mercoledì, Aprile 21

Le europee viste dall’ ALDE Il terzo attuale gruppo politico presenta un programma che si fonda sulla riforma dei poteri delle istituzioni

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Verhofstadt 

Lo speciale sulle elezioni europee stavolta si concentra sul terzo attuale gruppo politico che siede presso l’Europarlamento. L’ ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei) il gruppo politico che nell’attuale legislatura ricopre il ruolo di terzo gruppo per numero di parlamentari che lo rappresenta. Hanno una visione dell’Europa come un modello federale e sono attivi, in vari gruppi, come il Gruppo Spinelli, per la modifica dell’assetto istituzionale dell’Unione europea. Si rifanno al Manifesto di Ventotene e alle idee di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi. Le forze italiane che confluiscono in questo gruppo, hanno presentato per le europee una lista Scelta Europea” che ha all’interno Centro Democratico, Fare per Fermare il Declino e Scelta Civica.

In Parlamento oltre a Guy Verhofstadt, presidente del gruppo e Andrew Duff, europarlamentare britannico tra i fondatori del Gruppo Spinelli, in Commissione il gruppo è rappresentato da  Karel De Gucht, Commissario al commercio, Máire Geoghegan-Quinn, Commissario alla Ricerca e Innovazione, Siim Kallas Vice presidente della Commissione e Commissario ai trasporti, Neelie Kroes vice presidente e Commissario all’agenda digitale, Cecilia Malmström, Commissario agli affari interni, Janez Potocnik, Commissario all’ambiente, Olli Rehn vice presidente e commissario agli affari economici e monetari, Androula Vassiliou commissario all’Istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù. Il  candidato ufficiale alle prossime elezioni per il presidente della Commissione europea sarà Guy Verhofstadt che è diventato tale solo dopo il passo indietro di Ollie Rehn, politico finlandese e attuale commissario per gli affari economici e monetari.

Lo scorso primo febbraio, il congresso del partito, svoltosi a Bruxelles, lo ha scelto per acclamazione. Guy Verhofstadt, attuale presidente del gruppo parlamentare dell’ALDE (Group of the Alliance of Liberals and Democrats for Europe) ed ex primo ministro belga, aveva lanciato la sua candidatura già nell’estate scorsa e viene considerato tra i favoriti per la formazione della prossima Commissione. È ormai risaputo che il presidente del gruppo dei liberali presso il Parlamento europeo ha trovato un accordo con Ollie Rehn, suo avversario nella competizione. L’accordo tra i due uomini politici riguarda le cariche da ricoprire nel caso l’Alde riuscisse a prendere una maggioranza tale da aver l’ultima parola sia sul presidente sia sulla politica di azione esterna dell’UE. Raggiungendo questo accordo, Verhofstadt diverrebbe Presidente e Rehn si occuperebbe di politica estera o di politica economica.

Il curriculum del politico fiammingo è ricco di esperienze a tutti i livelli. Ha iniziato ricoprendo la carica di presidente degli studenti liberali fiamminghi a Ghent, città fiamminga a ovest di Bruxelles e dove si laurea in Giurisprudenza. Nel 1978 è eletto membro della Camera dei Rappresentanti dopo aver ricoperto la carica del consiglio comunale di Ghent. Nel 1982 viene eletto presidente del PVV (Partito della Libertà e del Progresso) e l’incarico dura fino al 1985 quando viene nominato ministro per il bilancio, ricerca e programmazione. Nel 1988 riprende l’incarico nel partito dopo aver terminato l’esperienza di governo.

Nel 1992 il partito ha assunto il nome di Democratici e Liberali Fiamminghi, Verhofstadt lo presiedette fino al 1995. Tra il 1995 e il 1999 Verhofstadt è stato membro del senato federale Tra il 1997 e il 1999 tornò a presiedere il VLD.

Nel 1999, il partito da lui presieduto ottiene la maggioranza le elezioni federali belghe e questo lo porta ad essere nominato primo ministro ne governo di coalizione tra liberali socialisti ed ecologisti. Il secondo semestre del 2001 vede il Belgio in carica di presidenza di turno del Consiglio Europeo e in quell’occasione, l’esponente dell’ALDE ricopre il ruolo di Presidente. Nel 2003 viene rinominato primo ministro in seguito alla vittoria dei liberali e dei socialisti e ciò gli consente di formare un secondo governo di coalizione.

La sconfitta alle elezioni legislative del 10 giugno 2007 del VLD porta alle dimissione da primo ministro e alla crisi istituzionale che dura fino al dicembre quando con un governo ad interim guidato dallo stesso si indicono nuove elezioni legislative che portano l’incarico ad Yves Leterme, attuale vice segretario generale dell’OCSE (Organisation for Economic Co-operation and Development). Fino al 2009 Guy Verhofstadt riprende a far parte del consiglio comunale di Ghent.

In questa legislatura del Parlamento europeo ha ricoperto il ruolo di parlamentare, presidente del gruppo ALDE e si è occupato tra le sue attività parlamentari dell’annosa questione riguardante l’allargamento alla Turchia, ha seguito la rivoluzione egiziana dell’approvazione del MFF (Multi Annual Financial Framework).

L’Alde non è considerato un gruppo che si rifà a idee di natura euroscettica. I Liberali, però, hanno una visione dell’europa fortemente federale dove il potere, come accade nel sistema americano, e le decisioni più importanti sono prese nella capitale federale, che in questo caso sarebbe Bruxelles.

Il programma del gruppo del liberali si concentra sul ruolo dell’Europa al di fuori dei propri confini. Infatti, secondo i liberali, scegliere loro significa scegliere un’Europa più forte. La loro priorità è di indirizzare meglio le importanti sfide economiche. Aprire la creazione di posti di lavoro anche ai settori digitali. Inoltre i liberali parlano della libera circolazione della conoscenza come quinta libertà che l’unione europea deve tener presente. La stabilità economica dell’Unione deve essere implementata da un riforma fiscale e da un’unione di natura anche bancaria. La politica estera dell’Unione deve essere  rafforzata negli ambiti della giustizia e degli affari interni, oltre che alla creazione di Sistema Comune di Asilo Europeo. Per quanto riguarda il commercio  internazionale, l’Alde supporta il rafforzamento degli accordi con gli Stati Uniti ma anche una protezione internazionale che riguarda i dati sensibili, visto il recente scandalo NSA. Il gruppo auspica anche una maggior collaborazione tra UE e NATO. Infine il gruppo crede che per avere un’ Unione più forte bisogna rendere le istituzioni più forti e federali. Un vero e proprio cambiamento costituzionale. Il sistema proposto resta quello degli Stati Uniti d’Europa.

Il bilancio del gruppo politico in Parlamento può dirsi positivo. Rappresentando la terza posizione dopo i popolari e i socialisti, che in fatto di rappresentanza coprono quasi tutto l’emiciclo, hanno cercato, laddove i dossier lo permettevano di inserire proposte importanti. Infatti proprio Verhofstadt e Duff sono considerati dei punti di riferimento anche per rendere più visibili le idee del gruppo al di fuori dell’istituzione parlamentare.

Infine, secondo gli ultimi sondaggi, l’Alleanza dei Liberali e Democratici in Europa si attestano come quarto gruppo (dietro ai non iscritti) con 62 seggi rispetto agli 83 attuali. Il gruppo infatti è dato in forte calo e ha attirato molte critiche dopo il recente accordo per combattere gli euro scettici, firmato congiuntamente con il PPE e Il gruppo S&D.

 

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