oligarchia colombiana mira ad arrivare ad una “resa umiliante” dei guerriglieri, scelta ribadita nei colloqui di pace di L’Avana. In un messaggio videoregistrato, il capo della guerriglia ha dichiarato che la classe dirigente del Paese richiede con “arroganza” la sua “resa”, aggiungendo che, però, nessun rappresentante di quel gruppo era presente al tavolo delle trattative per negoziare a Cuba. Questo perché l’equilibrio, in campo militare, verte a favore degli stessi guerriglieri . «Sappiamo bene che ciò che l’oligarchia colombiana si augura, è la nostra completa umiliazione – dice  Timoshenko  – ma al tavolo sono presenti due forze, e le nostre aspirazioni sono del tutto differenti» prosegue nel video registrato, nel mezzo della giungla, e postato in seguito online. Le FARC  rivendicano «50 anni di lotta e incorruttibile – e aggiunge – proseguiremo nel portare avanti ciò che è necessario per impedire i tentativi dell’ oligarchia di ostacolare ancora una volta il raggiungimento della pace».

Le Elezioni di domenica, svoltesi per la prima volta da decenni senza escalation di guerriglia , sono state definite ,dal Ministro della Difesa Juan Carlos Pinzón,  «al pari di una qualsiasi nazione in pace». Certamente un commento troppo ottimista, ma la verità è che lo scenario, per la normalità colombiana, risultava sicuramente insolito. Se l’elezione è stata una partentesi di normalità, però, un’altra cosa sono i negoziati di pace in corso. La società, a riguardo, è divisa tra coloro che pretendono giustizia incondizionata per i guerriglieri/terroristi , accusati di commesso crimini sistematici contro l’umanità, e coloro che , in un modo o nell’altro, preferirebbero voltar pagina, anche a costo di convivere con un’ampia elargizione di impunità. L’ ultima parola starà a Cuba dove, nella giornata di oggi, i leader delle FARC si apprestano a soffiare le candeline sul cinquantesimo compleanno della fondazione dello storico gruppo di guerriglia, anche se la Colombia non ha proprio nulla da festeggiare.


SudAméricaHoy (SAH) è una delle maggiori centrali informative a sud del Golfo del Messico con base a Buenos Aires focalizzata sui 10 maggiori Paesi del subcontinente.

Las FARC cumplen 50 años’ di Stella Montoro è pubblicato in esclusiva per l’Italia da ‘L’Indro’, tradotto dal curatore delle relazioni internazionali con i media Maurizio Porcu.

 

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