giovedì, Agosto 5

Le donne in politica: Lady di Ferro?

0
1 2


Il gentil sesso nella politica. Sarebbe ora. Non che Ministre donne non ci siano, o ci siano state. Ma, secondo molti, hanno rappresentato spesso uno “specchietto per le allodole” per l’elettorato. Non c’è niente da fare, una reale parità è difficile da ottenere. Soprattutto a livello di indipendenza.

«Qual è il problema? in che termini va posto? è solo una questione di numeri? è un problema che riguarda solo il mondo della politica? Che vi sia un deficit di rappresentanza non v’è dubbio. Di questo deficit, però, sono date due letture: c’è chi ritiene che lo squilibrio di presenza femminile nei luoghi della rappresentanza politica non fa che riprodurre una persistente condizione di ingiustizia, un pesante sistema di disuguaglianze e discriminazioni tra uomini e donne di cui queste ultime sono vittima, ancor prima che nelle istituzioni, nella società. E c’è, viceversa, chi punta il dito proprio sul divario tra una realtà sociale in rapido cambiamento che, sia pure tra contraddizioni e ambivalenze, vede le donne protagoniste coscienti dei mutamenti in atto, né seconde né svantaggiate rispetto all’altro sesso, capaci di assumere autorevolezza e ruolo nei più diversi ambiti della vita sociale, e un sistema politico autoreferenziale, separato, cieco e sordo alle istanze della società, chiuso in se stesso, tendente ad auto-riprodursi nella sua dimensione gerontocratica declinata al maschile, impegnato a tener fuori o comunque a limitare e soprattutto a controllare gli ingressi femminili nei luoghi di potere». Le parole dell’analisi di Maria Antonella Cocchiara, docente all’Università degli Studi di Messina, «Donne e politica: un rapporto ancora difficile» descrivono nettamente il perimetro d’azione e i limiti di questo rapporto. Ci siamo rivolti proprio alla docente per capire e contestualizzare nella politica il ruolo delle donne, con uno sguardo attento alle nuove generazioni che hanno voluto dare un senso di rottura e cambiamento. Ma è stato così?

Politica e Donne. Le nuove generazioni di Ministre è una risposta del governo Renzi alla mancanza di rappresentanza?

Mi è sembrata una risposta mediatica. Le scelte delle Ministre, sia sul numero che nella tipologia, effettuate da Renzi. Di fatto se andiamo a guardare la situazione delle Pari Opportunità, come viene gestita da questo Governo, c’è stata una diminutio. Noi non abbiamo più una Ministra. Abbiamo una consulente del Presidente del Consiglio, Giovanna Martelli. Una concezione così personalistica. Sul versante delle consigliere nazionali di parità so che c’è stata anche lì una riduzione di budget per poter svolgere il loro operato. In poche parole se guardiamo alla sostanza non è che ci sia stato questo passo in avanti. Delle originarie otto ministre, quella che sembrava poter avere maggiori competenze era Maria Carmela Lanzetta, ex ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. Non aveva il look della Madia o della Boschi però è una donna estremamente competente. Ma è stata liquidata. Probabilmente aveva quello che le altre non hanno, era autonoma.

Vuol dire che le attuali Ministre sono delle replicanti del Presidente del Consiglio?

Se il mondo dei movimenti e se tutte le donne si battono per un riequilibrio della rappresentanza politica e di genere, lo fanno perché c’è la speranza che le donne possano introdurre innovazione e cambiamento in questa politica che non ha dato fino ad ora buona prova di sè. Era questo l’obiettivo che pensavamo di poter raggiungere avendo più donne in Parlamento. Ma se quelle presenti sono un’emanazione del potere maschile, ma che speranze possono dare? Quando fanno delle dichiarazioni non dicono nulla di diverso da quello che dichiara Renzi, sembrano dei cloni; esattamente come lo erano le Ministre dei Governi Berlusconi.

C’è chi le ha chiamate Lady di Ferro, forse più per scherzare che altro…

Sicuramente. Non sono state loro ‘di ferro’ ma il Governo che è estremamente decisionista. Loro non fanno altro che eseguire le indicazioni che vengono impartite dall’alto. Capisco che ci voglia collegialità all’interno dell’esecutivo, ma non significa esclusivamente osservare i diktat del Presidente del Consiglio. Bisognerebbe riuscire a dare il proprio contributo che può avere anche una visione diversa.

E’ quello che è successo storicamente alle nostre donne in politica: quando erano un po’ più autonome e capaci di offrire un passo ulteriore e diverso alla politica e le Istituzioni, venivano stroncate. A cominciare dalle primissime donne che hanno rappresentato il ceto politico femminile in un’istituzione, quelle che hanno fatto parte della Consulta Nazionale nel 1945-46. Chi è che fece carriera? Quella tipologia di donne che seguiva le indicazioni e non erano autonome. Le nuove Ministre sono l’emanazione del Presidente del Consiglio.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->